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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Bianca in Brianza, dove i territori stregarono Stendhal…

Bianca è uno spazio accogliente, immerso nella natura, a Oggiono nella Brianza lecchese, di fronte al Lago di Annone, dove il cibo è indimenticabile e l’accoglienza inizia con un sorriso. Bianca nasce dall’iniziativa, imprenditoriale della famiglia Spreafico partendo da una struttura esistente che per oltre 60 anni è stata punto di riferimento gastronomico della zona: il Bianca di oggi - casa di lusso, più che hotel - è stato dal 1952 al 2004 il ristorante “Cà Bianca” e qui gli Spreafico erano di casa perché per decenni lo hanno scelto per ritrovarsi con gli amici. 
Una radicale ristrutturazione ha portato alla creazione di “Bianca Relais” (10 camere di cui 8 suites) del ristorante “Bianca sul Lago” (circa 60 coperti e uno scontrino medio di circa 90 euro) e del cafè-lounge “Drop”. Circondano il Bianca 11.000 metri quadrati di parco, con sei ulivi secolari. Chi vi soggiorna può raggiungere il vicinissimo centro sportivo dotato di palestra e piscina, un centro dedicato al parapendio (a 10 minuti di auto) la scuola di kayak di Oggiono e il golf club Villa d’Este (a mezz’ora) uno dei più importanti in Italia e con il quale è stata sottoscritta una speciale partnership. Dal Relais è inoltre possibile visitare la zona usufruendo dei numerosi percorsi ciclabili immersi nel verde.
Tra le esperienze “tailor-made” (su misura) che Bianca Relais propone oltre a quelle a tema gastronomico, che sono organizzate internamente alla struttura, è possibile visitare la vigna (o la vendemmia se è la stagione giusta) delle cantine “La Costa” a La Valletta Brianza (LC) la storica “Nino Negri” in Valtellina o la “Berlucchi” in Franciacorta. La proposta delle experiences si completa poi con dell’attività di pesca fronte lago (a due passi dal Relais) con dei tour culturali a Lecco (città dei Promessi Sposi) e con la possibilità di fare shopping a Milano accompagnati da autista e personal-shopper. Ma il benessere lo si può vivere con la massima privacy all’interno di ciascuna delle 8 suites grazie alle SweetSpa, firmate Starpool. Il bagno di vapore (tematizzato su quattro percorsi) che avvolge l’ospite con il suo calore è in grado di donare, con la complicità dell’acqua, degli aromi, delle luci soffuse e della musico-terapia, un rilassamento completo. Infine, nel giardino, sotto i grandi ulivi, si può partecipare a sedute yoga.
La cucina del Ristorante “Bianca sul Lago” è affidata allo chef Fabrizio Albini: si potrebbe definirla contemporanea, essenziale e golosa. Dopo le ultime esperienze al Cristallo di Cortina e al The Stage di Milano con AtCamen, Albini - bresciano, classe 1976 ha esordito nelle cucine de L’Albereta di Erbusco con Gualtiero Marchesi, ha maturato negli anni numerose esperienze, in Italia e all’estero e in particolar modo in Francia. È docente per diverse associazioni di categoria e collabora con diversi istituti d’eccellenza gastronomica. 
Oltre che dalla carta, è possibile lasciarsi guidare dal menu degustazione Fil Blanc, una sintesi della cucina di Albini, nel quale il filo conduttore è di natura cromatica. 
La struttura si trova a Oggiono a 10 km da Lecco, 26 da Como e 51 da Milano; a tratti si potrebbe anche avere l’impressione di essere fuori dal mondo, mentre in realtà, fra lago e colline, si è ben connessi ai maggiori centri abitati della Lombardia (a Milano ci si arriva in 45 minuti). 
Il costo per notte delle camere base oscilla tra i 230 (bassa stagione) e i 280 euro (alta stagione) mentre quello delle suites, dotate di mini-spa interne e idromassaggio sul terrazzo, tra i 480 e i 600 euro. Le superfici delle camere/suite oscillano tra i 28 e i 55 mq.

Bianca Relais
Via Dante Alighieri, 18 
23848 Oggiono LC
PRENOTAZIONI
+39 0341 1831110
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La straordinaria provincia di Treviso ha ospitato i Borghi d’Europa

