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Gianluigi Veronesi

Notizie in evidenza

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

La Regina delle Dolomiti e i suoi segreti in cucina

E’ disponibile la proposta enogastronomica in una guida facilmente consultabile, strutturata da Cortina Marketing in collaborazione con gli operatori del territorio, per orientarsi tra i piaceri del palato a Cortina.
A Cortina l'appuntamento con la buona tavola è una tentazione costante: una tentazione a cui è bello abbandonarsi specialmente dopo l’attività all’aperto, che permette di godere dei peccati di gola senza troppi sensi di colpa.
Il desiderio di Cortina Marketing è valorizzare i sapori unici e la lunga esperienza enogastronomica ampezzana, grazie al lavoro di squadra tra gli operatori del territorio, Deborah Maran, laureata in Economia internazionale presso l'Università di Trieste, Chiara Costa, referente del progetto e l’intero staff dell'ente di promozione di Cortina.
Il progetto partirà dalla raccolta di informazioni e spunti offerti dagli stessi professionisti del settore a Cortina, per giungere all’organizzazione finale dei contenuti in una guida in grado di agevolare il turista – ma non solo – nella scoperta delle molteplici sfumature e declinazioni della tradizione gastronomica ampezzana e di ogni elaborazione creativa della stessa.
Cortina Marketing promuove la grande tradizione e ricchezza di proposte della Regina delle Dolomiti con un nuovo strumento, che verrà strutturato grazie alla collaborazione con gli operatori del territorio. Questo percorso non solo metterà in luce un punto di forza della proposta di Cortina, ma si rifletterà positivamente su tutta la comunicazione e promozione di località, agevolando l’accesso a informazioni utili e preziose per tutti gli ospiti della Regina delle Dolomiti e per chi desidera raccontarla entro e fuori i suoi confini.

Cantina Due Palme di Cellino San Marco (Br) eccellenza dell’enologia pugliese

E’ stata una delle prime aziende salentine ad avviare il conferimento dell’uva biondo oro, inondata dal sole, una importante realtà cooperativa con sede a Cellino San Marco (Br) che oggi conta un migliaio di soci e 2.500 ettari di vigneti adagiati tra le province di Brindisi, Lecce e Taranto e sei cantine. Accanto a quella principale di Cellino San Marco, ne ruotano altre cinque, tutte di proprietà: la ex-Produttori Agr. Di Cellino, la Riforma Fondiaria sempre di Cellino (1955), la cantina Sociale Angelini di San Pietro Vernotico (costituita nel 1961), la cantina San Gaetano di Lizzano (1959) e la cantina Riforma Fondiaria di Monteroni Arnesano (1960). Nella sede centrale di Cellino, di circa 45.000 metri quadri, si svolgono tutti i processi di vinificazione, invecchiamento, imbottigliamento e stoccaggio dei vini. La società, presente in 40 Paesi ha però i piedi ben piantati nel  Salento e la testa nel mondo grazie alla professionalità dei suoi soci ed alla governance sempre attenta a conquistare mercati sempre più vasti. 
Sono iniziati i conferimenti da parte dei soci: nei vigneti di San Pietro Vernotico, è iniziata la vendemmia del Fiano Minutolo, un antico vitigno autoctono pugliese, reimpiantato nel Salento solo da pochi anni e lavorato ancora oggi con tecniche antiche.
Come l’alba sul mare, così le vendemmie nel Salento sono le prime d’Italia per il sole generoso che rende le uve mature già da metà agosto. Si parte dai grappoli a bacca bianca. I profumi dell’uva appena raccolta inondano le campagne e borghi del Salento, dando il via al grande rito.
Quindi non c’è nulla di meglio che andare in campagna per scoprire e, soprattutto, vedere  “in diretta” i riti della vendemmia. Destinazione San Pietro Vernotico e in particolare i vigneti di Pasquale Elia, meglio conosciuto come Pippi Elia, uno dei soci della Cantine Due Palme. La sua tenuta è di oltre 40 ettari e si rimane incantati davanti alla bellezza dei vigneti ben curati con tanta sapienza e passione. Elia, come spesso lui stesso racconta, prima che un imprenditore, è un contadino. Nato in una famiglia molto umile della quale conserva tuttora i valori più importanti: amore, costanza, lealtà e unione.
Nei vigneti, le donne si tramandano gesti antichi come antiche sono le tecniche di appassimento. Le uve sono distese su reti ben areate e sono lasciate appassire al sole per almeno dieci giorni. Con le loro sapienti mani  tagliano i grappoli più belli, disponendoli nelle cassette e li liberano dalle foglie dopo averli distesi sulle reti.
Vengono effettuati direttamente sui campi i controlli sulla qualità delle uve a cura dell’enologo Francesco Fortunato accompagnato da Angelo Scarano, studente in Enologia e Viticoltura. Saranno loro a decidere quando le uve, arrivate al giusto grado di appassimento, dovranno essere conferite in cantina.
E mentre le uve di Pippi Elia restano ad appassire al sole, in cantina arrivano già dai vigneti di altri soci i grappoli di merlot delicatamente disposti in cassetta. Resteranno qui ad appassire per dare vita al grande passito e per conferire corposità ai vini più blasonati di Cantine Due Palme, che l’hanno resa famosa nel mondo: Selvarossa, Selvamara e 1943.
Intanto tintinnano le bottiglie nella catena di imbottigliamento. Sembra musica. Il ciclo continua ininterrottamente e ha una capacità di 15mila bottiglie all’ora.
Cantine Due Palme sta anche investendo nel turismo. Nell’Antica Villa Neviera, circondata da uno spettacolare bosco di ulivi e di querce e dalle antiche mura messapiche, sorgerà un esclusivo wine hotel. I profumi della vendemmia inondano le campagne e borghi del Salento, intrecciandosi con quelli dell’azzurro mare. E sarà un indimenticabile abbraccio.

