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Gianluigi Veronesi

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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Fungolandia: 15esimo anno col fungo e il suo mondo in Valle Brembana!

Con tutti gli accorgimenti per attività in sicurezza, dal 5 al 13 settembre ritorna Fungolandia l’appuntamento con la rassegna dedicata al mondo dei funghi in Val Brembana ricca di appuntamenti  negli undici paesi di Altobrembo: Averara, Cassiglio, Cusio, Mezzoldo, Olmo al Brembo, Ornica, Piazza Brembana, Piazzatorre, Piazzolo, Santa Brigida e Valtorta (Alta Valle Brembana – BG). 
Al fine di garantire lo svolgimento delle iniziative in sicurezza, l’impostazione della rassegna sarà̀ lievemente diversa dalle scorse edizioni, ma anche quest’anno i visitatori saranno guidati alla scoperta della natura e del territorio dell’Alta Valle Brembana partecipando a mostre, percorsi gastronomici, escursioni, percorsi sensoriali, laboratori, giornate dedicate al benessere e molto altro.
Tutti i giorni sarà̀ possibile partecipare alle “Giornata alla scoperta dei Funghi”: il programma prevede al mattino una passeggiata guidata dai micologi per scoprire i funghi e l’habitat del bosco, il pranzo in uno dei ristoranti con menu a tema e, al pomeriggio, la possibilità̀ di visitare, nell’ampio spazio della Sala Polivalente di Santa Brigida, la “Mostra del Fungo della Valle Brembana” con l’esposizione di numerose specie fungine del territorio, il tutto accompagnati dai micologi dell’Associazione Micologica Bresadola, sempre pronti a rispondere a tutte le curiosità̀ di questo misterioso mondo. Sono numerosi gli appuntamenti di punta della rassegna, già̀ dal primo sabato infatti “Un borgo di sapori”, un percorso gastronomico, lungo il quale i cinque sensi saranno i protagonisti, vi guiderà̀ alla scoperta di angoli nascosti del borgo di Cusio. Al pomeriggio invece, a Piazzatorre appuntamento imperdibile per i più piccoli: “Riscopriamo la natura attraverso i 5 sensi”, percorso sensoriale immersi nella natura di un suggestivo boschetto alla scoperta del nostro ambiente. La sera due spettacoli: “Brividi intorno al falò”, racconti consigliati ad un pubblico adulto nella suggestiva cornice del Mulino del Bolgià di Valtorta e “S(legati)”, una rappresentazione teatrale a Piazza Brembana. Domenica 6 settembre, appuntamento unico per i più piccoli, Chiara Crotti guiderà̀ “I detective della natura”, in un avvincente percorso a Piazza Brembana alla scoperta degli indizi che hanno lasciato gli animali, mentre nel pomeriggio potrete partecipare a una divertente caccia al tesoro delle nostre mascotte, un’esperienza che si snoda tra le vie del borgo di Mezzoldo per farvi scoprire alcuni dei principali monumenti e dei punti di interesse. Durante la settimana, in particolare martedì̀ 8 settembre, vi aspetta un’intera giornata dedicata al benessere immersi nella tranquillità̀ della natura sulle sponde del lago di Cassiglio con pratiche di antigravity fitness, plilates, yoga e bagni di suoni e, nel frattempo, per godervi a pieno la giornata di benessere e relax, i più piccoli potranno partecipare a “Fungodivertimenti” un appuntamento guidato dalla psicomotricista Chiara Angeloni durante il quale i bambini si divertiranno con attività di giochi motori. Saranno numerose anche le visite, lunedì̀ 7 settembre “Viaggio tra le erbe officinali”, una visita guidata ai laboratori e ai campi di coltivazione delle erbe officinali dell’azienda Agricola Soluna di Averara specializzata in prodotti naturali per la cura del corpo. Mercoledì̀ 9 settembre potrete invece partecipare alla passeggiata culturale “Tra la via del ferro e la Via Priula” alla scoperta delle contrade dei caratteristici borghi di Mezzoldo. Mentre per gli sportivi, giovedì̀ 10 settembre “Escursione in e-bike” a Santa Brigida. Venerdì̀ 11 settembre “Scopriamo le rocce” con la geologa Stefania Cabassi alla scoperta delle rocce che caratterizzano il corso del fiume Brembo a Olmo al Brembo e, la sera a Piazzolo “I racconti del bosco”, passeggiata notturna nel bosco incantato accompagnata dalla narrazione della favola sugli abitanti del bosco.
Anche il secondo fine settimana sarà ricco di eventi per tutta la famiglia. Presso l’Ecomuseo di Ornica, un laboratorio artistico a cura degli Animatori de Le Terre dei Baschenis intratterrà̀ i più̀ piccoli. Al calar del sole invece, nella suggestiva location dei Piani dell’Avaro di Cusio, “Sinfonie in quota” regalerà̀ emozioni uniche immersi nella natura incontaminata con una dolce melodia in sottofondo. La sera, una visita guidata vi porterà̀ a scoprire i tesori di Ornica. E la domenica, per il gran finale, Radio 2.0 sarà presente per tutta la giornata con le sue animazioni a Santa Brigida nel giorno di chiusura della “Mostra del Fungo della Valle Brembana”. La mattina invece a Ornica, nel particolare contesto della Val d’Inferno, “Un inferno musicale”, le musiche della tradizione orobica e alpina al suono dei baghet, l’antica cornamusa bergamasca, incontrano il Corno delle Alpi dei “Chi ‘lla pia”. Nel pomeriggio, sempre a Santa Brigida, “I Segreti del bosco”, la voce narrante del naturalista vi guiderà̀ alla ricerca delle tracce degli animali del bosco. Seguirà̀ un laboratorio didattico con l’utilizzo degli elementi naturali raccolti. Nel tardo pomeriggio, presso la Sala Polivalente di Santa Brigida con la premiazione dei concorsi di Fungolandia 2020 chiuderà̀ ufficialmente la quindicesima edizione della rassegna.
Tutti i giorni i ristoranti aderenti all’iniziativa proporranno squisiti menù a base di funghi e prelibatezze del territorio e, per chi volesse abbinare gusto e natura, sarà possibile prenotare gustosi cestini pic-nic da consumare all’aria aperta.
Per gli appassionati di mostre, non solo sarà allestita la Mostra del Fungo della Valle Brembana a Santa Brigida, i paesi di Altobrembo infatti ospiteranno anche mostre fotografiche: “Angoli di storia” a Olmo al Brembo, “I Baschenis de’ Averaria” a Valtorta, “Il fotografo ritrovato” a Ornica ed “Eleganza discreta di una Valle“ a Santa Brigida.
Le iniziative in programma si svolgeranno per lo più all’aperto, su prenotazione o in spazi particolarmente ampi, il tutto per limitare al massimo i rischi a seguito dell’emergenza Covid-19.
Sul sito www.fungolandia.it oltre a calendario, menu e tutte le informazioni per partecipare alla rassegna, sono disponibili le proposte e le offerte per vivere Fungolandia a 360° negli alberghi, B&B e appartamenti di Altobrembo.