Mantenendo onorevolmente fede alla propria mission, l’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso una conferenza stampa con “educational” dedicata all'Europa delle scienze e della cultura in nome de “I percorsi Internazionali dei Borghi d'Europa”. Il convegno si è svolto tra i Comuni di Salgareda, Carbonera, Breda di Piave, San Biagio di Callalta e  Maserada, tutte località delle “Terre della Piave”, nella straordinaria provincia di Treviso.  I borghi e i territori della Rete - trenta di oltre quindici Paesi e Regioni d'Europa - rappresentati per l’occasione da autorevoli esponenti delle rispettive comunità - autorità civili, rappresentanti delle Istituzioni e produttori locali - hanno descritto, con dovizia di particolari e relativa documentazione al seguito, ai giornalisti e ai comunicatori intervenuti, le loro campagne di informazione, mettendone al centro la riscoperta di culture e i luoghi anche poco conosciuti, frapponendo a cotante storie, gradevolissime degustazioni che si sono trasformate in piacevoli momenti conviviali tra gli esperti di prodotti d’eccellenza più disparati (DOP, Igp e De.Co.) e i noti “comunicatori professionisti enogastronomi” intervenuti. I relatori che in più occasioni si sono espressi nell’ambito dell’incontro che, per l’occasione ha rimpiazzato l’appuntamento che annualmente si replica per fare la disamina delle attività svolte da “I Borghi d’Europa”,coordinati dall’organizzatore Alessio Della Barba, hanno sottolineato, due per tutti: da Bruno Sganga (giornalista enogastronomo già coordinatore delle iniziative editoriali di Luigi Veronelli) a Giuseppe Gaspari (giornalista, blogger, Palato Anarchico) la partecipazione all'anno 2018 del patrimonio culturale europeo (40 i borghi visitati e fatti conoscere) oltre alle presentazioni, nell'”Anno del Turismo Lento”, del progetto dei “10 Percorsi Internazionali” effettuate presso la sede del Parlamento Europeo a Milano.  E’ stata pure evidenziata la partecipazione pluriennale al “Mese della Mobilità Dolce” (promosso da CO.MO.DO. - Cooperazione per la Mobilità Dolce) e l’adesione al Festival dello Sviluppo Sostenibile, la più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare i cittadini per realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e centrare i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (…non è poco! NDR). 
Dunque, percorrendo la SP63 da Salgareda (TV) in direzione Romanziol, la strada in sostanza si snoda parallela al letto del “grande fiume” (e se lì domandate che fiume sia, vi rispondono: “Xe ła Piaveun, na olta se ghe ciamea anca Piau e etimołojicamente ła vol dir "tera che ła se inpina de acoa de piova…”) e si arriva dove l’anno scorso in queste zone il Fiume straripò allagando mezzo Veneto, cosa che si è ripetuta anche un mese fa, in tono minore, ma comunque inondando anche l’area golenale (coltivata a mais) dove si trova un bellissimo casolare antico denominato “Ombretta”: un centinaio di metri quadri su due piani, con terrazzo, granaio e pollaio, pittoresca antica struttura contadina destinata, oggi, ai ricevimenti nuziali, a feste e sagre locali e agli appuntamenti enogastronomici di rilievo  anche perché all’interno c’è un bel salone con un grande camino centrale e, dall’altra parte, una cucina professionale a tutti gli effetti. Davanti all’entrata un bel patio per ricevere gli ospiti all’aperto, clima permettendo… Osti, cuochi, chef stellati e associazioni varie, se lo contendono, questo casone, per effettuare presentazioni di ricette e/o proporre degustazioni di vini delle zone prospicienti, tutti sempre di gran livello, in uno scenario davvero impareggiabile. E' Guglielmo Pilan, il titolare dell’Azienda S.S. Ombretta Agricola, fondata nel 2016 con lo scopo di sviluppare la tradizione legata ai territori ed alla cultura agricola trevigiana. Oggi con impegno e passione viene portato avanti il progetto di recupero anche dei terreni circostanti. Dopo gli impegnativi e pesanti costi affrontati per i lavori di ripristino dovuti all’alluvione - l’anno scorso il livello del Piave è arrivato al secondo piano del casone e ancora se ne vedono le tracce! - Guglielmo si presta a dette presentazioni, assolutamente con piacere. Nella meravigliosa location, in una giornata un po’ nebbiosa, con qualche raggio di sole che forava la bruma e asciugava il fango (che lì la fa da padrone) è arrivata una “banda” di addetti ai lavori: giornalisti specializzati (di carta stampata e televisioni, anche straniere) blogger, “p.r.” veri gourmet e rappresentanti di chef stellati e sommelier AIS. Una ventina di veri conoscitori della materia, lì riuniti per confrontarsi con i produttori delle eccellenze locali (Dop, Igp e De.Co.). Guglielmo per l’occasione supportato da Stefano Aldegretti del ristorante Barkalà di Margheraè stato l’autore del piatto forse più gradito della tre giorni di incontri: la “Castratina”, a base di carne di montone in brodo con verza e spezie, ricetta veneziana risalente al 1600. In quel periodo, a Venezia, che era l’importante repubblica dell’Adriatico (estesa dalle foci del Po a Dubrovnik) imperversava la peste bubbonica e allora Doge e Chiesa decisero di erigere una chiesa dedicata alla Madonna della Salute: già alla posa della prima pietra, la peste cominciò a finire… Anche perché nel contempo furono importati dalla Siria molti gatti per contrastare i tantissimi topi a cui era dovuto lo scoppio dell’epidemia (ancora oggi a Venezia si trovano molti gatti “soriani”). A lavori ultimati (eseguiti dagli italiani che arrivarono dai Balcani, gli “Schiavoni”) all’atto della benedizione della chiesa, ai lavoratori fu dedicata una riva del Canal Grande - appunto degli Schiavoni - e loro, per riconoscenza, offrirono la carne di castrato che si portavano dalla terra da cui provenivano (perché per la peste, non mangiavano cibi veneziani): dunque tutti insieme gustarono la “Castratina”, zuppa fatta con la carne essiccata di montone con le verze, verdura che resisteva bene al fuoco (perché la pentola con carne e ortaggi si preparava al mattino e restava al bordo del camino fino a sera) e tante spezie, come si usava allora. Oggi, a Venezia, la “Castratina”, è il piatto dedicato alla Madonna della Salute (davvero buonissima! NDR).
Poi Guglielmo ha messo sulle braci delle imponenti costate ben “marezzate” (da 1,5/2 Kg. l’una) e in forno delle splendide trote salmonate (da 3/4 Kg. l’una). Infine un gran pasticcere ha pensato ad addolcire il momento finale con un “millefoglie” ornato con fragoline, che, dopo il primo solenne taglio, non ha fatto a tempo ad impiattare ancora, che già… era finito!

