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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Vacanze 2020: l’Emilia Romagna al FITUR Madrid

Anche l’Emilia Romagna, con la sua offerta turistica, dal 22 al 26 gennaio sarà presente a Madrid, alla quarantesima edizione di FITUR (Feria Internacional de Turismo) con undici operatori turistici regionali: sono del Piacentino (1), Parmense (3), Bolognese (4), Forlivese (1), Ravennate (1), Riminese (1). 
La rassegna fieristica internazionale madrilena è uno dei principali appuntamenti turistici d’inizio anno e leader per i mercati dell’America Latina. L’evento, che nel 2019 ha registrato 253.490 visitatori, ospiterà quest’anno circa 930 espositori.
Lo stand dell’Emilia Romagna, in area Enit e coordinato da Apt Servizi Emilia Romagna, ospiterà 11 operatori turistici regionali che provengono uno dal Piacentino (Only4u Travel Experiences-Gazzola), 3 dal Parmense (Argante Viaggi-Colorno, Parma Incoming, Parma Point), 4 dal Bolognese (Bologna Welcome DMC, Monrif Hotels, Petroniana Viaggi e Turismo, Vivara Viaggi), uno dal Forlivese (Borgo Condé Wine Resort), uno dal Ravennate (Ias Tourist-Cervia) e uno dal Riminese (Malatesta Viaggi-Rimini). A Madrid sarà presente anche una rappresentanza della Destinazione Turistica “Emilia”.
L’Emilia Romagna è ben collegata alla Spagna con una serie di voli sull’Aeroporto di Bologna. Sono dieci le città spagnole che hanno voli di linea annuali con il “Marconi”: Alicante, Barcellona, Fuerteventura, Lanzarote, Madrid, Malaga, Santander, Siviglia, Tenerife, Valencia. Questi collegamenti aerei hanno diverse frequenze settimanali (con 4 voli giornalieri per Barcellona e 4 per Madrid) e, durante l’estate, lo scalo di Bologna è collegato, più volte alla settimana, anche con altre quattro città spagnole: Gran Canaria, Ibiza, Palma, Mahon.
Nel 2019, questo importante numero di voli nello scalo di Bologna, ha fatto registrare 1.302.254 passeggeri, da e per la Spagna, con un aumento del +7,7 per cento rispetto al 2018.Lo stand regionale a FITUR Madrid sarà personalizzato con alcune immagini dedicate alle città d’arte, all’offerta balneare e alla Food Valley dell’Emilia Romagna. E un grande pannello presenterà i grandi eventi 2020-21 in Emilia Romagna: “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”; il “Motor Valley Fest” di Modena (14-17 maggio); i cento anni dalla nascita del regista Federico Fellini; i duecento anni dalla nascita del padre della cucina regionale italiana Pellegrino Artusi, nonché le iniziative Ravennati legate all’avvicinarsi ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, celebrati nel 2021.

Etruschi: viaggio nelle terre dei Rasna

E’ il titolo di una straordinaria mostra inaugurata il 7 dicembre 2019 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, che rimarrà aperta fino al 24 maggio 2020. 
La mostra si propone di condurre i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi, popolo dell'Italia antica vissuto tra il IX e il I secolo a.C. non in una sola “Etruria”, ma in molteplici territori compresi tra le pianure del Po fino alla Campania e al Vesuvio, che ci hanno lasciato numerose testimonianze di insediamenti, di urbanizzazione, di arredi funerari e domestici, frutto della cultura di una grande società. Nella loro lingua chiamavano se stessi Rasenna o Rasna (nome in origine di questo popolo, probabilmente derivato da un eponimo, un personaggio).
Da Marzabotto a Spina, a Bologna (fondata dagli Etruschi col nome di Felsina) scendendo a Volterra, Vetulonia, Orvieto, Tarquinia, Cerveteri, fino a raggiungere Monte Vetrano (Salerno) la mostra è una eccezionale esposizione di materiali votivi, urne, statue, accessori di uso domestico, monili splendidi, in particolare le suppellettili, gli utensili, i monili, per rendere piacevole la vita quotidiana di allora.
Ben 1400 gli oggetti e i reperti provenienti da 60 musei ed enti italiani ed internazionali presentati in mostra, alcuni dei quali esposti per la prima volta.
La mostra si collega poi naturalmente alla ricchissima sezione etrusca del Museo Archeologico di Bologna, che costituisce quindi l’ideale appendice della esposizione in corso.
Di grande interesse anche l’ampio e ricco catalogo della stessa mostra, pubblicato da Electa.