www.fungolandia.it 
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Tel. 348.1842781

Franciacorta: 60 Dosaggio Zero in degustazione

Parola magica e attraente, Franciacorta ormai simbolo di "cose buone e pregiate" di qualità, moda, fascino, festa e tanto altro ancora. Se parliamo poi di Festival del Franciacorta, subito scatta interesse e attrazione: siamo di fronte ad uno degli eventi più amati dagli appassionati delle bollicine più pregiate d’Italia. A organizzare questo interessante evento le "Cantine di Franciacorta", fornitissimo Wine Store situato ad Erbusco, esclusivo ed elegante open space di 500 mq. Protagoniste saranno 60 aziende vinicole franciacortine selezionate per l’occasione, legate dall’altissima qualità e dal metodo della rifermentazione naturale in bottiglia. Ma come funziona la manifestazione? Ogni azienda porterà il proprio Dosaggio Zero (massima espressione del territorio e del lungo percorso di affinamento compiuto dal vino) occasione veramente straordinaria per degustare e paragonare fra loro i Dosaggio Zero delle cantine più blasonate e di quelle emergenti, eccezionalmente presentati insieme in un unico avvenimento. Ogni cantina metterà poi in degustazione anche un’altra tipologia di Franciacorta a scelta. I due week end saranno quindi un’opportunità unica per degustare un’ampissima selezione di Franciacorta attraverso un viaggio sensoriale in cui si percepiranno emozioni e sensazioni diverse ad ogni assaggio e si potranno avere dai sommelier e dagli esperti di Cantine di Franciacorta informazioni sulle peculiarità di ogni azienda e di ogni vino. Veniamo ora alle date: S’inizierà il weekend del 12 - 13 settembre con 30 cantine (15 per ogni giorno) per poi proseguire il 19 - 20 con le successive. Non ci sono dubbi: per gli appassionati di bollicine questo è un appuntamento irrinunciabile. 
(Gianluigi Veronesi)

Ulteriori informazioni:

Cantine di Franciacorta 
Via Iseo, 98 - Erbusco (BS) 
Tel. +39 030 775 1116
www.cantinedifranciacorta.it 
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Spumanti italiani: indagini Ovse in epoca di Coronavirus