(GfL)

"Romagnoli Dop": Paolo Cevoli raddoppia

"Romagnoli Dop" - quasi quattordici milioni di visualizzazioni per la serie web - riuscitissima operazione di promozione territoriale, pensata, voluta e realizzata da Paolo Cevoli, l’imprenditore (rampollo di albergatori) con l'hobby del cabaret. Nell'estate del 2020 la seconda serie. Cevoli, Bonaccini, Corsini, è il tris d’attacco per la presentazione - al tredicesimo piano del palazzo della Regione di via Aldo Moro a Bologna - del bis di “Romagnoli Dop”:  

Paolo Cevoli, alias Palmiro Cangini (assessore alle “attività varie ed eventuali” di Roncofritto) alias Teddi Casadey (imprenditore “controparte” di Cangini, che possiede il “Glorioso Maialificio Casadey Srl) alias Lotar (che si presenta a torso nudo, in tunica leopardata e con il fez in testa) alias Olimpio Pagliarani (soprannominato “Il lepro di Viserbella”, mitico motociclista…) alias Yuri (supertifoso di Valentino Rossi) oltre a tanti altri “alias”… 

Andrea Corsini (romagnolo Dop di Cervia) dal dicembre 2014 assessore della Giunta della Regione Emilia Romagna, con deleghe alle politiche per la qualificazione e lo sviluppo del sistema turistico e strutture ricettive, alla promozione turistica, allo sviluppo della portualità turistica, alle politiche per lo sviluppo del termalismo, alla qualificazione e sviluppo delle attività commerciali, alla programmazione delle politiche regionali in materia di centri agro-alimentari, alla tutela dei consumatori/utenti, consumo sostenibile e al demanio marittimo.

Stefano Bonacini, governatore dell’Emilia Romagna - modenese di nascita - eletto presidente della Regione Emilia Romagna nel novembre 2014 e dal dicembre 2015 presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome. Attualmente in corsa per il secondo mandato (elezioni il 26 gennaio prossimo) in competizione con Lucia Borgonzoni della Lega. 

Con la serie dei "Romagnoli Dop" di 13 puntate trasmesse finora via web, il protagonista Paolo Cevoli, mettendoci faccia e cuore, ha raccontato chi sono i “veri Romagnoli”. Tra questi, anche un gruppo di coreani, un lavapiatti nero che parla in dialetto romagnolo (!) e i ragazzi di san Patrignano… Tra maggio e agosto sono state ben 14 milioni le visualizzazioni delle clip che Cevoli ha trasmesso sui suoi canali Youtube e Facebook (avvalendosi dello staff dell’APT per  produzione e montaggio) per raccontare le caratteristiche della gente di Romagna, con le testimonianze di circa duecento alla fine, tra imprenditori, artisti, cuochi, scrittori, ma anche turisti (pure stranieri) e persone comuni. E se i primi ad appassionarsi alle lezioni sono stati gli stessi romagnoli - il 40,5% delle persone raggiunte proviene proprio dall’Emilia Romagna - la platea digitale si è presto allargata anche a tutta Italia con ben il 59,5% da Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. Circa 360mila sono state le interazioni generate complessivamente, di cui oltre 12mila con commenti in pratica tutti positivi (99%). In onda a cadenza settimanale, ogni puntata era caratterizzata da un tema, con un episodio iniziale a spiegare il progetto, realizzato in collaborazione con APT Servizi Emilia-Romagna e Visit Romagna. Puntate che restano lì, sul web, a disposizione di chiunque voglia vederle e rivederle, anche una di seguito all’altra… Per Cevoli, il vero Romagnolo Dop, si riconosce nella triade “sburonaggine, patachismo e ignorantezza”, ma di volta in volta anche da altre caratteristiche, o meglio pregi, come la vocazione all’ospitalità, la passione per “è mutor” (la motocicletta) per l’”azdòra”, il “mangiare”, compreso il divertimento: dal liscio e le gite in motonave, alle discoteche e la vita di spiaggia. Tra gli ospiti: Gianni Morandi, Rudy Zerbi, Giuseppe Giacobazzi, Gianni Fantoni, Kevin Schwantz, Roberto Mercadini, Davide Cassani, Guido Meda, Andrea Mingardi, Aldo Drudi, Duilio Pizzocchi, Andrea Vasumi. 
Con la presentazione è stato ufficialmente confermato che la prossima estate Cevoli andrà a cercare e premiare con un “attestato di romagnolità”, personaggi famosi e non, che incarnano lo spirito e l’animo della Romagna “…solatìa, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta; cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta e dei suoi abitanti” (dall’ultima strofa de La Romagna di Giovanni Pascoli). Un’anteprima delle nuove puntate (online da giugno 2020) si avrà in occasione del Web Marketing Festival di Rimini - il più grande evento sull'Innovazione Digitale e Sociale - in scena lì dal 4 al 6 giugno 2020.