Cesare Spagna

Info:
etruschibologna.it
www.museibologna.it/archeologico

     

Grandi talenti nel Campionato Italiano di Pasticceria Seniores, obiettivo: Lione 2021

È tutto pronto per il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2020, che formerà il Team Italia della prossima Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione: appuntamento lunedì 20 gennaio 2020 al Sigep di Rimini con veri e propri fuoriclasse della pasticceria italiana, in un'occasione di confronto unica che metterà in luce abilità e competenze di ciascun candidato. I vincitori comporranno la squadra che rappresenterà l'Italia a livello mondiale alla competizione lionese del 2021, sotto l'egida del Club Italia Coupe du Monde de la Pâtisserie, realtà nata nel 2000 proprio per selezionare, preparare ed accompagnare la delegazione del Belpaese alla grande sfida. A contendersi la prestigiosa partecipazione, sette talenti italiani che si sfideranno in tre categorie: zucchero, cioccolato e ghiaccio. Conosciamoli uno ad uno.

Virginio Casantini - Categoria: zucchero
Viterbese, nato nel 1976 e figlio d'arte, è primo premio per il gusto alla Coppa Italia della pasticceria nel 2015; docente a diversi livelli, dal 2011 insieme alla sorella Katia – con cui gestisce la pasticceria di famiglia e altri due punti vendita – realizza la mostra "Chocolart", con opere di cioccolato ogni anno a diverso tema. La sua formazione, iniziata da giovanissimo, è proseguita negli anni con diversi Maestri di fama internazionale (Capuano, Giovannini, Klein, Malizia...).

Fatima Lucchese - Categoria: cioccolato
A Brentonico (TN) gestisce la sua pasticceria "La Perla Nera": Fatima Lucchese, classe 1976, si appassiona all'arte del dolce già all’età di 12 anni. Studia e si specializza seguendo corsi con grandi Maestri (Iginio Massari, Stefano Laghi...) e vince, nel corso della sua carriera, diversi premi; tra i più recenti, il primo posto della StrudelCup 2019 di Folgaria e il primo posto al Festival del Gelato Artigianale di Reggio Calabria nel 2018.

Daniele Mascia - Categoria: cioccolato
Daniele Mascia ha 35 anni, ma già notevole esperienza in tutti i settori della cucina, in particolare nella pasticceria. Piemontese d'origine, veneziano d'adozione (attualmente responsabile di pasticceria presso la "Rosa Salva") è dinamico e attivo, con occhio attento alle tendenze e all'assidua ricerca di crescita professionale.

Alessandro Petito - Categoria: zucchero
Alessandro Petito intraprende la strada della panificazione a 16 anni nell'attività di famiglia. Si dedica poi alla pasticceria, in un percorso di crescita e ricerca costanti. Oggi, a 28 anni, annovera tra i riconoscimenti due primi posti a Sigep 2017 (Miglior torta al cioccolato d'Italia, Miglior pièce in zucchero artistico) e il titolo di vice Campione Italiano di Pasticceria Seniores nello stesso anno.

Massimo Pica - Categoria: cioccolato
A Milano gestisce la pasticceria che porta il suo nome, ma è anche fondatore e docente della Pica Pastry School. Medaglia d’argento alla Coupe du Monde Culinarie (Lussemburgo), categoria pièce in cioccolato, Pica nel corso degli anni si è formato, tra gli altri, con Omar Busi, Antonio Bachour, Loretta Fanella, Stefano Laghi. 

Lorenzo Puca - Categoria: zucchero
Già team italiano a Lione 2019, Lorenzo Puca nasce a Pescara nel 1989. Fin da piccolo ha la passione per la pasticceria. Frequenta le migliori scuole d’Italia con grandi maestri; nel 2015 si aggiudica il premio speciale per miglior dessert al cioccolato al Campionato Italiano di Pasticceria Seniores. Nello stesso anno partecipa al talent show televisivo di RAI 2 “Il Più Grande Pasticciere” classificandosi secondo.

Andrea Restuccia - Categoria: ghiaccio
Classe 1993, Restuccia ha all'attivo numerosi successi: nel 2019 ha rappresentato l'Italia alla Coupe du Monde; nel 2016 vince il concorso di pasticceria organizzato da Icam per festeggiare i 70 anni; nello stesso anno conquista il Primo premio “Campione di Pasticceria Senior 2016”, al quale ha partecipato con il suo dolce “Perla Nera”.

Il Club Italia
Allo scopo di formare adeguatamente il team italiano per l'evento mondiale di Lione, nell'aprile 2000 è stato istituito il Club Coppa del Mondo di Pasticceria - Selezione Nazionale Italia, con la finalità di selezionare, preparare ed accompagnare la squadra e la delegazione italiana a Lione. Tutte le attività di promozione, selezione ed allenamento sono possibili grazie al sostegno e alla collaborazione di un insieme di Aziende che credono nell'iniziativa, alle quali è fornita in cambio ampia visibilità attraverso gli strumenti e le occasioni consentite dalla promozione dell'evento. Di anno in anno si manifesta l’esigenza di attivare, a cura della segreteria e della presidenza, azioni e comunicazioni tese a fidelizzare e consolidare la loro presenza, nonché a reclutare nuove adesioni. I soci fondatori del Club Italiano sono: Agrimontana, CAST Alimenti, CON.PA.IT. (Confederazione Pasticceri Italiani), Pasticceria Internazionale (Chiriotti Editore) e Valrhona.