In epoca Covid un calice di vino ha salvato la socializzazione fra le mura domestiche e nel web. Nel 1° semestre 2020 c’è stato un calo dovuto al lockdown nei settori horeca, soprattutto vini rossi importanti e bollicine di alto pregio a iniziare dallo Champagne. Mantengono le posizioni i vini spumanti italiani con il Prosecco&C, bene i vini bianchi freschi d’annata, la Gdo vede salire le vendite, l’e-commerce raddoppia i volumi, va meglio per i vini di costo medio.
Sfatiamo una fake-news enoica (vini&spumanti) da Covid19, almeno riportiamo la questione entro ambiti reali e certi, suffragati dalla concretezza dei numeri e esatta analisi delle risposte del mercato. Ovse è dal 1991 che monitorizza i dati di produzione, spedizione, dogane, export, consumi e mercati per i vini spumanti, e anche per i vini tranquilli. 30 anni di analisi, ricerche, indagini e sondaggi che permettono di avere una visione economica-tecnica nazionale e diretta in 32 Stati del mondo, oltre che referenti in tutte le regioni italiane,  rispetto a corazzate Potemkin nate recentemente.
Il calo di vendite-consumi di vini spumanti italiani sul mercato interno ed estero durante i 33 giorni di lockdown (iniziato il 9 marzo) e i 100 giorni di pandemia con limitazioni di spostamento (1 solo italiano su 3 è stato totalmente a casa) è molto più contenuta e più differenziata rispetto alle dichiarazioni altisonanti lette tempo fa. Discorso totalmente diverso per vini tranquilli, seppur fortemente diversi tipologia per tipologia. Gli stessi dati della Gda (canale nazionale che copre l’acquisto di 6 bottiglie su 10) confermano un incremento di acquisti e di atti di acquisto a livello nazionale in confronto con lo stesso periodo 2019, seppur con cali evidenti per certe tipologie, etichette, denominazioni. Inoltre fino al 10 marzo tutte le spedizioni programmate dalle cantine sono arrivate a destinazione, in pieno lockdown è scattata la corsa all’acquisto online e con il delivery conseguente, poi si sono riaperte le cantini per gli acquisti diretti diventando una fuga o scusa di riscatto dalle chiusure domestiche.
Giampietro Comolli, fondatore di Ovse-Ceves nel 1991 con Fregoni e Niederbaker, una garanzia di analisi e valutazioni da quasi 30 anni e non recente,  sintetizza: “ I numeri del consumo dei vini spumanti in Italia e i canali di consumo durante  il periodo Covid e primo semestre 2020 analizzati  da Ovse indicano che restare a casa, con più tempo libero, più voglia di cucinare, più tempo sui social e web ha incentivato i calici di bollicine. Il consumo domestico ha sostituito, in gran parte, quello degli aperitivi e delle cene fuori casa. I millennials e la G.zero non hanno rinunciato all’”ape”, quindi più spritz in casa. Il Valdobbiadene Prosecco e i vini bianchi fermi freschi d’annata hanno fatto la parte del leone, come le bollicine territoriali e con uve autoctone, ci sono stati più atti d’acquisto in Gdo, più che raddoppiati in 100 giorni gli ordini online, ma scelta prioritaria sotto i 7-10 euro a bottiglia. I cali più sensibili per vino biologico, i grandi vini rossi, Champagne. Per alcune bollicine top-dop italiane di pregio hanno patito un calo maggiore causa lockdown dell’horeca, ma sono etichette molto più richieste nel secondo semestre d’anno”.      
Come Ovse abbiamo riscontrato altri elementi interessanti per una valutazione più completa e corretta: sicuramente  le bollicine sono un vino conviviale e di socialità (la crescita dei consumi off-premise degli ultimi anni lo confermano) e inoltre in Italia fra i giovani (millennials e G.zero) il rito dell’aperitivo aveva offerto un contributo ai consumi contribuendo a destagionalizzare i consumi nel nostro paese come in altri, facendo diventare una bottiglia di bollicine un vino alternativo a tutto pasto anche nella horeca (ristoranti, pizzeria, bar diurni, esercizi serali, catering …). Un altro dato importante è che nei mesi primaverili il consumo di bollicine in ogni canale è limitato per cui le riserve del fine anno precedente possono essere sufficienti, soprattutto senza eventi privati e pubblici, festeggiamenti in strada. E’ sicuramente vero che la chiusura totale, con le limitazioni di distanze, ha determinato un blocco di consumi, le limitazioni parziali successive hanno ridotto i consumi del fuori-casa: ma su base annua il canale degli esercizi pubblici gestisce il 35-38% del volume totale con concentrazioni di consumi dettati da luoghi, mesi, tradizioni, quindi assai variabili da regione a regione, da tipologia a tipologia di vini fermi e di vini frizzanti e spumanti. Certamente il dato negativo dettato dalla chiusura totale Covid più importante e significativo (sia in volumi che in valore)  viene dal blocco delle spedizioni e dei trasporti (anche via aereo) verso l’estero. Durante il lockdown in Italia (facevo personalmente la spesa in Gda e in negozi aperti) ho sempre trovato in tutti gli scaffali di tutte le insegne tutte le etichette di vini e spumanti che volevo: certamente gli spazi più vuoti erano quelli dei vini a prezzo più contenuto (sotto i 7-10 euro), dei vini frizzanti e spumanti di marca italiana, dei vini bianchi freschi fermi.  Da qui, se il calo assoluto dettato dalla analisi di dati fiscali e di trasporti parla di un consumo ridotto anche del 70% in 100 giorni, si fa riferimento a un periodo di consumo dei vini spumeggianti/effervescenti notoriamente ridotto: in Italia (ma anche in Francia e Spagna) i primi 6 mesi d’anno rappresentano un consumo di circa il 33-35% del totale (1 bott su 3); inoltre già febbraio-marzo sono i primi mesi utili per gli ordini del vino nuovo e per le consegne,  ma una quota percentuale limitata poiché il massimo delle consegne avviene a giugno-luglio e a ottobre-novembre.
Un altro dato interessante valutato da Ovse sono i metodi produttivi e i rispettivi volumi delle bollicine italiane pronte per il consumo durante i 100 giorni delle limitazioni degli spostamenti e della gestione d’impresa: nei primi mesi dell’anno i vini spumanti ottenuti con il metodo italiano (Prosecco, Valdobbiadene, Lambrusco, Durello, Malvasia, Ortrugo, Muller, Pinot…) sono già in spedizione e per questo non hanno risentito del calo dei consumi, anzi. Viceversa i vini ottenuti con il metodo tradizionale classico (Franciacorta, Alta Langa, Trento, Monti Lessini, ecc..), fatto eccezione per i millesimi riserva e selezioni disponibili in cantina oppure già presso i distributori o clienti, solitamente vengono imbottigliati a primavera e le massicce spedizioni iniziano da maggio-giugno (bolle e dogana). Inoltre il metodo trad-classico italiano rappresenta il 12% (con 26 mio/bott) di tutte le bottiglie di bollicine consumate in Italia all’anno (206 mio/bott), è esportato per circa il 10% della produzione: non rappresenta quindi grandi numeri sul mercato nel primo semestre 2020 nazionale, ma è fortemente presente nella grande ristorazione e grandi eventi per cui un lockdown è più incisivo e sentito. E’ evidente che una perdita di spedizioni e di vendite di tutte le bollicine metodo trad-classico di 2,5 milioni di pezzi al posto dei soliti 7 milioni, fa gridare una perdita di vendite del 35-36% nel periodo, ma non su base annua.
Anche in periodo Covid e lockdown, gli italiani, quando hanno potuto, hanno scelto e consumato bollicine: anzi nella pace domestica, con più tempo libero e tanta voglia di fare cucina…, i calici di bollicine sono aumentati automaticamente (supplendo la mancanza di socializzazione e convivialità esterna). Il recente sondaggio Ovse indica che c’è voglia di consumi fuori casa per avere “la prova” di un ritorno alla normalità, ma questa voglia può essere pericolosa. Ovse registra che c’è stato un consumo maggiore di vini nei primi 6 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. 1 consumatore su 2 dichiara che non ha cambiato abitudini di consumo e che ha continuato a bere e trovare il vino che voleva; è vero anche che c’è stata un acquisto di vini con un costo più basso (incremento provato dai volumi fatti da discount, insegne di primo prezzo), mentre i giovani (millennials e G.zero) dichiarano di aver iniziato e/o aumentato il consumo di vino in casa.
In sintesi la ricerca di Ovse-Ceves (luglio 2020) sul comportamento degli italiani in generale rispetto all’acquisto e consumo di vino in periodo Covid (100 giorni, dal 9 marzo al 30 giugno) ci dice :