(GfL)

Adria Ferries a sostegno delle popolazioni albanesi colpite dal terremoto

Adria Ferries attiva una unità di crisi interna per emergenze sanitarie e umanitarie dopo il fortissimo terremoto di magnitudine 6.4 che ha colpito la costa settentrionale dell'Albania la scorsa notte alle ore 2:54 (ora locale). Secondo i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) italiano e del servizio geologico statunitense USGS, il sisma ha avuto epicentro a circa 10 km dalla città di Durazzo e a 31 dalla città di Tirana, provocando decine di vittime e gravissimi danni al territorio. 
Visto il profondo legame che da tempo unisce  Adria Ferries alla Terra delle Aquile, la Compagnia di Navigazione italiana ha deciso di attivare al proprio interno una unità di crisi per dare immediato riscontro e supporto a ogni richiesta di carattere umanitario o di emergenza sanitaria che dovesse pervenire e mettendosi a disposizione delle autorità ed istituzioni Italiane e Albanesi.
La rete agenziale portuale della Compagnia  è stata allertata ed è pronta a trasmettere alla sede centrale ogni richiesta pervenuta localmente.
Il nucleo sarà guidato e coordinato dal Dott. Roberto Mataloni, dalla Dott.ssa Michela Rossi e dal Dott. Gabriele Ubaldi che gestiranno ogni richiesta e necessità inerenti le operazioni di assistenza alle popolazioni colpite dal sisma.
La Compagnia ha inoltre disposto l’apertura di un conto corrente dedicato, a supporto concreto della popolazione albanese vittima di questa terribile tragedia.
Seguiranno aggiornamenti in merito alla donazione. 

Info:
BENEFICIARIO: ADRIA FERRIES S.p.A.
BANCA: UBIBANCA S.p.A. — Sede di Ancona
IBAN: IT 29V 03111 02684 000 000 002 557
CAUSALE: AIUTI PER IL TERREMOTO IN ALBANIA

"STYLE & WINE": storia di donne tra moda e vino a Monselice

L’Assessorato alle Attività produttive del Comune di Monselice, l’Associazione dei Commercianti ASCOM di Monselice con il progetto MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo) in collaborazione con la Camera di Commercio di Padova organizzano l’evento “Style & Wine” con il coinvolgimento de “Le vignaiole euganee e beriche”  di “Un tocco al Vino” e dell’AIS (Associazione italiana Sommelier). Durante il periodo natalizio, dal 7 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 i negozi del centro storico di Monselice ospiteranno le  prestigiose cantine al “femminile” dei vicini Colli Euganei e Berici: un connubio vincente tra moda e vino. L’evento è organizzato dal MET (Monselice E’ Tempo di Sviluppo), un progetto di Ascom, appoggiato e presentato dal comune di Monselice, il cui obiettivo è quello di incrementare l’ attrazione nel centro cittadino della Città della Rocca.  Le attività di vendita al dettaglio fanno “rete” attivando una  animazione territoriale che sappia attirare l'interesse di cittadini e turisti, promozionando così le attività del comparto terziario, con  un evento che non mancherà di individuare la Città della Rocca come uno dei luoghi più interessanti dell'intero panorama provinciale. Dato che la "moda è donna" le cantine che hanno sposato l'iniziativa sono le vignaiole di "un tocco al vino", giovani imprenditrici dei Colli Euganei e Berici che stupiranno tutti con i loro prodotti. L'evento si terrà dal 7 dicembre al 6 gennaio e prevede l'esposizione delle bottiglie di 13 cantine d'eccellenza "al femminile" così da arricchire le vie del centro cittadino creando un vero e proprio "percorso" attraverso i 13 negozi che le ospiteranno. Inoltre nelle date del 12 dicembre  e del 19 dicembre,  presso la Sala della Loggetta in via del Santuario, 3 a Monselice, avranno luogo due interessanti degustazioni guidate dalle stesse "vignaiole" con la collaborazione di sommelier AIS che riusciranno, con la loro maestria, ad avvicinare e coinvolgere il pubblico interessato a questo affascinante mondo, dove la presenza femminile gioca un ruolo quotidiano e fondamentale in azienda. Ad accompagnare i diversi calici nelle due serate, saranno i formaggi dell'Azienda Agricola Valdolmo di Pernumia della signora Franca Giora.  Quindi, oltre al vino, anche il cibo è legato al nostro territorio e… anch'esso "donna"...