Info: Cantine Due Palme
Via San Marco 130
Cellino San Marco (BR)
www.cantineduepalme.it

GOLA GOLA FOOD and PEOPLE FESTIVAL: il gusto di essere a Piacenza

Il 5 e il 6 settembre 2020, la rassegna di cultura enogastronomica torna per la seconda volta nella città emiliana. Immaginato più che mai come un evento in grado di valorizzare un intero territorio puntando sulle sue eccellenze enogastronomiche, Gola Gola Food and People torna a Piacenza per la seconda edizione. Il 5 e il 6 settembre 2020, la rassegna intende declinare il tema del cibo in molteplici dimensioni e allo stesso tempo offrire ai visitatori l’opportunità di tornare a vivere la Città con serenità, ma nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Ristoranti, bar, negozi, produttori e aziende agricole diventano protagonisti di un’iniziativa diffusa, che si dirama tra talk show, degustazioni e mercato delle specialità alimentari selezionate accuratamente nel segno della qualità. A essere coinvolte in quello che per due giorni diventa il cuore dell’area di Visit Emilia (www.visitemilia.com), saranno personalità della cultura a 360 gradi, chiamate a discutere di temi di grande attualità come la sostenibilità e l’impatto dei comportamenti alimentari sull’ambiente, di storia della tradizione culinaria e di libri inerenti all’argomento centrale del festival.  
In una città che apre le porte ai turisti del gusto, ai quali dedica anche una suggestiva Notte Bianca dei Golosi in Piazza Cavalli, il cibo si manifesta nella propria forma spettacolare, tra cooking show e laboratori, e si lascia scoprire grazie a degustazioni guidate offerte dal Consorzio di Tutela  dei Salumi Tipici Piacentini e nei numerosi banchi del Mercato delle Specialità tra vini, caffè, cioccolate, formaggi stagionati, focacce, farine, birre, insaccati tradizionali e oli extravergini. Appuntamenti musicali e tour guidati completano il programma di un evento panoramico, realizzato per volere del Comune di Piacenza, grazie al supporto di Camera di Commercio, Fondazione Piacenza Vigevano, Iren, Confindustria Piacenza, Coldiretti Piacenza e Consorzio Piacenza Alimentare.

Info: Gola Gola Food and People Festival
Tel. Visit Emilia (Iat di Piacenza): 0523 492001
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito web: www.golagolafestival.it

I campioni del gusto in Alpe Adria del 2020 si incontrano a Jesolo 

Giovedì 24 settembre lo storico editore Club Magnar Ben promuoverà la cerimonia di consegna degli Awards Internazionali “Best of Alpe Adria” della Guida Best Gourmet 2020 al “TerrazzaMare Marcandole al Mare” di Jesolo (aperitivi, cucina di pesce e cocktail in elegante ristorante-lounge bar fronte mare con dj set in piazzetta Faro 1 a Lido di Jesolo VE).

In questa 10° edizione dalle ore 11.30 alle ore 12.30 sfileranno di fronte al famoso faro di Jesolo, ben 21 Awards, dei quali 12 alla ristorazione, 5 nella sezione vini e 3 nella sezione dedicata al food.

A seguire alle ore 13.00 il brindisi ed il pranzo che quest’anno sarà curato dagli chef dei ristoranti Marcandole di Salgareda e TerrazzaMare Marcandole al Mare che da oltre 5 anni accolgono questa manifestazione con grande successo.

(Gianluigi Veronesi)

La Lituania in 15 piatti

Sapevate che la Lituania é un paese meraviglioso? E' una nazione dove oltre alle straordinarie bellezze paesaggistiche e territoriali, ci sono quelle gastronomiche: pensate che ben diecimila lituani si sono espressi ed anno decretato quali sono i loro migliori 15 piatti nazionali! Insomma, é giunta l'ora di aggiornare i nostri orizzonti enogastronomici: se fino ad oggi pensavamo al Belgio per l’ottimo cioccolato, alla Spagna per la paella, alla Polonia per i Pierogi  o all'Italia per la pizza, é arrivato il momento di allargare le vedute e innamorarsi anche della cucina lituana. Il voto popolare lituano ha messo in risalto piatti che meritano davvero di essere scoperti, a partire dalla classica zuppa rosa Šaltibarščiai fino a ricette decisamente più ricercate, come l’Applecheese o il Gira. I ristoranti che li offrono si trovano in tutta la Lituania e sono subito identificabili perchè hanno ricevuto l’etichetta “National Menu”. Possiamo dire che ora in Lituania c'è un nuovo modo di visitatre il Paese, attraverso una esplorazione gastronomica che suscita grande curiosità. La ciliegina sulla torta l'ha messa la Lithuana Travel, che ha dato vita ad un viaggio nella Lituania più autentica, un tour in 15 piatti,  un itinerario culinario di tre giorni alla ricerca dei sapori tipici di un Paese che, al di là della sua cucina ricca di storia e di gusto, ha molto da offrire: da città d’arte come Vilnius e Kaunas fino alle splendide località come la penisola Curlandese e la regione dei laghi. Ecco quindi un viaggio che vi consentirà di vedere tutto questo, nel dettaglio.