-           meno consumo di vini sostenibili e quelli più cari in senso generale

-           più consumo di vini locali facili da trovare, più pubblicizzati e anche autoctoni

-           più bottiglie a prezzo contenuto (limite sono i 10-11 euro a bottiglia su scaffale o in cantina)

-           più vini di cantine grandi note diffuse che danno garanzie

-           più acquisti online e eno-commerce

-           meno acquisti diretti in cantina soprattutto nei territori e grandi DO dove avvenivano eventi, fiere, degustazioni, primeur

-           più delivery

-           meno acquisto di Champagne

-           più acquisto di Prosecco Superiore e Doc (molti in abbinamento con Aperol o Campari)

-           più vini bianchi tranquilli noti e di annata recente

-           meno vini rossi tranquilli top selezionati riserve e più noti dell’alta gamma

In sintesi, dalla analisi di Ovse sui consumi globali in Italia  dei primi 6 mesi 2020 (più di 3 mesi in piena pandemia Covid), emerge un aumento del 11% di vendita di bottiglie di vini nella Gda, rientranti nel +10% di spesa alimentare durante il periodo di limitazione; l’e-commerce è aumentato del 120%; la priorità di acquisto va ai vini prodotti più vicino a casa, ma noti; il 65% dei consumatori abituali italiani dichiara di aver mantenuto se non aumentato il numero di bottiglie attraverso più atti d’acquisto; fra i vini tranquilli significativo calo (anche del 25-30%) dei vini rossi importanti e più blasonati come Barolo, Amarone, Brunello, Bolgheri…; in crescita (7%) il consumo di vini bianchi tranquilli d’annata e bollicine metodo italiano; stabili i vini biologici; performance degli atti d’acquisto per vini con costi sotto i 5 o i 10 euro a bottiglia (a secondo tipologia, DO, marca).  Emerge anche un dato negativo, ma non di consumo e acquisti:  la forte necessità di liquidità delle più quotate imprese vitivinicole aventi costi di gestione superiori, blocco degli incassi, forte calo di vendita in horeca (anche 50-60% rispetto lo stesso periodo); raddoppio del problema incassi dall’horeca; difficoltà di accesso al credito aziendale. Questi i reali problemi urgenti delle principali grandi aziende del vino e degli spumanti, ma tutti estranei al dato del consumo.  Come Ovse abbiamo stimato i numeri di consumo nell’intero primo semestre 2020 compreso i 100 giorni di lockdown: sono circa 220 milioni di bottiglie italiane fra vini, frizzanti e spumanti non consumati rispetto allo stesso periodo del 2019 per un non-fatturato di 2,0 mld/€, di cui 120 milioni in meno verso l’estero per una perdita di 0,8 mld/€ . E’ difficile però traslare il dato semestrale sull’intero anno, poiché le spedizioni, le consegne e i consumi in Italia sono ancora molto stagionali (rispetto alla Francia) con circa il 70-75% del consumo concentrato fra estate e fine anno.       
Un segnale positivo arriva dai primi paesi importatori di vini spumeggianti: Usa, UK e Giappone segnano una crescita in volumi (+2,5% sul 2019), purtroppo a valori stabili. Un segnale reale e allarmante arriva dalla Francia per lo Champagne che registra, sempre in 100 giorni di Covid19, un calo dei consumi sul mercato interno pari a circa l’55% rispetto allo stesso semestre del 2019 e un calo del 45% per le spedizioni all’estero. Su base annua le Case di Champagne stimano una perdita del 27-28% dei volumi e un danno economico di circa 1,7 mld/euro.  

Giampietro Comolli

Cartoline dalla Romagna: al via il nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna

Che la Romagna e i romagnoli non finiscano mai di sorprenderci a di stupirci è cosa nota. parliamo in fatto di gente laboriosa, sempre pronti a voler fare, con innata e vincente capacità di ospitare, di far sentire il cliente un ospite, far stare bene le persone. Tutto questo In uno dei territori più belli del nostro paese, dove la cultura del buon e bello vivere regna. E non mancano mai le iniziative ed eventi capaci di coinvolgere persone di ogni dove. Uno di questi è certamente "Cartoline dalla Romagna" nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna Il nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna che ha l’obiettivo di promuovere vini, aziende e territorio, coinvolge quasi 400 attività locali, e vedrà protagonisti i produttori romagnoli di vino. Il portale www.cartolinedallaromagna.it, da pochi giorni online e in continua implementazione, raccoglie in una mappa 100 cantine, i punti culturali d’interesse, quasi 200 ristoranti e 80 botteghe storiche e artigianali che ospitano i vini della Romagna e celebrano questa meravigliosa terra, tra il verde delle colline e l’azzurro del mare, passando dalla rigogliosa pianura. La presidente del Consorzio Vini di Romagna, Ruenza Santandrea, afferma: «Siamo partiti da un’idea di Romagna che è nel cuore di tutti, per coniugarla poi al presente, soprattutto sui social e sui media tradizionali con un’idea grafica innovativa e giovane, che incuriosisca e invogli a visitare e conoscere un sistema vino-territorio che promuove l’eccellenza dei produttori: tutti e ognuno, con la loro unicità e il loro modo di accogliere e fare vino. Perché la Romagna è un luogo ospitale e i suoi panorami innumerevoli e suggestivi, così come i borghi nei quali la storia ha lasciato splendide tracce e gli splendidi siti ricchi di arte e di cultura. E il vino è uno dei simboli felici che la contraddistingue e la racconta». Nelle cantine e nei punti di interesse sono state distribuite le prime Cartoline dalla Romagna in formato cartaceo. Un invito a chi vive questa terra e a chi viene in visita e considera il vino uno dei migliori testimoni per comprendere l’identità dei nostri luoghi e dei nostri protagonisti. Un approccio che vuole mettere in luce la qualità dei nostri vini, per un crescente interesse soprattutto da parte delle generazioni più giovani e un forte desiderio di convivialità. Perché proprio le cartoline? Prosegue la Presidente: «Cercavamo un simbolo-pretesto che prendesse vita da immagini storiche per poi via via declinarle al presente e al futuro, per portare a conoscere i nostri luoghi d’arte, cultura e villeggiatura e un binomio cibo e vino imprescindibile. Un elemento, le cartoline, che ancora oggi risulta interessante per le generazioni più giovani, anche se trasferite nel mondo digitale, sulle bacheche di Instagram o sui profili di Facebook. Per questo l’approccio è inteso in una duplice direzione: la ricerca di personaggi, arte e storia dei nostri paesi e città e un segno di colore che contrasta, risveglia lo sguardo e ci porta in una dimensione altra, viva, con un linguaggio che richiama l’arte pop, per trasmettere convivialità e gioia».  Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino allo scopo di tutelare la produzione della Romagna, sostenendo la qualità dei vini, l’equilibrio dei prezzi e la valorizzazione del prodotto e del suo territorio. 