(GfL)

Premio “Innovazione nella Tradizione” alla Fattoria Zivieri

A meno di un anno di distanza dalla sua inaugurazione (avvenuta a marzo di quest’anno) la Fattoria Zivieri, ramo dell’omonima macelleria, con sede a Zola Predosa (BO) dedicato alla produzione di salumi artigianali di filiera, ha ottenuto il suo primo riconoscimento: la mortadella di cinghiale della Fattoria si è aggiudicata il primo premio nella categoria “Innovazione nella Tradizione” del Concorso Nazionale del Salume d’eccellenza Pepe e Sale. Domenica 17 novembre, a Sovicille (SI) una giuria di esperti ha riconosciuto alla mortadella di cinghiale Zivieri la capacità di sorprendere il palato con un gusto tipico di un salume d’eccellenza.
“Ci fa particolarmente piacere – dichiara Aldo Zivieri nel corso della premiazione – ricevere questo riconoscimento proprio con la nostra mortadella di cinghiale che simbolicamente rappresenta due importanti impegni intrapresi dalla nostra azienda: la valorizzazione della carne di selvaggina cacciata in selezione e il recentissimo laboratorio, la Fattoria Zivieri appunto, che abbiamo creato un anno fa per la produzione esclusiva di salumi artigianali di filiera, primo fra tutti la mortadella tradizionale…a cui abbiamo fatto seguire la mortadella di cinghiale, il salame rosa e i salumi che da sempre caratterizzano la nostra Azienda”. La famiglia Zivieri, dal 2013, su input e con il sostegno dell’Ausl di Bologna, della Città Metropolitana, l’Università di Bologna e Confcommercio Ascom, sta portando avanti – primo caso in Italia – la filiera della selvaggina cacciata in selezione all’interno dei piani di contenimento faunistico della regione Emilia-Romagna, commercializzando quelle carni che altrimenti sarebbero solo “patrimonio indisponibile dello Stato”. La creazione di questa filiera ha reso possibile, invece, la conoscenza e la diffusione di carni che, provenendo da capi cresciuti in totale libertà, godono di proprietà e valori nutrizionali molto importanti.

Cinque stelle per il nuovo Borgobrufa SPA

Novità in Spa: Sauna panoramica, Cristalli di neve e Stanza relax sensoriale. Per la coppia la Private Spa “Sorgente della Natura”: benessere e natura per il nuovo Resort di Torgiano (PG) con la Spa più grande dell’Umbria. Brillano le cinque stelle sul nuovo Borgobrufa Spa Resort di Torgiano, in Umbria, fresco di restyling. Al centro dell’offerta la Spa con i suoi 3.000 metri quadrati, il centro benessere più grande dell’Umbria, che per l’occasione riapre con nuovi ambienti e trattamenti. Accanto alle novità, alcuni punti fermi: la natura che incanta lo sguardo grazie alla splendida posizione del Borgobrufa; il territorio umbro che con i suoi prodotti tipici entra nella Spa, oltre che nella cucina. E infine l’atmosfera di quiete, romanticismo e charme che avvolge il Borgobrufa Spa Resort e regala ai suoi ospiti una vacanza indimenticabile.
Sauna panoramica e Cristalli di neve
3.000 metri quadrati, 60 trattamenti personalizzati specifici per lui e per lei, 19 persone altamente qualificate: sono questi alcuni dei numeri della nuova Spa Borgobrufa.Benessere e natura. Sì perché, anche dalla Spa, il panorama sulle dolci colline umbre, sui terreni coltivati a vigneti e olivi, riempie lo sguardo e rilassa lo spirito. Quando ci si abbandona, ad esempio, nella piscina con acqua riscaldata, aperta tutto l’anno. Porte subacquee scorrevoli collegano la parte interna a quella esterna, mentre nella vasca giochi d’acqua, botti idromassaggio e getti relax offrono un totale benessere. Vista mozzafiato anche per la nuova Sauna panoramica grazie alle ampie vetrate, mentre il profumo delle erbe, abbinato al benefico calore, inebria i sensi nella Sauna della natura e nel Bagno di vapore. Ma la vera novità è Cristalli di neve: l’ambiente, con temperatura massima di 12°C, ideale per il raffreddamento del corpo e la riattivazione della circolazione sanguigna, in contrasto con la calda temperatura delle saune. Essenze naturali, musica meditativa e illuminazione policromatica caratterizzano il Vitarium; cromoterapia personalizzata e una calda pioggia filiforme animano la Aemotio Spa; alta concentrazione salina nel Tempio del sale. Ampliata con il nuovo restyling anche l’area relax pensata per il riposo. Accanto all’originale Stanza delle stelle e alla Stanza del camino, una nuova ala ospita l’Area relax panoramica e la Stanza relax sensoriale. Ambienti studiati per favorire meditazione, calma e rilassamento, attraverso l’uso attento di colori, illuminazione e musica.
Sorgente della Natura
È la nuova Private Spa del Borgobrufa Spa Resort. Accanto agli ambienti benessere dedicati alla coppia, “Acqua e fiori”, “Tesori del borgo”, “Le mille e una notte”, la Spa mette a disposizione degli innamorati anche “Sorgente della Natura”, la nuova Private Spa dove provare il rituale “Battito dell’eternità”. Un viaggio fuori dal tempo per ritornare alla fonte primordiale della vita, all’origine dell’essere. Un massaggio in cui il battito delle mani muoverà il corpo al fluire della leggerezza, avvolti dalla brezza e dai suoni che culleranno la mente (110 min. 149 euro a persona). Tra i trattamenti più richiesti che contraddistinguono il Borgobrufa, rimane a disposizione di chi ama le tipicità del territorio il rituale premiato con l’Oscar Green: “Bellezza umbra”. All’interno della Private Spa “Tesori del Borgo”, le eccellenze locali in sinergia tra loro sono protagoniste di questo viaggio nella cura della bellezza del corpo e del benessere psico-fisico. Un percorso di depurazione e rilassamento con pediluvio, sauna e bagno in vasca imperiale, accompagnato dalla degustazione Oscar Green. Fra i trattamenti compresi nel pacchetto: impacco corpo ai vinaccioli, peeling viso al burro di nocciole, massaggio schiena alle gocce del borgo, massaggio gambe alle more, massaggio viso rilassante e anti-age al tartufo bianco (160 min. 219 euro a persona).
New Life 2019
Il Borgobrufa Spa Resort è nuovo in tutto… anche nei pacchetti! “New Life 2019” è la proposta ideale per scoprire tutte le novità del Resort. L’offerta, valida fino al 20 dicembre 2019 (esclusi festività e ponti), comprende: 2 pernottamenti in camera matrimoniale Comfort, 2 prime colazioni a buffet, angolo vital, 2 cene di tre portate servite a scelta dal menù del ristorante/bevande escluse, utilizzo giornaliero di tutti i servizi del “Mondo delle Acque” e del “Mondo delle Saune”, 1 massaggio rigenerante “I feel good” per corpo e anima al cioccolato (75 min.), 1 ingresso al Bagno salino (25 min.), kit benessere con morbido accappatoio, telo e ciabattine, utilizzo del campo da tennis su prenotazione. Il tutto a partire da 425 euro a persona. Compreso nel pacchetto, il Bagno salino è un rituale suggestivo di purificazione e rilassante galleggiamento. Nella piscina, grazie all’alta concentrazione salina, il corpo fluttuerà cullato da musica e cromoterapia. Il percorso continua con il relax nell’area del sale, dove il vapore favorisce la respirazione e libera la mente.