1° GIORNO: I piatti ICONICI: Il primo giorno porta con sé i piatti più iconici della tradizione lituana. Si parte con la Šaltibarščiai, la tradizionale zuppa rosa (servita rigorosamente fredda) a base di barbabietole e kefir. Si prosegue con del pane nero di segale, di cui i lituani vanno ghiotti, consumandone oltre 110 Kg. all’anno pro capite, considerato in questo caso nella sua versione fritta e con i Cepelinai, dei grossi gnocchi di patate ripieni di carne e serviti con panna acida. Il pasto si chiude con un sorso di Gira, una bevanda a base di crosta di pane fermentata, e con il Šakotis, tradizionale torta a spuntoni famosa per la sua cottura lenta. Piccola curiosità sul Šakotis: in Lituania è talmente popolare che gli è addirittura stato dedicato un museo: si trova a Druskininkai, nel sud del Paese. Non per niente è stato votato dal 68% dei partecipanti al sondaggio, superato solo dall’84% dell’immancabile Šaltibarščiai.

2° GIORNO – i piatti INSOLITI: Il secondo giorno include altri piatti lituani famosi anche al di fuori dei suoi confini. Dopo una tradizionale zuppa di crauti, scelta dal 35% dei partecipanti, troviamo il Kastinys, un formaggio spalmabile STG a base di panna acida, burro e latte cagliato spesso accompagnato alle patate e il Kugelis, una torta sempre a base di patate spesso servita con pancetta o con panna acida. Ad accompagnare il pasto troviamo naturalmente dell’ottima birra lituana, mentre come dolce non poteva mancare l’apple cheese. Questo è uno dei piatti più curiosi della gastronomia lituana, oltre che uno dei più deliziosi: si tratta di una confettura di mele lasciata essiccare per circa un mese, fino ad assumere la consistenza (e da qui deriva il nome) di un formaggio stagionato.

3° GIORNO –  i piatti RUSTICI: L’ultimo giorno prevede ricette più semplici, gustose e autentiche. Dei quindici piatti scelti da Lithuania Travel restano ancora da provare la tradizionale zuppa di funghi e l’aringa con le patate, un piatto tipico della tradizione nord-europea e molto diffuso tra le cucine lituane. Non mancano poi i Balandeliai, cavoli ripieni di carne e verdure e diffusi un po’ in tutta l’Europa dell’Est. Chiudono il pasto il Tinginys, un dolce a base di biscotti e cacao molto simile al nostro salame di cioccolato, e un bicchiere di idromele, una bevanda che non poteva mancare in un Paese famoso in tutto il mondo per l’ottimo miele e per le numerose ricette in cui lo si impiega.

Potrete mai fare a meno di una così bella esperienza turistica? Riuscirete a resiste alla tentazione di esploare la Lituania da un nuovo punto di vista e come nessuno aveva mai fatto prima? Non pensateci troppo sopra e anzi, assecondate la vostra curiosità a cominciare dalla visione del menù integrale: https://www.lithuania.travel/en/news/taste-the-authentic-15-lithuania-flavours  oppure cominciate a cercare informazioni sulla Lituania e sulla sua offerta al link: https://www.lithuania.travel/en/ 

(Gianluigi Veronesi) 

Fungolandia: 15esimo anno col fungo e il suo mondo in Valle Brembana!