(Gianluigi Veronesi)

Cambiare vita? In Alta Val Taro si può: cinque storie di svolte esistenziali

Ci sono luoghi che possono ispirare i cambiamenti radicali degli individui. L’intuizione di uno scorcio tra le montagne, la percezione di un’aria diversa, l’improvvisa comprensione profonda dell’essenziale sono solo alcune delle piccole grandi illuminazioni all’ordine del giorno in Alta Valtaro, provincia di Parma, tra Liguria e Toscana. In quest’area attraversata dal fiume che battezza la valle e dominata dalle imponenti cime del Molinatico, del Pelpi e del Penna, le persone si guardano intorno per guardarsi dentro e trovare una nuova strada. Mario Marini è nei campi, tra le arnie delle api, nell’allevamento degli animali e nella cucina per gli ospiti dell’agriturismo Cielo di Strela. Una storia che l’ex assessore del Comune di Parma riscrive ogni giorno insieme alle persone che gli danno fiducia e condividono la sua scelta di assecondare la natura e rispettarne i ritmi e i limiti, aiutandola nella produzione dei frutti e delle carni migliori. Biologico per una questione etica, il suo angolo di mondo a Strela di Compiano (PR) è un avamposto della tradizione che riscopre i sapori e le lavorazioni radicati nella narrazione del territorio. Una tradizione che è sacrificio, ma anche e soprattutto cura e amore. Francesco Querzola, produce senza additivi marmellate, succhi di frutta, creme, mostarde, caramelle, frutta sciroppata e prodotti di gastronomia rurale.  Con i figli Irene, Michele, Anna e Sara, Laura e Francesco coltiva oggi circa 4 ettari a frutta fra cui mele, pere, ciliegie, frutti di bosco, susine, pesche, albicocche, noci e nocciole, ma anche maiali allo stato brado. Una famiglia che risponde al richiamo di un territorio, un ritorno alle origini simboleggiato da un vecchio podere a qualche chilometro da Borgotaro.  Altra interessante storia, quella dell’agriturismo Ca’ CigolaraSimona e Diego – con un passato milanese rispettivamente da segretaria e da consulente aziendale – hanno scelto questo angolo remoto di Alta Valtaro per cominciare una nuova vita, in quella che era una vecchia casa in una frazione di Borgo Val di Taro, al confine con l'Oasi WWF dei Ghirardi. La scoperta di ritmi, rumori e dinamiche totalmente differenti da quelli metropolitani coincide con la presa di consapevolezza di un desiderio esistenziale e professionale agli antipodi, che porta alla nascita di un ristorante a vocazione locale e soprattutto dell’agricampeggio, dove gli alloggi sono delle originali “yurte mongole”, abitazioni tipiche dell’Asia orientale, che hanno montato loro stessi aiutati da un video con istruzioni in mongolo.  Iris Wittwer arriva dalla Svizzera, insieme a Gianluca Thorimbert – hanno fondato nel 1992 l’azienda agricola Casa Lanzarotti, ristrutturando e riportando allo splendore un’antica costruzione in pietra affacciata sulla vallata. Rigorosamente biologiche e, per quanto possibile, a km 0, le produzioni dell’azienda abbracciano carni, salumi, uova, verdura, frutta e, di conseguenza, marmellate, succhi e conserve, ma anche pane e dolci. Da ex turisti innamorati di questi luoghi, Iris e Gianluca hanno creato un angolo di mondo vicino ad Albareto in cui rifugiarsi, mangiando sano, leggendo davanti al camino e avventurandosi in passeggiate verso i monti dell’Appennino, le vicine città storiche e perfino il mare della Liguria.  È una scelta di vita ancora più mirata e radicale quella di Elena e Nicola, autori di una vera inversione di marcia che li ha portati a fondare in località Sbarbori, frazione di Santa Maria del Taro (PR), una piccola fattoria con B&B, dove si coltiva, si alleva, si raccoglie e si trasforma per autoconsumo. Nel colpo di coda dell’Appennino Emiliano, prima della Liguria, La Caprasanta è una realtà che ricalca la dimensione famigliare del passato, quando la custodia e la cura del territorio erano una questione spontanea e naturale, che si tramandava di generazione in generazione. Una sorta di patto con la terra, scritto nel codice genetico. 
Cinque storie, cinque ispirazioni, cinque luoghi da visitare, in un territorio carico di storia, natura e cultura che non potete perdervi per nessun motivo.  (Gianluigi Veronesi)

www.turismovaltaro.it  
Tel. 0525 96796  
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Bettelmatt: gioiello di montagna