La palestra: CAST Alimenti
Tutte le squadre che hanno gareggiato per la Coppa del Mondo di Pasticceria si sono allenate presso la scuola CAST Alimenti, che vanta di ben 18 titoli mondiali. Il training center dei professionisti e di tutte le squadre di cucina, pasticceria, gelateria e panificazione che partecipano a concorsi nazionali ed internazionali, dove è inoltre presente la segreteria ufficiale del Club Italia.

Ufficio Stampa CLUB COUPE DU MONDE DE LA PÂTISSERIE - SELEZIONE NAZIONALE ITALIA
DRG COMUNICAZIONE – tel. +39.0523.364107 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.t

 

I colori e le forme del vino

Quanto conta la vestizione di una bottiglia? A dieci anni dall’introduzione della nuova “immagine” Famiglia Olivini ha scelto di optare per un leggero restyling di etichette e packaging. Sì perché famiglia Olivini produce vino dagli anni settanta in un territorio vocato alla vinificazione del Lugana. Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo con grande passione, la stessa che si tramanda tra generazioni.  L’azienda, che ha recentemente inaugurato l’ampliamento della nuova cantina, con il passaggio di consegne ai nipoti avvenuto nel 1999 ha iniziato un percorso che l’ha portata, esattamente dieci anni fa, a dotarsi di una identità grafica e di stile capace di distinguersi. Nel 2009 hanno fatto il loro esordio le prime etichette (e le nuove bottiglie) che vedevano protagoniste delle righe orizzontali, intervallate da fasce in lamina dorata e con cromie capaci di evocare il contenuto: tonalità di verde per il Lugana Doc, marrone pastello per il Demesse Vecchie, rosa antico e viola per il Lugana Doc Rosé metodo classico e un esplicito richiamo all’oro per il Lugana Doc brut metodo classico.
A distanza di dieci anni da questo importante cambiamento, supportata dalla stessa agenzia che aveva curato il design (la Novaidea di Selva del Montello, nel trevigiano) famiglia Olivini ha scelto di evolvere e di dare vita a un leggero restyling delle sue etichette: alle righe orizzontali, che sono diventate un chiaro segno distintivo, si sono affiancate delle righe leggermente oblique in grado di conferire, senza stravolgere l’identità, la sensazione di qualcosa che fasciasse la bottiglia stessa.
«Siamo ben consapevoli – ha spiegato Giovanni Olivini, direttore della cantina – di vivere in un mondo innovativo dove l’immagine e la riconoscibilità sono essenziali. Per questo abbiamo creato un’immagine moderna, ma che al tempo stesso ci appartenesse. Quando dieci anni fa optammo per le righe fu per una semplice volontà di proporre qualcosa di nuovo, diverso dalle comuni etichette del vino, qualcosa di estremamente moderno».
A proposito di Famiglia Olivini la storia della cantina prende vita dalla passione di un imprenditore bresciano per la campagna. Era il 1970 quando tutto ebbe inizio e quello che un tempo era forse solo un hobby oggi, grazie al passaggio di consegne ai nipoti nel 1999, è un progetto in continua crescita ed evoluzione.
Giorgio, Giordana e Giovanni - i nipoti - scelgono quotidianamente di condividere un legame che i genitori Graziella e Giulio da anni sentono per questa terra. Una passione sincera, la stessa che la famiglia ripone per l’attività siderurgica, per un patrimonio trasmesso dai nonni.
Il percorso dell’azienda si lega a quello professionale dell’enologo Antonio Crescini che da oltre vent’anni segue l’attività in vigna e la produzione in cantina. Produzione che è diversificata nei Lugana Doc (che comprende il metodo classico) il Chiaretto, rosé e i vini rossi. La gamma si completa con tre grappe e un olio.