Info: Borgobrufa SPA Resort 
Via del Colle 38, Torgiano (PG) 
tel. 0759883– www.borgobrufa.it

Al Palazzo Rosso di Neive

“Chi dice Piemonte, pensa subito al paesaggio collinare esteso a sud del Tanaro, sogna anzitutto una ghiotta cucina che ne esprima il sentimento; e quando alla finestra la nebbia vela il paesaggio, sente i profumi del tartufo e del mosto, sogna di essere sull’alto colle di Neive a guardare la distesa immensa delle colline e, giù in fondo, le montagne innevate, dal Monte Rosa al Monviso. A questo punto l’afferra una gran voglia di agnolotti e brasato, di carne e tartufo, di polenta e spezzatino. Allora dice alle montagne: “state lì e aspettate” ed entra nella locanda di Tonino e Claudia ove il sogno diventa realtà.”
Questo incantevole pensiero fu scritto tanti anni fa da Giovanni Goria, celebre gastronomo e scrittore astigiano, un avvocato legato alla terra e all’agricoltura delle colline. Quando lui entrava a far parte dell’Accademia Italiana della Cucina io nascevo: era il 1962. Nella sua lunga carriera ha ricoperto innumerevoli cariche legate al settore della buona tavola, ha scritto e raccontato con maestria e passione il lavoro della gente, le tradizioni, i sapori e il buon gusto.Io in quella locanda di Neive, conosciuta ed amata dai migliori gourmet professionisti e dai tantissimi clienti, ci sono stato in più occasioni ed ogni volta è stata un’emozione. L’eleganza dei locali storici di un antico palazzo, dove i camerieri ti servivano con i guanti bianchi, la straordinaria cucina tipica di Claudia Francalanci e il gran cuore di Tonino Verro l’avevano resa meta indiscutibile per i palati più raffinati. Era “La Contea”, era la locanda dove ti sentivi veramente bene: per la tavola e per l’amicizia.
A Neive, splendido borgo annoverato tra i più belli d’Italia, dove cresce persino il cappero sugli storici muraglioni, ci sono tornato con piacere per conoscere una deliziosa soluzione per il soggiorno. Si chiama “small hotel” Al Palazzo Rosso. Il piccolo hotel è ambientato all’interno di un palazzo del XVII secolo, completamente ristrutturato nel 2016, e offre al turista quattro camere matrimoniali, tre standard e una più spaziosa. Ogni stanza è dotata di bagno privato, aria condizionata e cassetta di sicurezza, inoltre nelle tre standard gli ambienti sono impreziositi da un caminetto. Nella ristrutturazione del palazzo sono stati mantenuti in originale alcuni particolari: soffitti in legno, porte, pavimenti e scale. Le camere si affacciano sulla piazza principale del borgo antico, un luogo delizioso in tutte le stagioni dell’anno, ricco di ristoranti, bar, enoteche e dalla terrazza posizionata all’ultimo piano si può godere di una gradevole vista sulle colline circostanti; quelle colline patrimonio UNESCO dal 2014 e tanto amate da Giovanni Goria. Al piano terra del palazzo è stato allestito un piccolo negozietto dove si possono acquistare i vini della cantina Cà Barun e oggetti di interior design, inoltre spesso vengono organizzate degustazioni ed eventi d’arte.
Ho menzionato con un pizzico di timore e la dovuta riverenza Giovanni Goria perché anche la titolare del Palazzo Rosso è astigiana, si chiama Benedetta Bona, una gentilissima padrona di casa, e come il maestro gastronomo di Neive ne è decisamente innamorata. L’antica dimora è stata acquistata con il compagno di vita, Peter Thomsen, un simpaticissimo danese che ama produrre vino a pochi chilometri di distanza: Cà Barun è la sua cantina, ma questa è un’altra storia che vi racconterò in un’altra occasione.
Che bello ricordare Claudia e Tonino, i pranzi e le cene consumate in loro compagnia, ricordare “La Contea” e allo stesso tempo, citando due astigiani, scrivere del piccolo hotel, lo “small hotel” di Benedetta e Peter. Se raggiungete quelle magiche colline, quel borgo incantevole, se avete voglia di sentire quei profumi di cose buone fatelo e soggiornate Al Palazzo Rosso: al risveglio la colazione avrà un sapore ancora più intenso.