Una vera e propria “chicca” casearia del nord Piemonte, una produzione limitata, meno di 6 mila forme all’anno, realizzata solo ed esclusivamente in alpeggio tra i 1800 e i 2400 metri di altezza. I produttori sono 8 raggruppati in una Associazione e operativi su 7 alpeggi. Siamo in Val d’Ossola ultimo lembo di montagna italiano prima di sconfinare in Svizzera, qui tra il 1200 e il 1300 avvenne la colonizzazione alpina della popolazione Walser e fu in quel periodo storico che il formaggio prodotto veniva utilizzato come moneta di scambio per il pagamento degli affitti per le concessioni degli alpeggi. Il nome “Bettelmatt” risale a quell’epoca e deriva da “battel” che significa questua e “matt” che in lingua germanica sta a significare pascolo. Ancora oggi lo si produce con il latte delle mucche, in maggioranza di razza Bruna Italiana, che si nutrono di erbe e essenze dei rigogliosi e generosi pascoli, elementi che conferiscono al latte profumi e sapori straordinari. Qui la montagna è un vero paradiso naturale dove si possono vivere passeggiate ed escursioni in compagnia delle nuvole, respirando aria pura, abbracciando la natura e la pace e dove il suono dei campanacci delle mucche al pascolo sono l’unica colonna sonora. E’ formaggio delizioso e pregiato, dal colore giallo chiaro con occhiatura ridotta. Appena lo si assaggia ne si percepisce subito la morbidezza miscelata alla dolcezza, poi si gustano le note più intense quelle che esaltano le erbe e i sapori del pascolo. 
I 7 alpeggi sono posizionati tra la Valle Antigorio e la Val Formazza sui territori dei Comuni di Baceno, Premia e Formazza. Gli animali vengono munti due volte al giorno e la produzione del formaggio a latte crudo intero avviene dopo ogni mungitura. Le forme, per le quali si utilizzano circa 50 litri di latte per ognuna, pesano dai 4 ai 5 chilogrammi. La lavorazione richiede dalle 3 alle 4 ore di lavoro. Il latte appena munto viene posizionato in caldaie di rame, scaldato a fuoco vivo e addizionato del caglio. La coagulazione può durare anche 50 minuti, dopo di che, la massa viene rotta a mano in piccoli granuli. Dopo la rottura si porta la temperatura della massa a circa 45 gradi, poi la si estrae e la si ripone nelle fascere, che ne daranno la forma e, infine, pressata per 12 ore.  Si passa poi alla salatura e alla stagionatura durante la quale si provvede a girare e spazzolare le forme con costanza e attenzione. La stagionatura minima del formaggio è di 60 giorni, ma soltanto le forme migliori saranno prescelte per essere marchiate come Bettelmatt e vendute: quasi sempre prima delle feste natalizie per via della produzione limitata. Il costo è più oneroso rispetto ad altri formaggi, ma ne vale decisamente la pena per il grande piacere di gustare una specialità.
Il Bettelmatt è indubbiamente motivo di richiamo turistico per queste montagne ma anche espressione di competizione sportiva. Nel 2007 infatti Gianluca Barp, operatore turistico, ha ideato la “BUT”: Bettelmatt Ultra Trail. Si tratta della BUT Formazza - Salomon Challenge - ovvero una corsa in solitaria sui sentieri e sugli alpeggi alla scoperta dei gioielli del territorio. Per il 2020 si può optare per la Bettelmatt Trail da 52 Km o per la Bettelmatt Sky Race di 35 Km, o ancora per la Bettelmatt Race di 22 Km.
Quest’anno per via dell’emergenza Covid l’organizzazione ha dovuto mettere in campo dei cambiamenti ma senza eliminare la competizione che ha avuto inizio il primo luglio e si concluderà domenica 20 settembre. Come fare per partecipare? Ecco le indicazioni giuste: 
La partenza e l’arrivo sono dal borgo di Riale, piccola perla della Val Formazza a 1731 metri d’altitudine. I partecipanti potranno registrare la propria prestazione e poi condividere la traccia GPS e il tempo ottenuto con gli organizzatori, che alla chiusura dell’evento provvederanno a stilare una “classifica virtuale” con tanto di premiazioni. E se da una parte gli atleti professionisti potranno sfidarsi, anche se a distanza, rintuzzando vecchie rivalità sportive o provando ad emergere come nuovi protagonisti della gara, i semplici amanti della montagna avranno, invece, l’occasione di godersi con la giusta calma e all’andatura preferita i tesori naturali del territorio.”
I percorsi della BUT sono accattivanti e molto interessanti, parliamo di 2 passi alpini a 2500 metri, 5 bacini idroelettrici. 6 rifugi di cui uno a 3 mila metri, la suggestiva cascata del Toce alta oltre 150 metri, poi i caratteristici insediamenti Walser e, naturalmente, gli alpeggi dove si produce il formaggio.
Per partecipare non ci sono costi di iscrizione, è sufficiente avere la giusta attrezzatura, una sana passione per la montagna e la voglia di stare all’aria aperta. Inutile dire che la competizione è un’occasione per scattare entusiasmanti foto da utilizzare e condividere sui social.
E’ comunque una sfida “eroica” così come “eroico” viene definito il Bettelmatt delle Alpi Lepontine, un formaggio d’altri tempi e di oggi, un’eccellenza casearia della Regione amata dai gourmet e molto apprezzata da chi non finisce il pasto senza il sapore del latte.