Società Agricola Olivini S.S.
Località Demesse Vecchie, 2 San Martino della Battaglia 
25015 Desenzano del Garda (BS)
Tel +39.030.9910268 - Fax +39.030.9108961

Prodotti e collaborazioni ad alto valore aggiunto

Prodotti e collaborazioni ad alto valore aggiunto

Il Gruppo Fini SpA porta le sue eccellenze a “Marca 2020”, a Bologna il 15 e 16 gennaio prossimi. Grazie a qualità, servizio e sostenibilità, si conferma il partner ideale per le insegne e protagonista nella prestigiosa vetrina fieristica dedicata a buyer e operatori del mondo retail e della GDO.
Manca poco, dunque, all’appuntamento con Marca, il Salone Internazionale dei prodotti a Marca del Distributore, la due giorni sul mondo “private label”  organizzata da BolognaFiere dove ci sarà anche il Gruppo Fini SpA con i suoi celebri brand Fini e Le Conserve della Nonna, presso il padiglione 26, stand C/75. Il momento espositivo non sarà solo l’occasione per far conoscere al pubblico specializzato le sue variegate referenze di pasta fresca, passate, sughi e pesti, confetture e composte, ma anche l’opportunità per illustrare i punti di forza di una realtà che, grazie alla lunga esperienza maturata, si  dimostra un partner perfetto per le insegne e il retail.  
Tra i caratteri distintivi spicca la qualità, fondata su un’accurata selezione delle migliori materie prime, ricette autentiche della tradizione italiana e proposte in linea con le nuove esigenze nutrizionali. Fattori che consentono al Gruppo Fini di consegnare al mercato prodotti di grande valore, dal gusto e dall’aspetto inconfondibili, pienamente rispondenti alle preferenze di consumo dell’acquirente moderno, offrendo un’ampia selezione anche in private label. 
Il merito di questa flessibilità e della convinta predilezione per la collaborazione a lungo termine con i fornitori e le insegne deriva dalla solida expertise a livello produttivo, dalla collaborazione del team R&D dedicato per ogni cliente e dai numerosi prodotti personalizzabili al 100%, assicurando un’origine e un’identità territoriale rintracciabili nel prodotto finale, con un costante controllo e nel pieno rispetto della sostenibilità, ottenuta grazie all’impiego di materie prime del territorio, alla realizzazione di pack 100% riciclabili e all’utilizzo di fonti di energia rinnovabili.
Numerose, dunque, le evidenze che testimoniano come Gruppo Fini SpA sia un referente privilegiato per il mondo PL, grazie alla capacità di fare proprie le istanze del mondo consumer e di quello retail, coniugando domanda e offerta in una gamma prodotti a  filiera corta e controllata, elemento distintivo e caratterizzante di approfondite indagini di mercato volte a garantire a scaffale referenze ad alto valore aggiunto.
Gruppo Fini SpA sarà dunque protagonista a Marca 2020, forte di una notorietà e un’esperienza anche sui mercati d’oltralpe che lo rendono un interlocutore ideale anche della GDO estera in maniera estremamente competitiva, non solo in termini economici, ma anche di servizio, in formati e forniture con il giusto equilibrio tra modernità e tradizione.

Gruppo Fini S.p.A. a socio unico
Sede Legale: Via Confine, 1583 – Ravarino (MO)
Amministrazione: Via Albareto, 211 – Modena
Tel. +39059259111 – Fax +39059259251
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Ittiturismo “In Marinetta”…non solo cibo, ma vera “Sea Food Passion”