Fabrizio Salce

Una fetta di Culatello (di Zibello) per un sacco di plastica

Il progetto di Massimo Spigaroli, sindaco del Comune di Polesine Zibello, sarà presentato il 24 e 25 novembre al Teatro Pallavicino. “Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra comuni inferiori a 5.000 abitanti”- dichiara Spigaroli – “Essere un comune virtuoso ci consente ora di destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ambiente, evitando così che torni al fiume e arrivi al mare”. Il suo è un lungo viaggio e come ogni viaggio che si rispetti è fatto di incontri: il pioppo, il salice bianco, l’ontano nero, l’olmo e la rosa del cucù. Parliamo della plastica e con lei delle altre varietà di rifiuti che durante le piene del Po, viaggiano sospinti dalle correnti del fiume, insinuandosi nel Bosco Fluviale di Polesine Zibello e nei suoi 400 ettari di vegetazione e biodiversità. Quando le acque si ritirano, le plastiche e i rifiuti rimangono lì, vessilli multiformi e contemporanei di un comportamento ancora poco rispettoso dell’ambiente. Pronti a proseguire verso la foce con la nuova piena che verrà. D’altra parte il Po raccoglie la plastica di 20 milioni di persone, del 40% del Pil nazionale di 4 regioni,13 province e di 6mila depuratori. Parte da qui il progetto di Massimo Spigaroli, neo sindaco del Comune di Polesine Zibello. L’obiettivo, ripulire il Bosco Fluviale  e il territorio - tornato ad essere tra l’altro sosta di uccelli migratori come le gru - chiamando in campo il simbolo più illustre del territorio: il Culatello di Zibello DOP. Nobilitato da personaggi come D’Annunzio, il culatello deve la sua fama mondiale a questa terra: alla saggezza antica dei masalén (termine usato nella Bassa per norcino) e alla bontà di un clima umido e nebbioso favorito proprio dal Po. Così quando il Po chiama in soccorso, Polesine Zibello risponde con il progetto  “Una fetta di culatello di Zibello per un sacco di plastica” che sarà presentato durante il convegno di domenica 24 novembre  alle ore 15.30 presso il Teatro Pallavicino di Zibello. Ad aprire l’incontro la lettera di saluto della ministra delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo Teresa Bellanova. Seguiranno gli interventi di Massimo Spigaroli, ideatore del progetto, Carlin Petrini, fondatore di Slow Food, Stefano Bonaccini, presidente Regione Emilia Romagna, Meuccio Berselli, segretario generale Autorità distrettuale del Fiume Po - Riserva Mab Unesco Po Grande, Patrizio Bianchi, assessore all’istruzione Regione Emilia Romagna, Paolo Andrei, rettore dell’università di Parma, Michele Guerra, assessore alla cultura del Comune di Parma e Massimo Bergami, professore ordinario di Organizzazione Aziendale Università di Bologna. Legambiente interverrà con il videomessaggio del suo presidente Stefano Ciafani. A moderare l’incontro Claudio Rinaldi, direttore della Gazzetta di Parma.
Abbiamo raggiunto l’84,1% di raccolta differenziata - afferma Massimo Spigaroli - collocandoci in Emilia-Romagna al quinto posto tra  comuni inferiori a 5000 abitanti . Essere un comune virtuoso ci consente ora di  destinare le nostre energie al suo Bosco Fluviale per liberarlo dalle plastiche e dai rifiuti portati dalle piene dal Po e a tutte le emergenze del territorio. Lo faremo con  un semplice gesto, raccogliendo quanto sta contaminando l’ ambiente evitando così che torni al fiume e arrivi al mare.”  Un circolo vizioso che può essere interrotto ad un patto, “ fare squadra dai cittadini, alle scuole dalle istituzioni alle aziende” per promuovere anche in queste aree di golena turismo, cultura e tradizione. In tal senso, il progetto prevede una sezione tecnica in programma sempre alTeatro Pallavicino lunedì 25 novembre a partire dalle ore 10.00 cui prenderanno parte l'Autorità distrettuale del Fiume Po, la Regione Emilia Romagna, l’Università di Parma, Iren, Legambiente, Destinazione Turistica Emilia e Parma, io ci sto!.  Tra gli interventi anche EmiliAmbiente, Confagricoltura Parma, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e le Associazioni venatorie.
Leggera, resistente, economica, la plastica ci ha innegabilmente  cambiato la vita. Dall’elettronica fino ai trasporti, senza considerare che sono in plastica il 45% dei biomateriali utilizzati in medicina (protesi, organi artificiali) inattaccabile da muffe, parassiti e batteri. Il problema è il suo smaltimento e la cattiva gestione da parte dell’uomo che ne ha fatto una delle forme di inquinamento più invasive e durature (può rimanere nell’ambiente anche per 400 anni, eccezion fatta per le plastiche biodegradabili che, però, iniziano a diffondersi soltanto adesso). Il “marine litter” (i detriti marini) resta sicuramente una dei problemi ambientali più gravi del nostro tempo. Si stima infatti che oltre l'80% sia composto da plastiche e microplastiche, e gran parte di queste arrivano in mare trasportate dai corsi d’acqua. Il fiume Po, in particolare, riversa nel mare Adriatico in una sola ora sotto forma di microplastiche circa 460 chili di rifiuti l'equivalente del peso di un orso polare (fonte: AICA Associazione internazionale per la comunicazione ambientale). 
L’iniziativa del Comune Polesine Zibello è stata sostenuta dall’Autorità distrettuale del Fiume Po, dal Consorzio di tutela del Culatello di Zibello, EmiliAmbiente, Fidenza Village, Iren, Legambiente, Parma, io ci sto! Università di Parma. E ancora Coldiretti, Confagricoltura Emilia Romagna  e CIA-Confederazione Italiana Agricoltori.