Fabrizio Salce

https://bettelmattultratrail.it/
http://www.casarecasari.it/associazione-produttori-formaggio-bettelmatt

La nona edizione di MADE IN MALGA rinviata al 2021 

Made in Malga, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e ai prodotti di montagna tradizionalmente in programma nella prima e nella seconda settimana di settembre ad Asiago e nell’Altopiano dei 7 Comuni viene rinviata al 2021. Una decisione necessaria, sebbene sofferta, una scelta di responsabilità, presa d’intensa tra il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il Comune di Asiago e la segreteria organizzativa di Guru Comunicazione. 
Per Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago: “Fino all’ultimo abbiamo creduto di poter realizzare questo appuntamento così amato e atteso. Purtroppo, il senso di responsabilità che la situazione di pandemia impone verso visitatori ed espositori, ci induce alla cautela, visto che proprio la produzione di Asiago DOP è un volano capace di richiamare su questo territorio numerosi visitatori italiani ed esteri. Malghe e caseifici produttori di Asiago DOP Prodotto della Montagna danno con fiducia appuntamento all’edizione del 2021 che celebrerà la ricchezza della nostra migliore produzione casearia e la lunga tradizione che distingue il nostro territorio.
“Con senso di responsabilità e adempiendo al protocollo Asiago Sette Comuni destinazione sicura redatto dal manager Josep Ejarque, di comune accordo con gli organizzatori abbiamo deciso di mettere al primo posto la tutela della salute dei nostri cittadini e dei nostri ospiti - aggiunge Nicola Lobbia, Assessore al Turismo e Agricoltura del Comune di Asiago -  Abbiamo aspettato fino all' ultimo per comprendere l'evolversi della situazione che, seppur migliorata, non fornisce ancora quella serenità per proporre un evento di tale portata che, come sappiamo, richiama ad Asiago migliaia di persone Lavoreremo fin da subito per progettare un’edizione indimenticabile nel 2021; questo tempo sarà utile per innovare questa manifestazione che dà lustro alle malghe, la nostra più importante identità.”
Conclude Luca Olivan, della società Guru Comunicazione: “Le aspettative per l’edizione 2020 sono alte. Sia da parte dei visitatori che dimostrano grande interesse e vivacità nei social, sia degli espositori, visto che sono sempre più numerose le richieste di partecipazione. Da qui la consapevolezza che sarebbe stato rischioso contenere l’evento e far rispettare le disposizioni in materia di sicurezza. Ridurre le attività del programma per noi è impensabile. Made in Malga, o si fa come dev’essere fatta o è meglio non farla. Diamo a tutti appuntamento a settembre 2021 per un’edizione completa ed anzi, ancora più ricca! Nel frattempo nel sito, nel magazine e nei social continueremo a comunicare i valori e le bontà delle produzioni di montagna.”

MADE IN MALGA® 2021
Info e contatti  Novella Gioga  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Direzione evento Luca Olivan  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con il Patrocinio del Comune di Asiago   
Partner  Consorzio Tutela Formaggio Asiago

www.madeinmalga.it

Vini De Stefano: sapore d'Irpinia

Francesco & Francesco, due imprenditori, due giovani imprenditori, due cugini uniti dall’amore per la propria terra, dalla passione per il mondo enologico, dalla voglia di fare: di fare bene! E allora eccoli protagonisti di un progetto operativo, dinamico e innovativo, che li colloca in prima linea nella produzione di vini tipici del territorio su cui lavorano.
Siamo in Irpinia, la zona è quella legata ai Comuni di Partenopoli, Taurasi, Tufo, terre note per l’alta vocazione vitivinicola nel vero cuore della DOCG Greco di Tufo. Qui i due cugini De Stefano, dopo un’accurata e attenta selezione dei vigneti, portano avanti la loro filosofia aziendale: produrre grandi vini partendo da un buon lavoro in vigna. Solo da grandi terroir si ottengono vini pregiati, autentici e decisamente gradevoli. Quel rapporto fondamentale che unisce un vitigno alle condizioni del microclima e alle peculiarità della terra su cui cresce e matura offrono determinate caratteristiche ai vini che troviamo in bottiglia.
Ed è proprio con un Greco di Tufo DOCG che i due giovani hanno dato vita alla loro avventura, un vitigno storico dalle origini che si perdono nel tempo, che dai piedi del Vesuvio ha trovato nei secoli la sua giusta collocazione in Irpinia. Una scelta più che coraggiosa e impegnativa che da subito è stata ottimale per identificare gli obiettivi e il posizionamento del marchio della Cantina Vini De Stefano.
Parliamo di un vino fresco, delicato e armonioso, elegante e di buona struttura, dai piacevoli profumi, ideale per accompagnare il pesce, specialmente se grigliato, ma anche i formaggi a pasta filata come la celebre mozzarella di bufala.
Dopo il Greco di Tufo per i due Francesco è stato il momento di un rosso ovvero l’Irpinia Campi Taurasi DOC. Un Aglianico prodotto con uve della sottozona Campi Taurasi. Un vino dal buon corpo e ben strutturato, la sua eleganza la si percepisce subito ed è decisamente atto ad invecchiare nel tempo.
E’ stata poi la volta di un altro bianco di cui spesso ho scritto anche nelle declinazioni di altri territori e di altre regioni d’Italia: la Campania Falanghina IGT, fresca e morbida, un bianco che amo in modo particolare; e di un altro rosso: l’Aglianico Campania IGT, che si presenta al palato vellutato e delicatamente avvolgente.
Vendemmia dopo vendemmia il lavoro e gli intenti procedono. Due anni dopo infatti i De Stefano hanno dato forma alla realizzazione di un Irpinia Aglianico DOC denominato Corticì, nome che prende spunto da una precisa zona della collina Irpina: Corticimolo. E’ un vino importante per la Cantina, ha richiesto molto lavoro e impegno ma che oggi regala quelle soddisfazioni che i giovani produttori speravano di ottenere. Corticì si presenta vero, presente, energico e vigoroso, armonico al contempo vivace.
Anche l’Aglianico è un vitigno storico che riserva grandi emozioni, né si ottengono vini importanti da gustare per il semplice piacere di bere un buon bicchiere o da abbinare a piatti importanti di carni rosse, alle pregiate ricette a base di selvaggina, ai formaggi stagionati e saporiti.
Greco di Tufo, Falanghina, Aglianico, uve e vini di una terra molto interessante dal punto di vista enologico e agricolo. Due ragazzi che hanno le idee chiare, che vogliono offrire al mercato prodotti identificativi della loro porzione di Campania, vini che possano soddisfare i palati più esigenti, quelli degli intenditori per capirci, ma anche le bocche di chi semplicemente ama bere bene. Un buon bicchiere dunque che altro non è che il frutto del lavoro, della passione, di una filosofia di vita e di produzione di due giovani che nel vino sognano il loro futuro. A me non resta che augurargli di crescere sempre, costantemente, e di non mollare mai anche nei momenti più impegnativi che non sono mancati e non mancheranno. La produzione attuale si aggira sulle 30 mila bottiglie.