“In Marinetta” è attività di ristorazione di livello all’insegna della passione e per la cucina e per il suo territorio: il paradiso del Delta del Po veneto. Le preparazioni suggerite da In Marinetta si identificano con i prodotti delle lagune dell’Alto Adriatico e gli orti sabbiosi siti nelle terre del Delta, tipici per freschezza e sapidità uniche che, trasformate dalle sapienti mani e dalla fervida fantasia dello Chef Executive Alessio Bottin, valorizzano al meglio, stagione per stagione, il patrimonio della natura circostante. Le ingegnose opere di bonifica hanno reso il Delta del Po fertile, creato un’ottima economia agricola e una fiorente attività di pesca, facendolo così divenire un distretto ittico, tra i più importanti d’Europa, riconosciuto dal “Mab Unesco” come “Riserva della Biosfera”. 
Isi Coppola è il ”deus ex machine” dell’In Marinetta e con innata “sea food passion” – coadiuvata dallo chef Alessio e dalla maître Ilaria – sceglie i prodotti della terra, rispettandone i tempi giusti per godere appieno della migliore unicità – e il pescato del giorno – recuperato là dove le acque del grande fiume (Po) incontrano il mare – presentando così, squisiti menù che si possono assaporare nell’elegante, ampio salone con veranda dotata di caratteristico “bilancione” esterno (per la pesca, detto padellone o trabucco) ma anche stando comodamente assisi nella terrazza panoramica o nel Bistrot del mare, per godere, a fine giornata, dei tramonti bellissimi che si riflettono sull’acqua, magari “cicchettando” tra amici sorseggiando un venetissimo Spritz, un buon calice di vino con un occhio di riguardo per le produzioni italiane, in particolare per quelle che parlano di territorio, o una dissetante birra artigianale, magari la bionda Arsura (4 gradi e mezzo) una lager del birrificio artigianale friulano “620 passi”, chiara leggera, molto beverina.  Isi Coppola, sempre perfetta padrona di casa, è molto attenta alla scelta dei vini da abbinare alla pluralità gastronomica dei menù che propone: da quelli provenienti da zone costiere e vulcaniche, valorizzando i tanti vitigni dal “terroir” spesso dimenticato (l’identità per Isi viene prima di tutto…) perché in questo modo si può assaporare qualcosa di unico… Un posto di rilievo è dedicato alle “bollicine” da uve italiane, anche insolite, provenienti da tutte le regioni (e non mancano quelle francesi) e ai vini “naturali” e “non filtrati”, tutti si abbinano magnificamente ai piatti suggeriti e preparati dallo chef Alessio.
L’“Associazione Borghi d’Europa” ha promosso presso l’Ittiturismo In Marinetta, un incontro con giornalisti del settore - invitati per l’occasione in qualità di “tester”- per valutare l’offerta culinaria, la professionalità e le competenze dello chef Alessio e del suo staff, nell’imminenza delle feste di fine anno. Il benvenuto - tra riprese televisive e interviste - è a base di anguilla nostrana (debitamente “sgrassata” con un procedimento particolare e quanto meno efficace) appoggiata su una base di polenta bianca e decorata con gocce di succo di melagrana, accompagnata dalla “Fipa”, birra rossa, sempre della “620 passi” della Laguna di Marano (UD) una “Indian ale” da 6° ambrata, luppolata con luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo. La gentile Isi, presenta l’”entrée”, composta da un tris di classici “saor”, alla veneziana (unione di cipolla, uvetta e pinoli): uno con sarda di Pila (tipica della zona del Polesine) con cipolla bianca di Rosolina, uno di canestrelli con cipolla dorata di Chioggia e il terzo, di “zucca violina” con cipolla di Tropea. In abbinamento: “bollicina” chardonnay Calepino “100% non dosato” metodo classico Castelli di Calepio, del Valcalepio BG (tra l’Oglio e l’Adda); colore giallo paglierino, perlage fine e persistente, profumo fruttato, fresco ed invitante è ottimo come aperitivo e con crostacei e molluschi. Davvero speciale per detta entrée. In attesa del piatto principale, degustazione - graditissima - di “ostriche rosa de Tarbouriech” presentata dal referente Alessio Greguoldo, che spiega come avviene l’allevamento innovativo da cui risulta un eccezionale prodotto, di altissima qualità, dal guscio pulito e privo di parassiti, con carni consistenti dal sapore impareggiabile. Allevate nel mare Mediterraneo col metodo “a sospensione”, le ostriche rosa sono attaccate a funi, dosandone l’esposizione all’aria e al sole, simulando così l’alternanza delle maree, per un periodo di ben 36 mesi. E' il momento del protagonista: il risotto alle vongole veraci lavorato ad arte dallo chef Alessio: da riso Carnaroli Delta del Po IGP (pregiato prodotto delle terre alluvionali e salmastre del rodigino in cui è coltivato) questo riso tiene ottimamente la cottura: ha gusto lievemente sapido, è ottimo con il pesce, specie con le vongole… Nel caso, queste, sono fornite da Ivan Padovan (anche socio dell’In Marinetta) AD della Soc. agricola “Regina” allevamento di vongole veraci di laguna e di lupino di acqua di mare (nella zona del basso Polesine): Ivan spiega che l’approvvigionamento del seme, trattato e gestito, porta alla migliore tipologia di vongola – depurata e non spurgata – con notevoli risultati qualitativi per dimensioni e gusto…. Il risotto con i succulenti  molluschi, è ornato con minuscolo rametto di timo e un filo d’olio, appunto allo stesso delicato sentore. Lo accompagna una Albana Santa Lucia, DOCG secco, vino “bio dinamico” colore giallo paglierino con decisi riflessi dorati, al naso fine e intenso, con note fruttate, floreali e speziate; è rotondo e morbido, con lunga persistenza e finale leggermente minerale. Anche da meditazione. Ideale per piatti di pesce saporiti, al forno e al cartoccio, crostacei, frutti di mare, risotti di pesce, carni bianche e formaggi stagionati. Per terminare in dolcezza, Isi propone una crema così detta “belga” da classica ricetta della nonna (dessert assolutamente italiano, meglio, napoletano) delizioso mix tra creme caramel e panna cotta: cottura a “bagnomaria”, corretto con un pizzico di caffè e di cacao, servito su guscio di frolla, con lamponi, posati su yogurt greco… Altra dolce proposta, un panettone chiamato “veneziana” è della tradizione polesana (del panificio Finotti & Pan di Zucchero di Porto Viro RO) contornato da mascarpone a forma di “spumino” con una, davvero notevole, “mostarda di mele cotogne” (direttamente dalle cucine dell’In Marinetta)… Altre specialità della Casa che Isi consiglia di gustare in questo periodo dell’anno, sono: “cotechino e baccalà” (made in follia dello chef Alessio - parole di Isi…-) piatto della tradizione e dell’innovazione nel rispetto del territorio (presentato con successo al Festival del baccalà) realizzato con riduzione di acqua di ostriche e accompagnato da flan di spinaci e patate, con rafano fresco; abbinato a fresche bollicine o, preferendo, con una birra artigianale nera, l’Imperial stout, leggermente affumicata (torbata) da 6°,08 ultima arrivata di casa “620 passi”,  svezzata proprio per le prossime feste natalizie. Altra proposta - da non perdere - la “guancetta di maialino del Delta” (da piccoli suini allevati in zona allo stato semi brado) carni brasate al Moscato Giallo dei Colli Euganei e capesante dell’Alto Adriatico, pietanza che ha raccolto importanti consensi a Golosaria (evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane che si svolge in autunno a FieraMilanoCity) accompagnato da un “Fortana del Bosco Eliceo Frizzante 2004”, il re delle sabbie (vino autoctono della Doc della zona Bosco Eliceo, a ridosso dell'Adriatico, tra il Po di Goro a nord e Ravenna a sud) appena tannico, sapido e fresco, si abbina ai salumi tipici ferraresi come la Salamina da sugo e anche a anguilla e fritture; per gli appassionati della birra, raccomandata la Cortona Belgian “620 passi” (ale rossa 6°,4) davvero speciale, come giustamente la decanta a pieno titolo il titolare del birrificio friulano, Roberto Regeni. Sempre perfetta!