Con tutti gli accorgimenti per attività in sicurezza, dal 5 al 13 settembre ritorna Fungolandia l’appuntamento con la rassegna dedicata al mondo dei funghi in Val Brembana ricca di appuntamenti  negli undici paesi di Altobrembo: Averara, Cassiglio, Cusio, Mezzoldo, Olmo al Brembo, Ornica, Piazza Brembana, Piazzatorre, Piazzolo, Santa Brigida e Valtorta (Alta Valle Brembana – BG). 
Al fine di garantire lo svolgimento delle iniziative in sicurezza, l’impostazione della rassegna sarà̀ lievemente diversa dalle scorse edizioni, ma anche quest’anno i visitatori saranno guidati alla scoperta della natura e del territorio dell’Alta Valle Brembana partecipando a mostre, percorsi gastronomici, escursioni, percorsi sensoriali, laboratori, giornate dedicate al benessere e molto altro.
Tutti i giorni sarà̀ possibile partecipare alle “Giornata alla scoperta dei Funghi”: il programma prevede al mattino una passeggiata guidata dai micologi per scoprire i funghi e l’habitat del bosco, il pranzo in uno dei ristoranti con menu a tema e, al pomeriggio, la possibilità̀ di visitare, nell’ampio spazio della Sala Polivalente di Santa Brigida, la “Mostra del Fungo della Valle Brembana” con l’esposizione di numerose specie fungine del territorio, il tutto accompagnati dai micologi dell’Associazione Micologica Bresadola, sempre pronti a rispondere a tutte le curiosità̀ di questo misterioso mondo. Sono numerosi gli appuntamenti di punta della rassegna, già̀ dal primo sabato infatti “Un borgo di sapori”, un percorso gastronomico, lungo il quale i cinque sensi saranno i protagonisti, vi guiderà̀ alla scoperta di angoli nascosti del borgo di Cusio. Al pomeriggio invece, a Piazzatorre appuntamento imperdibile per i più piccoli: “Riscopriamo la natura attraverso i 5 sensi”, percorso sensoriale immersi nella natura di un suggestivo boschetto alla scoperta del nostro ambiente. La sera due spettacoli: “Brividi intorno al falò”, racconti consigliati ad un pubblico adulto nella suggestiva cornice del Mulino del Bolgià di Valtorta e “S(legati)”, una rappresentazione teatrale a Piazza Brembana. Domenica 6 settembre, appuntamento unico per i più piccoli, Chiara Crotti guiderà̀ “I detective della natura”, in un avvincente percorso a Piazza Brembana alla scoperta degli indizi che hanno lasciato gli animali, mentre nel pomeriggio potrete partecipare a una divertente caccia al tesoro delle nostre mascotte, un’esperienza che si snoda tra le vie del borgo di Mezzoldo per farvi scoprire alcuni dei principali monumenti e dei punti di interesse. Durante la settimana, in particolare martedì̀ 8 settembre, vi aspetta un’intera giornata dedicata al benessere immersi nella tranquillità̀ della natura sulle sponde del lago di Cassiglio con pratiche di antigravity fitness, plilates, yoga e bagni di suoni e, nel frattempo, per godervi a pieno la giornata di benessere e relax, i più piccoli potranno partecipare a “Fungodivertimenti” un appuntamento guidato dalla psicomotricista Chiara Angeloni durante il quale i bambini si divertiranno con attività di giochi motori. Saranno numerose anche le visite, lunedì̀ 7 settembre “Viaggio tra le erbe officinali”, una visita guidata ai laboratori e ai campi di coltivazione delle erbe officinali dell’azienda Agricola Soluna di Averara specializzata in prodotti naturali per la cura del corpo. Mercoledì̀ 9 settembre potrete invece partecipare alla passeggiata culturale “Tra la via del ferro e la Via Priula” alla scoperta delle contrade dei caratteristici borghi di Mezzoldo. Mentre per gli sportivi, giovedì̀ 10 settembre “Escursione in e-bike” a Santa Brigida. Venerdì̀ 11 settembre “Scopriamo le rocce” con la geologa Stefania Cabassi alla scoperta delle rocce che caratterizzano il corso del fiume Brembo a Olmo al Brembo e, la sera a Piazzolo “I racconti del bosco”, passeggiata notturna nel bosco incantato accompagnata dalla narrazione della favola sugli abitanti del bosco.
Anche il secondo fine settimana sarà ricco di eventi per tutta la famiglia. Presso l’Ecomuseo di Ornica, un laboratorio artistico a cura degli Animatori de Le Terre dei Baschenis intratterrà̀ i più̀ piccoli. Al calar del sole invece, nella suggestiva location dei Piani dell’Avaro di Cusio, “Sinfonie in quota” regalerà̀ emozioni uniche immersi nella natura incontaminata con una dolce melodia in sottofondo. La sera, una visita guidata vi porterà̀ a scoprire i tesori di Ornica. E la domenica, per il gran finale, Radio 2.0 sarà presente per tutta la giornata con le sue animazioni a Santa Brigida nel giorno di chiusura della “Mostra del Fungo della Valle Brembana”. La mattina invece a Ornica, nel particolare contesto della Val d’Inferno, “Un inferno musicale”, le musiche della tradizione orobica e alpina al suono dei baghet, l’antica cornamusa bergamasca, incontrano il Corno delle Alpi dei “Chi ‘lla pia”. Nel pomeriggio, sempre a Santa Brigida, “I Segreti del bosco”, la voce narrante del naturalista vi guiderà̀ alla ricerca delle tracce degli animali del bosco. Seguirà̀ un laboratorio didattico con l’utilizzo degli elementi naturali raccolti. Nel tardo pomeriggio, presso la Sala Polivalente di Santa Brigida con la premiazione dei concorsi di Fungolandia 2020 chiuderà̀ ufficialmente la quindicesima edizione della rassegna.
Tutti i giorni i ristoranti aderenti all’iniziativa proporranno squisiti menù a base di funghi e prelibatezze del territorio e, per chi volesse abbinare gusto e natura, sarà possibile prenotare gustosi cestini pic-nic da consumare all’aria aperta.
Per gli appassionati di mostre, non solo sarà allestita la Mostra del Fungo della Valle Brembana a Santa Brigida, i paesi di Altobrembo infatti ospiteranno anche mostre fotografiche: “Angoli di storia” a Olmo al Brembo, “I Baschenis de’ Averaria” a Valtorta, “Il fotografo ritrovato” a Ornica ed “Eleganza discreta di una Valle“ a Santa Brigida.
Le iniziative in programma si svolgeranno per lo più all’aperto, su prenotazione o in spazi particolarmente ampi, il tutto per limitare al massimo i rischi a seguito dell’emergenza Covid-19.
Sul sito www.fungolandia.it oltre a calendario, menu e tutte le informazioni per partecipare alla rassegna, sono disponibili le proposte e le offerte per vivere Fungolandia a 360° negli alberghi, B&B e appartamenti di Altobrembo.

www.fungolandia.it 
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Tel. 348.1842781