La Murada: veri piatti tipici agordini!

E’ proprio come una baita in tipico stile alpino, molto accogliente con arredamento caratteristico in legno. E’ sulla strada che va a Cortina da una parte e a Alleghe dall’altra, all'incrocio che da Caprile porta ad Arabba, ci si arriva anche scendendo dalla Marmolada, ma è pure vicino ai Serrai di Sottoguda e poco lontano dal Sacrario Militare di Livinallongo. Insomma, è impossibile non trovare La Murada. C’è anche un ampio parcheggio e non distante, un parco giochi pubblico per bambini.  E’ il locale consigliato a chi vuole mangiare qualcosa al volo durante un giro in moto o una passeggiata (servizio bar) ma anche a chi vuole portare la famiglia o gli amici a mangiare qualcosa di tipico comodamente sistemati nelle salette (di cui una soppalcata) con tavoli ben apparecchiati ed è ideale pure per una coppia, magari per mangiare nella grande terrazza con vista sulle splendide Dolomiti agordine. Lo staff, molto gentile – composto da Nicola, Federico e la bravissima Lorena  –  è sempre lieto di accogliere i clienti affamati… proponendo loro un ricco menù di specialità locali: antipasti vari tra cui il “tagliere tipico”, poi deliziosi primi (sempre porzioni abbondati): ottimi Cassunziei alla Lastesana o alle erbette (fatti con pasta all'uovo fresca fatta in casa, con ripieno altrettanto fresco) gnocchi (fatti in casa) con gorgonzola e noci, pappardelle al ragù di cervo in bianco (o ai funghi) e tagliatelle ai porcini, ravioli, vasta scelta di Canederli: sia in brodo che al burro fuso o ai funghi o allo speck o agli spinaci (è piatto più trentino che veneto, ma viva le contaminazioni!). E non mancano le zuppe: da assaggiare quella d’orzo. Poi le pietanze: il Pastin (salsiccia speziata) con patate al forno, spezzatino di manzo o di cervo, cervo anche in salmì con polenta, poi grigliata mista con verdure grigliate, polenta con finferli, cavolo cappuccio con olio e cumino. Tra tutti il più tipico è il “piatto Murada” composto da formaggio di malga, salame nostrano, un canederlo, soppressa nostrana veneta alla piastra, cavolo cappuccio, polenta e patate al forno… 
Tanti infine i dolci che accontentano i più golosi: sono fatti in casa, come lo strudel di mele e pinoli e la torta Sacher. Da abbinare al companatico c’è una curata carta dei vini, ma anche birre: alla spina, ma anche non filtrata tedesca, della zona di Augusta, da provare!  E per finire, chiedete un buon Bombardino, utile anche per digerire il conto… sempre in linea per la zona e assolutamente giusto per rapporto qualità-prezzo. Il locale di solito è pieno, dunque, affrettatevi!

Ristorante La Murada 
località Saviner di Laste, 87 
32020 Rocca Pietore BL
tel. 0437 723997
aperto fino a mezzanotte 
chiuso lunedì 

(GfL)

 

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