(GfL)

In Marinetta Ittiturismo Sea Food Passion
Via Po di Levante, 2a - 45010 Rosolina RO
Aperti tutto l’anno tranne gennaio e febbraio
Tel. 3450318387 - www.inmarinetta.it 
Prenotazioni: thefork.it

Mercatini & Eventi Natale Lago di Garda

Un lago romantico incorniciato da affascinanti montagne, un posto unico con eventi per tutti nel raggio di 15 km: dal mercatino di Natale di Arco tradizionale agli eventi per i bimbi con la Casa di Babbo Natale e l’Accademia degli Elfi, dall’originale mercatino nel Borgo Medievale di Canale allo sfizioso Villaggio del Gusto per i più golosi. Un solo territorio, tanti eventi diversi per una vacanza irripetibile nel periodo più magico dell’anno. Le calde luci dorate che fanno atmosfera, le finestre delle case illuminate, i mercatini di Natale che riscaldano il cuore e sullo sfondo di questa “cartolina” c’è lui, il lago di Garda! Il Natale sul Garda Trentino ha un fascino che non ha eguali. 
MERCATINI DI NATALE
L’atmosfera natalizia è più viva che mai sul lago di Garda Trentino con l’apertura dei mercatini di Arco e Canale di Tenno. La festa più magica dell’anno ad Arco porta, sui palazzi storici, una narrazione tecnologicamente innovativa in video mapping e tutto intorno tante bancarelle ricolme di prodotti locali e regali da mettere sotto l’albero. Mentre a Canale di Tenno, un piccolo borgo annoverato nel prestigioso club dei Più belli d’Italia, il profumo di tradizione riecheggia nelle vecchie stalle adibite a bancarelle dove potrete entrare e respirare l’aria più autentica e genuina del Natale, quella vera! 
ACCADEMIA DEGLI ELFI
Volete far vivere un sogno al vostro bambino e farlo diventare ELFO, ossia l'aiutante speciale di Babbo Natale? Iscrivetelo subito all' Accademia degli Elfi e vivrà un intero e magico fine settimana in sua compagnia! 
CASA DI BABBO NATALE
A Riva del Garda c’è anche la Casa di Babbo Natale! La dimora di Santa Claus è l’ideale per spedire la letterina, assaporare le delizie di Natalina e conoscere Babbo Natale in persona! 
GASTRONOMIA
Il Natale nel Garda Trentino si colora di profumi e sapori tipicamente trentini. Al Villaggio di Natale "Di Gusto in gusto" di Riva del Garda, si potranno scoprire, degustare e acquistare le migliori eccellenze del territorio coccolati da una magica atmosfera natalizia. Mentre nei Ristoranti del Garda Trentino potrete gustare i sapori e i piatti della cucina locale realizzati dagli chef con prodotti tradizionali! Una festa di profumi, sapori tipici e genuini, menu con gustosi prodotti ed eccellenze locali per una Vacanza con Gusto anche in inverno.

Le “etichette-semaforo” penalizzano il cibo Made in Italy… Facciamo subito qualcosa!