Franciacorta: 60 Dosaggio Zero in degustazione

Parola magica e attraente, Franciacorta ormai simbolo di "cose buone e pregiate" di qualità, moda, fascino, festa e tanto altro ancora. Se parliamo poi di Festival del Franciacorta, subito scatta interesse e attrazione: siamo di fronte ad uno degli eventi più amati dagli appassionati delle bollicine più pregiate d’Italia. A organizzare questo interessante evento le "Cantine di Franciacorta", fornitissimo Wine Store situato ad Erbusco, esclusivo ed elegante open space di 500 mq. Protagoniste saranno 60 aziende vinicole franciacortine selezionate per l’occasione, legate dall’altissima qualità e dal metodo della rifermentazione naturale in bottiglia. Ma come funziona la manifestazione? Ogni azienda porterà il proprio Dosaggio Zero (massima espressione del territorio e del lungo percorso di affinamento compiuto dal vino) occasione veramente straordinaria per degustare e paragonare fra loro i Dosaggio Zero delle cantine più blasonate e di quelle emergenti, eccezionalmente presentati insieme in un unico avvenimento. Ogni cantina metterà poi in degustazione anche un’altra tipologia di Franciacorta a scelta. I due week end saranno quindi un’opportunità unica per degustare un’ampissima selezione di Franciacorta attraverso un viaggio sensoriale in cui si percepiranno emozioni e sensazioni diverse ad ogni assaggio e si potranno avere dai sommelier e dagli esperti di Cantine di Franciacorta informazioni sulle peculiarità di ogni azienda e di ogni vino. Veniamo ora alle date: S’inizierà il weekend del 12 - 13 settembre con 30 cantine (15 per ogni giorno) per poi proseguire il 19 - 20 con le successive. Non ci sono dubbi: per gli appassionati di bollicine questo è un appuntamento irrinunciabile. 
(Gianluigi Veronesi)

Ulteriori informazioni:

Cantine di Franciacorta 
Via Iseo, 98 - Erbusco (BS) 
Tel. +39 030 775 1116
www.cantinedifranciacorta.it 
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Spumanti italiani: indagini Ovse in epoca di Coronavirus