https://www.vinidestefano.eu 

Fabrizio Salce

Con "Bongiorno Vinegardrink®" la giornata inizia all’insegna del benessere

Monari Federzoni firma l’innovativa gamma di healthy drink bio con Aceto Balsamico di Modena Igp in 5 deliziose varianti frutto di ricerca, sperimentazione e di una costante analisi delle tendenze di mercato, portata avanti sapientemente dall’azienda modenese attiva nel settore dell'Aceto Balsamico di Modena dal 1912.
“Bongiorno” è una innovativa e originale linea di bevande biologiche, la prima della categoria con Aceto Balsamico di Modena Igp e Aceto di Mele disponibile in cinque varianti dai gusti ricercati: arancia, frutti rossi & melograno, limone & zenzero, mela & cannella e miele. Un prodotto unico, dedicato a chi segue uno stile di vita orientato al benessere per iniziare la giornata con gusto ed energia. Consumare Aceto quotidianamente è tra gli ultimi trend nel mondo healthy, un’abitudine che richiama un’antica tradizione legata al consumo di questo prodotto, rintracciabile in diverse culture. Il suo impiego veniva, infatti, associato al benessere digestivo, a proprietà dissetanti, alla riduzione del senso di appetito e a molte altre virtù.  I drink Bongiorno - disponibili in bottiglia di vetro 100% riciclabile - hanno un basso contenuto calorico, sono non gassati, non filtrati, con “madre”: sostanza naturale ricca di fibre. I vinegardrinks Monari Federzoni sono inoltre gluten e OGM free, con solo zuccheri della frutta per un prodotto 100% made in Italy. Le bevande Bongiorno sono ideali gustate subito prima della colazione e, se assunte ogni mattina, contribuiscono alla regolare funzione digestiva. Un nuovo modo per iniziare la giornata all’insegna del benessere grazie a un’alimentazione sana e bilanciata. La colazione è, infatti, considerata fondamentale da 1 italiano su 2 ed è l’unico pasto quotidiano che ha subìto, da qualche anno a questa parte, un incremento delle quantità (per l’8% della popolazione) mentre sono diminuite le porzioni a pranzo (-5%), a cena (-8%) e nel fuori pasto (-22%) - fonte: Istituto Eumetra per Unionfood, 2020 -. Sul versante della qualità, cresce l’attitudine a consumare cibi e bevande che contribuiscono a uno stile di vita salutare, tendenza che nel recente periodo di quarantena ha riguardato il 49% degli italiani, che hanno anche mostrato di preferire prodotti sostenibili (20%) e con packaging rispettosi dell’ambiente (12%) - fonte: Osservatorio Lockdown, Nomisma 2020 -. 
“Quello dell’Aceto Balsamico è un settore dalla lunga e sapiente tradizione, un’arte che si tramanda di generazione in generazione, ma che ancora oggi mostra dinamicità e capacità di innovare - sottolinea Sabrina Federzoni, presidente e amministratore delegato Monari Federzoni Spa. I Bongiorno Vinegardrink® nascono per rispondere a un’abitudine di consumo sempre più diffusa tra i consumatori italiani e quelli all’estero, che pone al centro l’attenzione al benessere e la scelta di prodotti che favoriscono un’alimentazione più sana e consapevole. Una linea di prodotti da ingredienti di alta qualità che ha già riscosso grande successo sui mercati internazionali nei quali operiamo, e che oggi siamo orgogliosi di presentare sul mercato italiano”.
È possibile acquistare Bongiorno Vinegardrink® sul sito www.vinegardrink.it e, nelle città di Milano e Roma, su Amazon Prime Now.

Monari Federzoni SpA
Via Carrate, 24 
41030  Solara di Bomporto (MO) – Italy
T. +39 059 801711
F. +39 059 801713
www.monarifederzoni.it

L’intera gamma di frutta secca Almaverde Bio entra in IKEA Italia

La frutta secca Almaverde Bio rappresenta un vero fiore all’occhiello del marchio più noto del biologico italiano.

Si tratta di una gamma di altissima qualità di prodotti certificati biologici, realizzati dal “Socio Besana spa” e commercializzati da Almaverde Bio Ambiente, la Società dedicata alla vendita dei prodotti ambient a marchio.

La gamma, caratterizzata dal nuovo design del packaging, comprende 18 referenze declinate per caratteristiche nutrizionali e salutistiche.

Si va dal Detox mix, ricco di vitamina E, con mandorle, cranberry e anacardi, all’Omega Mix con anacardi, mandorle e noci, ricco di Omega 3, al Tropical Mix, ricco di fibre, con mango, cocco e anacardio pelato, alle confezioni monoprodotto di mandorle, uva sultanina, mango, pistacchi, alla proposta di semi per arricchire di benessere tutti i piatti con semi di zucca, semi di girasole e mix di semi.

L’offerta degli snack (da 30g) salutari di frutta secca Almaverde Bio sono disponibili dal 18 maggio nei 21 punti vendita IKEA in Italia, nelle aree bar e nei ristoranti della grande catena svedese.

Una proposta di benessere per i clienti IKEA Italia e Almaverde Bio da sempre attenti ad ambiente e sostenibilità ma anche al benessere alimentare che sta alla base della scelta del biologico.

Almaverde Bio è oggi riconosciuto come il primo marchio di biologico in Italia, grazie ad una costante attenzione alla qualità dei propri prodotti e ad un’accurata selezione dei produttori.
Il principale obiettivo di Almaverde Bio è quello di portare sulla tavola dei consumatori prodotti certificati per un’alimentazione sana e consapevole. 
Perché Almaverde Bio è… volersi bene!

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