Nella sede dell’Europarlamento un incontro per protestare contro il “labelling” anglosassone - o come il Nutri-Score francese - che classifica i nostri formaggi, prosciutti e oli d’oliva di qualità, come “poco sani”… Ancora la Gran Bretagna si fa notare per idee, diciamo originali… E a ruota seguono i cugini francesi… Si tratta del sistema di etichettatura “a semaforo”, che da oltre Manica - e da oltre Alpe con il nutri-score - si sta diffondendo in altri Stati europei (già in  Belgio, Germania e Spagna): è un bollino verde, giallo o rosso che decreta se un cibo è buono o cattivo per la salute di chi lo consuma, basandosi solo sulla percentuale di sale, zuccheri e grassi che contiene… Non considerando gli aspetti salutistici nel suo insieme di prodotti che sono sane eccellenze (specie quelle Dop e Igp) realizzate secondo rigidi disciplinari che ne fanno cibi ricercati, anelati, invidiati e (per questo) falsificati in tutto il mondo con grottesche imitazioni che danneggiano i clienti fruitori (che non conoscono gli “originali”) e naturalmente i “veri produttori”…   A stabilire gli standard sul cibo è il Codex (ente congiunto di Fao e Oms) che sta discutendo una proposta sui principi guida universali per lo sviluppo di etichette “a semaforo” (e/o nutri-score) diffuse in decine di Paesi. Gian Lorenzo Cornedo (già ambasciatore d'Italia in Canada) è il rappresentante permanente del nostro Paese all’Oms, ha inviato una lettera criticando quei profili nutrizionali necessari per il funzionamento dell’etichettatura interpretativa fronte-pacco e le stesse etichette a semaforo inglesi e il nutri-score francese.
Aziende (come Danone e Findus) e catene di supermercati (come Auchan e Carrefour) hanno accettato l’etichettatura in territorio francese, ma sono contrari all’applicazione in Italia, per motivi economici o perché questi argomenti prevalgono sugli interessi dei consumatori.
Paolo De Castro, Primo vicepresidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha commentato l’offensiva in favore di un’etichetta alimentare trasparente e corretta, che non condizioni la scelta del consumatore. Con lui, nella sede dell’Assemblea europea, la collega europarlamentare Elisabetta Gardini, Coldiretti, Federalimentare e Osservatorio sulla criminalità nell’agroalimentare.
De Castro auspica l’apertura di un tavolo di discussione per raggiungere un nuovo sistema armonizzato di valutazione e qualificazione dei valori nutrizionali degli alimenti, capace di dare informazioni veritiere e complete ai consumatori e che possa essere adottato in tutti gli Stati Membri.  E’ davvero paradossale che il “labelling a semaforo” penalizzi con un “bollino rosso” l’olio extra vergine di oliva rispetto a un olio di semi vari, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano Dop rispetto a un formaggio prodotto senza latte e così anche per altre eccellenze quali il prosciutto di Parma o il San Daniele, rispetto ad altri prodotti “misconosciuti” invece “promossi” con il “bollino verde” (!) anche se evidentemente non all’altezza dei tratti salutistici dei nostri Dop e Igp. 
Il Parlamento europeo ha già espresso la sua contrarietà a questi sistemi di etichettatura, chiedendo a grande maggioranza - per arginare quest’ulteriore attacco alle nostre ricchezze alimentari - uno schema europeo di indicazione dell’origine dei prodotti alimentari, come già sperimentato in Italia grazie all’azione del governo. 
Ancora non ci sono evidenze sulla questione da parte di istituzioni quali il Ministero della Salute e quello delle Politiche agricole, che almeno dovrebbero considerarla e prendere una posizione… Anche il Crea – il più importante ente italiano di ricerca sull’agroalimentare, che sul proprio sito dichiara che ogni giorno mette in campo tutte le forze per accrescere la produttività e la competitività del comparto e per garantire la massima tutela del nostro territorio…–  (ente con 2 mila impiegati alle dirette dipendenze del ministero) non prevede tra gli oltre seicento progetti di ricerca che ha in corso di verifica, uno studio sull’etichettatura nutrizionale interpretativa. 
Intanto - forse proprio per questa azione europea? - in questi ultimi tempi si è evidenziato un notevole calo delle vendite di oli, formaggi e prosciutti italiani Dop e Igp…

(GfL)