In epoca Covid un calice di vino ha salvato la socializzazione fra le mura domestiche e nel web. Nel 1° semestre 2020 c’è stato un calo dovuto al lockdown nei settori horeca, soprattutto vini rossi importanti e bollicine di alto pregio a iniziare dallo Champagne. Mantengono le posizioni i vini spumanti italiani con il Prosecco&C, bene i vini bianchi freschi d’annata, la Gdo vede salire le vendite, l’e-commerce raddoppia i volumi, va meglio per i vini di costo medio.
Sfatiamo una fake-news enoica (vini&spumanti) da Covid19, almeno riportiamo la questione entro ambiti reali e certi, suffragati dalla concretezza dei numeri e esatta analisi delle risposte del mercato. Ovse è dal 1991 che monitorizza i dati di produzione, spedizione, dogane, export, consumi e mercati per i vini spumanti, e anche per i vini tranquilli. 30 anni di analisi, ricerche, indagini e sondaggi che permettono di avere una visione economica-tecnica nazionale e diretta in 32 Stati del mondo, oltre che referenti in tutte le regioni italiane,  rispetto a corazzate Potemkin nate recentemente.
Il calo di vendite-consumi di vini spumanti italiani sul mercato interno ed estero durante i 33 giorni di lockdown (iniziato il 9 marzo) e i 100 giorni di pandemia con limitazioni di spostamento (1 solo italiano su 3 è stato totalmente a casa) è molto più contenuta e più differenziata rispetto alle dichiarazioni altisonanti lette tempo fa. Discorso totalmente diverso per vini tranquilli, seppur fortemente diversi tipologia per tipologia. Gli stessi dati della Gda (canale nazionale che copre l’acquisto di 6 bottiglie su 10) confermano un incremento di acquisti e di atti di acquisto a livello nazionale in confronto con lo stesso periodo 2019, seppur con cali evidenti per certe tipologie, etichette, denominazioni. Inoltre fino al 10 marzo tutte le spedizioni programmate dalle cantine sono arrivate a destinazione, in pieno lockdown è scattata la corsa all’acquisto online e con il delivery conseguente, poi si sono riaperte le cantini per gli acquisti diretti diventando una fuga o scusa di riscatto dalle chiusure domestiche.
Giampietro Comolli, fondatore di Ovse-Ceves nel 1991 con Fregoni e Niederbaker, una garanzia di analisi e valutazioni da quasi 30 anni e non recente,  sintetizza: “ I numeri del consumo dei vini spumanti in Italia e i canali di consumo durante  il periodo Covid e primo semestre 2020 analizzati  da Ovse indicano che restare a casa, con più tempo libero, più voglia di cucinare, più tempo sui social e web ha incentivato i calici di bollicine. Il consumo domestico ha sostituito, in gran parte, quello degli aperitivi e delle cene fuori casa. I millennials e la G.zero non hanno rinunciato all’”ape”, quindi più spritz in casa. Il Valdobbiadene Prosecco e i vini bianchi fermi freschi d’annata hanno fatto la parte del leone, come le bollicine territoriali e con uve autoctone, ci sono stati più atti d’acquisto in Gdo, più che raddoppiati in 100 giorni gli ordini online, ma scelta prioritaria sotto i 7-10 euro a bottiglia. I cali più sensibili per vino biologico, i grandi vini rossi, Champagne. Per alcune bollicine top-dop italiane di pregio hanno patito un calo maggiore causa lockdown dell’horeca, ma sono etichette molto più richieste nel secondo semestre d’anno”.      
Come Ovse abbiamo riscontrato altri elementi interessanti per una valutazione più completa e corretta: sicuramente  le bollicine sono un vino conviviale e di socialità (la crescita dei consumi off-premise degli ultimi anni lo confermano) e inoltre in Italia fra i giovani (millennials e G.zero) il rito dell’aperitivo aveva offerto un contributo ai consumi contribuendo a destagionalizzare i consumi nel nostro paese come in altri, facendo diventare una bottiglia di bollicine un vino alternativo a tutto pasto anche nella horeca (ristoranti, pizzeria, bar diurni, esercizi serali, catering …). Un altro dato importante è che nei mesi primaverili il consumo di bollicine in ogni canale è limitato per cui le riserve del fine anno precedente possono essere sufficienti, soprattutto senza eventi privati e pubblici, festeggiamenti in strada. E’ sicuramente vero che la chiusura totale, con le limitazioni di distanze, ha determinato un blocco di consumi, le limitazioni parziali successive hanno ridotto i consumi del fuori-casa: ma su base annua il canale degli esercizi pubblici gestisce il 35-38% del volume totale con concentrazioni di consumi dettati da luoghi, mesi, tradizioni, quindi assai variabili da regione a regione, da tipologia a tipologia di vini fermi e di vini frizzanti e spumanti. Certamente il dato negativo dettato dalla chiusura totale Covid più importante e significativo (sia in volumi che in valore)  viene dal blocco delle spedizioni e dei trasporti (anche via aereo) verso l’estero. Durante il lockdown in Italia (facevo personalmente la spesa in Gda e in negozi aperti) ho sempre trovato in tutti gli scaffali di tutte le insegne tutte le etichette di vini e spumanti che volevo: certamente gli spazi più vuoti erano quelli dei vini a prezzo più contenuto (sotto i 7-10 euro), dei vini frizzanti e spumanti di marca italiana, dei vini bianchi freschi fermi.  Da qui, se il calo assoluto dettato dalla analisi di dati fiscali e di trasporti parla di un consumo ridotto anche del 70% in 100 giorni, si fa riferimento a un periodo di consumo dei vini spumeggianti/effervescenti notoriamente ridotto: in Italia (ma anche in Francia e Spagna) i primi 6 mesi d’anno rappresentano un consumo di circa il 33-35% del totale (1 bott su 3); inoltre già febbraio-marzo sono i primi mesi utili per gli ordini del vino nuovo e per le consegne,  ma una quota percentuale limitata poiché il massimo delle consegne avviene a giugno-luglio e a ottobre-novembre.
Un altro dato interessante valutato da Ovse sono i metodi produttivi e i rispettivi volumi delle bollicine italiane pronte per il consumo durante i 100 giorni delle limitazioni degli spostamenti e della gestione d’impresa: nei primi mesi dell’anno i vini spumanti ottenuti con il metodo italiano (Prosecco, Valdobbiadene, Lambrusco, Durello, Malvasia, Ortrugo, Muller, Pinot…) sono già in spedizione e per questo non hanno risentito del calo dei consumi, anzi. Viceversa i vini ottenuti con il metodo tradizionale classico (Franciacorta, Alta Langa, Trento, Monti Lessini, ecc..), fatto eccezione per i millesimi riserva e selezioni disponibili in cantina oppure già presso i distributori o clienti, solitamente vengono imbottigliati a primavera e le massicce spedizioni iniziano da maggio-giugno (bolle e dogana). Inoltre il metodo trad-classico italiano rappresenta il 12% (con 26 mio/bott) di tutte le bottiglie di bollicine consumate in Italia all’anno (206 mio/bott), è esportato per circa il 10% della produzione: non rappresenta quindi grandi numeri sul mercato nel primo semestre 2020 nazionale, ma è fortemente presente nella grande ristorazione e grandi eventi per cui un lockdown è più incisivo e sentito. E’ evidente che una perdita di spedizioni e di vendite di tutte le bollicine metodo trad-classico di 2,5 milioni di pezzi al posto dei soliti 7 milioni, fa gridare una perdita di vendite del 35-36% nel periodo, ma non su base annua.
Anche in periodo Covid e lockdown, gli italiani, quando hanno potuto, hanno scelto e consumato bollicine: anzi nella pace domestica, con più tempo libero e tanta voglia di fare cucina…, i calici di bollicine sono aumentati automaticamente (supplendo la mancanza di socializzazione e convivialità esterna). Il recente sondaggio Ovse indica che c’è voglia di consumi fuori casa per avere “la prova” di un ritorno alla normalità, ma questa voglia può essere pericolosa. Ovse registra che c’è stato un consumo maggiore di vini nei primi 6 mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. 1 consumatore su 2 dichiara che non ha cambiato abitudini di consumo e che ha continuato a bere e trovare il vino che voleva; è vero anche che c’è stata un acquisto di vini con un costo più basso (incremento provato dai volumi fatti da discount, insegne di primo prezzo), mentre i giovani (millennials e G.zero) dichiarano di aver iniziato e/o aumentato il consumo di vino in casa.
In sintesi la ricerca di Ovse-Ceves (luglio 2020) sul comportamento degli italiani in generale rispetto all’acquisto e consumo di vino in periodo Covid (100 giorni, dal 9 marzo al 30 giugno) ci dice :

-           meno consumo di vini sostenibili e quelli più cari in senso generale

-           più consumo di vini locali facili da trovare, più pubblicizzati e anche autoctoni

-           più bottiglie a prezzo contenuto (limite sono i 10-11 euro a bottiglia su scaffale o in cantina)

-           più vini di cantine grandi note diffuse che danno garanzie

-           più acquisti online e eno-commerce

-           meno acquisti diretti in cantina soprattutto nei territori e grandi DO dove avvenivano eventi, fiere, degustazioni, primeur

-           più delivery

-           meno acquisto di Champagne

-           più acquisto di Prosecco Superiore e Doc (molti in abbinamento con Aperol o Campari)

-           più vini bianchi tranquilli noti e di annata recente

-           meno vini rossi tranquilli top selezionati riserve e più noti dell’alta gamma

In sintesi, dalla analisi di Ovse sui consumi globali in Italia  dei primi 6 mesi 2020 (più di 3 mesi in piena pandemia Covid), emerge un aumento del 11% di vendita di bottiglie di vini nella Gda, rientranti nel +10% di spesa alimentare durante il periodo di limitazione; l’e-commerce è aumentato del 120%; la priorità di acquisto va ai vini prodotti più vicino a casa, ma noti; il 65% dei consumatori abituali italiani dichiara di aver mantenuto se non aumentato il numero di bottiglie attraverso più atti d’acquisto; fra i vini tranquilli significativo calo (anche del 25-30%) dei vini rossi importanti e più blasonati come Barolo, Amarone, Brunello, Bolgheri…; in crescita (7%) il consumo di vini bianchi tranquilli d’annata e bollicine metodo italiano; stabili i vini biologici; performance degli atti d’acquisto per vini con costi sotto i 5 o i 10 euro a bottiglia (a secondo tipologia, DO, marca).  Emerge anche un dato negativo, ma non di consumo e acquisti:  la forte necessità di liquidità delle più quotate imprese vitivinicole aventi costi di gestione superiori, blocco degli incassi, forte calo di vendita in horeca (anche 50-60% rispetto lo stesso periodo); raddoppio del problema incassi dall’horeca; difficoltà di accesso al credito aziendale. Questi i reali problemi urgenti delle principali grandi aziende del vino e degli spumanti, ma tutti estranei al dato del consumo.  Come Ovse abbiamo stimato i numeri di consumo nell’intero primo semestre 2020 compreso i 100 giorni di lockdown: sono circa 220 milioni di bottiglie italiane fra vini, frizzanti e spumanti non consumati rispetto allo stesso periodo del 2019 per un non-fatturato di 2,0 mld/€, di cui 120 milioni in meno verso l’estero per una perdita di 0,8 mld/€ . E’ difficile però traslare il dato semestrale sull’intero anno, poiché le spedizioni, le consegne e i consumi in Italia sono ancora molto stagionali (rispetto alla Francia) con circa il 70-75% del consumo concentrato fra estate e fine anno.       
Un segnale positivo arriva dai primi paesi importatori di vini spumeggianti: Usa, UK e Giappone segnano una crescita in volumi (+2,5% sul 2019), purtroppo a valori stabili. Un segnale reale e allarmante arriva dalla Francia per lo Champagne che registra, sempre in 100 giorni di Covid19, un calo dei consumi sul mercato interno pari a circa l’55% rispetto allo stesso semestre del 2019 e un calo del 45% per le spedizioni all’estero. Su base annua le Case di Champagne stimano una perdita del 27-28% dei volumi e un danno economico di circa 1,7 mld/euro.  

Giampietro Comolli

Cartoline dalla Romagna: al via il nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna

Che la Romagna e i romagnoli non finiscano mai di sorprenderci a di stupirci è cosa nota. parliamo in fatto di gente laboriosa, sempre pronti a voler fare, con innata e vincente capacità di ospitare, di far sentire il cliente un ospite, far stare bene le persone. Tutto questo In uno dei territori più belli del nostro paese, dove la cultura del buon e bello vivere regna. E non mancano mai le iniziative ed eventi capaci di coinvolgere persone di ogni dove. Uno di questi è certamente "Cartoline dalla Romagna" nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna Il nuovo progetto del Consorzio Vini di Romagna che ha l’obiettivo di promuovere vini, aziende e territorio, coinvolge quasi 400 attività locali, e vedrà protagonisti i produttori romagnoli di vino. Il portale www.cartolinedallaromagna.it, da pochi giorni online e in continua implementazione, raccoglie in una mappa 100 cantine, i punti culturali d’interesse, quasi 200 ristoranti e 80 botteghe storiche e artigianali che ospitano i vini della Romagna e celebrano questa meravigliosa terra, tra il verde delle colline e l’azzurro del mare, passando dalla rigogliosa pianura. La presidente del Consorzio Vini di Romagna, Ruenza Santandrea, afferma: «Siamo partiti da un’idea di Romagna che è nel cuore di tutti, per coniugarla poi al presente, soprattutto sui social e sui media tradizionali con un’idea grafica innovativa e giovane, che incuriosisca e invogli a visitare e conoscere un sistema vino-territorio che promuove l’eccellenza dei produttori: tutti e ognuno, con la loro unicità e il loro modo di accogliere e fare vino. Perché la Romagna è un luogo ospitale e i suoi panorami innumerevoli e suggestivi, così come i borghi nei quali la storia ha lasciato splendide tracce e gli splendidi siti ricchi di arte e di cultura. E il vino è uno dei simboli felici che la contraddistingue e la racconta». Nelle cantine e nei punti di interesse sono state distribuite le prime Cartoline dalla Romagna in formato cartaceo. Un invito a chi vive questa terra e a chi viene in visita e considera il vino uno dei migliori testimoni per comprendere l’identità dei nostri luoghi e dei nostri protagonisti. Un approccio che vuole mettere in luce la qualità dei nostri vini, per un crescente interesse soprattutto da parte delle generazioni più giovani e un forte desiderio di convivialità. Perché proprio le cartoline? Prosegue la Presidente: «Cercavamo un simbolo-pretesto che prendesse vita da immagini storiche per poi via via declinarle al presente e al futuro, per portare a conoscere i nostri luoghi d’arte, cultura e villeggiatura e un binomio cibo e vino imprescindibile. Un elemento, le cartoline, che ancora oggi risulta interessante per le generazioni più giovani, anche se trasferite nel mondo digitale, sulle bacheche di Instagram o sui profili di Facebook. Per questo l’approccio è inteso in una duplice direzione: la ricerca di personaggi, arte e storia dei nostri paesi e città e un segno di colore che contrasta, risveglia lo sguardo e ci porta in una dimensione altra, viva, con un linguaggio che richiama l’arte pop, per trasmettere convivialità e gioia».  Dal 1962 il Consorzio Vini di Romagna riunisce cantine, aziende vinicole e produttori di vino allo scopo di tutelare la produzione della Romagna, sostenendo la qualità dei vini, l’equilibrio dei prezzi e la valorizzazione del prodotto e del suo territorio. 