Philiaz: un viaggio nel gusto ispirandosi a Jules Verne

Il Philiaz è un ristorante che permette l’esperienza unica di compiere il giro del mondo attraverso una cucina multietnica. Attingendo al celebre romanzo di Jules Verne – Il Giro del Mondo in 80 giorni – nasce a Caldaro (BZ) un ristorante il cui tema dominate è “il viaggio”. Il Philiaz, nome di fantasia creato per ricordare il protagonista del romanzo Phileas Fogg, è un nuovo concept restaurant che permette di “viaggiare” attraverso il mondo assaggiando piatti che si ispirano ai molti posti visitati dal protagonista del romanzo, come Suez, Bombay, Hong Kong, San Francisco, New York, Londra...
Il ristorante (con una superba vista lago) è diviso in due sale: nella prima, la sala Fix (nome del poliziotto del romanzo), si possono degustare piatti esotici à la carte, come il Philiaz Kebap “Persian Art”, i “Cook Island Tiger Shrimps”, i “Korean Tacos” e diversi variazioni di “Dim Sum”, creati dal giovane team di cucina con i resident chefs (Chef di cucina: Martin Crnomarkovic e Jens Liefke, Chef de partie: Daniele Lampis, Manuel Zenoiani, Kebba Sowe).
Nella seconda, la sala Auda (come l’amata del Signor Fogg), si alternano chef provenienti da diversi Paesi del mondo che ogni due mesi offrono un menù particolare e raffinato, come lo Chef Guest Anirudh Arora (Londra) o Serban Mihai Pavel, del Bodil di Copenhagen.
“Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con la mente”. Questa una delle celebri frasi del romanzo che parafrasata potrebbe diventare: “Era un uomo che doveva aver viaggiato dappertutto, per lo meno con il gusto”. Seguendo alla lettera queste indicazioni, al Philiaz di Caldaro si viaggia per il globo assaporando piatti completamente diversi e originali, accompagnati da una cantina completa di oltre 100 etichette, con, ovviamente produttori altoatesini, ma anche con i migliori vini di aziende estere. Inoltre, il Philiaz è un interessante Cocktail Bar, dove si possono degustare ottimi drink dopo cena, oltre ad essere un locale disponibile a ospitare eventi e ricevimenti. Signature drinks, con creazioni internazionali (Originals e Classics), creati dai bartender Lorenzo Mattei e Matthias Mair, come per esempio l’Espresso Martini 2.0. oppure il Philiaz Flip, creato utilizzando ingredienti stagionali (attualmente mela, cannella, mandarino, melograna ...). Completano l’atmosfera del locale un soundtrack stile lounge, house, electro e un concetto di illuminazione particolare (interior nero).
Infine, da mercoledì 4 dicembre, il Philiaz è uno dei primi ristoranti in Europa “cashless”; ovvero, non saranno più accettati pagamenti in contanti per poter offrire un servizio più trasparente, veloce, sicuro e puntuale.

Philiaz, new eatery, craft cocktail Bar & Lounge 
Tel.: (0039) 0471 962904
Katrin Hölzl
Mob. 338-4682590
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  www.philiaz.com

 

Perù, migliore destinazione culinaria al mondo nel 2019

Per l’ottavo anno consecutivo, Perù ha conquistato il titolo di "Migliore Destinazione Culinaria al Mondo" durante i World Travel Awards 2019 (WTA) tenutosi a Muscat, in Oman.  La vittoria di questo premio è stata il coronamento di un 2019 strepitoso, in cui la cucina peruviana si è posizionata ai vertici delle classifiche culinarie mondiali ottenendo numerosi riconoscimenti. Inoltre, sempre quest’anno, due dei più importanti ristoranti del Perù, Maido e Central, si sono classificati tra i primi dieci nella classifica dei "50 Best Restaurants". 
Con la sua tradizione di oltre 3000 anni, la gastronomia peruviana guarda da sempre al futuro con una sola premessa: adattarsi ai gusti, agli interessi e alle esigenze dei consumatori di tutto il mondo in modo etico e sostenibile. 
L’intero bagaglio enogastronomico peruviano è stato tramandato di generazione in generazione, fondendosi durante il passare dei secoli con le tradizioni culinarie importate in Perù dalle altre parti del mondo. Così, sono nate e si sono affermate le numerose cucine di contaminazione che caratterizzano il Perù, come la cucina Nikkei, in cui la tradizione peruviana e giapponese si fondono, o quella Chifa, che nasce dal mix della cucina cinese e peruviana.
La cucina peruviana si distingue poi anche per l'uso dei superfood, che crescono spontaneamente o vengono coltivati in diverse parti del territorio: con i loro alti valori nutrizionali e le qualità benefiche per la salute, sono richiesti in tutto il mondo. Tra i più ricercati ci sono semi, tuberi, radici secche, frutti andini e cereali.
Il premio di "Miglior Destinazione Culinaria al Mondo" si aggiunge anche ad un altro riconoscimento che la cucina peruviana ha ottenuto negli ultimi tempi, quello di "Migliore Destinazione Culinaria del Sud America" del 2019. Inoltre, ben undici ristoranti peruviani figurano nella classifica dei "50 Best Latin America" 2019, tra cui anche Maido e Central, che hanno conquistato un posto anche tra i 50 migliori ristoranti del mondo.
Oltre a questo riconoscimento, il Perù è stato eletto "Migliore destinazione culturale nel mondo" e Machu Pichu si è distinta come "Migliore località turistica nel mondo".

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