(Gianluigi Veronesi)

Cambiare vita? In Alta Val Taro si può: cinque storie di svolte esistenziali

Ci sono luoghi che possono ispirare i cambiamenti radicali degli individui. L’intuizione di uno scorcio tra le montagne, la percezione di un’aria diversa, l’improvvisa comprensione profonda dell’essenziale sono solo alcune delle piccole grandi illuminazioni all’ordine del giorno in Alta Valtaro, provincia di Parma, tra Liguria e Toscana. In quest’area attraversata dal fiume che battezza la valle e dominata dalle imponenti cime del Molinatico, del Pelpi e del Penna, le persone si guardano intorno per guardarsi dentro e trovare una nuova strada. Mario Marini è nei campi, tra le arnie delle api, nell’allevamento degli animali e nella cucina per gli ospiti dell’agriturismo Cielo di Strela. Una storia che l’ex assessore del Comune di Parma riscrive ogni giorno insieme alle persone che gli danno fiducia e condividono la sua scelta di assecondare la natura e rispettarne i ritmi e i limiti, aiutandola nella produzione dei frutti e delle carni migliori. Biologico per una questione etica, il suo angolo di mondo a Strela di Compiano (PR) è un avamposto della tradizione che riscopre i sapori e le lavorazioni radicati nella narrazione del territorio. Una tradizione che è sacrificio, ma anche e soprattutto cura e amore. Francesco Querzola, produce senza additivi marmellate, succhi di frutta, creme, mostarde, caramelle, frutta sciroppata e prodotti di gastronomia rurale.  Con i figli Irene, Michele, Anna e Sara, Laura e Francesco coltiva oggi circa 4 ettari a frutta fra cui mele, pere, ciliegie, frutti di bosco, susine, pesche, albicocche, noci e nocciole, ma anche maiali allo stato brado. Una famiglia che risponde al richiamo di un territorio, un ritorno alle origini simboleggiato da un vecchio podere a qualche chilometro da Borgotaro.  Altra interessante storia, quella dell’agriturismo Ca’ CigolaraSimona e Diego – con un passato milanese rispettivamente da segretaria e da consulente aziendale – hanno scelto questo angolo remoto di Alta Valtaro per cominciare una nuova vita, in quella che era una vecchia casa in una frazione di Borgo Val di Taro, al confine con l'Oasi WWF dei Ghirardi. La scoperta di ritmi, rumori e dinamiche totalmente differenti da quelli metropolitani coincide con la presa di consapevolezza di un desiderio esistenziale e professionale agli antipodi, che porta alla nascita di un ristorante a vocazione locale e soprattutto dell’agricampeggio, dove gli alloggi sono delle originali “yurte mongole”, abitazioni tipiche dell’Asia orientale, che hanno montato loro stessi aiutati da un video con istruzioni in mongolo.  Iris Wittwer arriva dalla Svizzera, insieme a Gianluca Thorimbert – hanno fondato nel 1992 l’azienda agricola Casa Lanzarotti, ristrutturando e riportando allo splendore un’antica costruzione in pietra affacciata sulla vallata. Rigorosamente biologiche e, per quanto possibile, a km 0, le produzioni dell’azienda abbracciano carni, salumi, uova, verdura, frutta e, di conseguenza, marmellate, succhi e conserve, ma anche pane e dolci. Da ex turisti innamorati di questi luoghi, Iris e Gianluca hanno creato un angolo di mondo vicino ad Albareto in cui rifugiarsi, mangiando sano, leggendo davanti al camino e avventurandosi in passeggiate verso i monti dell’Appennino, le vicine città storiche e perfino il mare della Liguria.  È una scelta di vita ancora più mirata e radicale quella di Elena e Nicola, autori di una vera inversione di marcia che li ha portati a fondare in località Sbarbori, frazione di Santa Maria del Taro (PR), una piccola fattoria con B&B, dove si coltiva, si alleva, si raccoglie e si trasforma per autoconsumo. Nel colpo di coda dell’Appennino Emiliano, prima della Liguria, La Caprasanta è una realtà che ricalca la dimensione famigliare del passato, quando la custodia e la cura del territorio erano una questione spontanea e naturale, che si tramandava di generazione in generazione. Una sorta di patto con la terra, scritto nel codice genetico. 
Cinque storie, cinque ispirazioni, cinque luoghi da visitare, in un territorio carico di storia, natura e cultura che non potete perdervi per nessun motivo.  (Gianluigi Veronesi)

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Tel. 0525 96796  
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