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Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Gianfranco Leonardi

Coronavirus: è pandemia, tutti in casa!

Le temute “misure draconiane”, ventilate pochi giorni fa, come extrema ratio dal ministro del consiglio Conte, sono diventate obbligatorie. Si sono rese necessarie per arginare la progressiva espansione del contagio da Covid-19, diventata incontrollabile, visti i risultati dei monitoraggi dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) della Protezione civile, del Ministero della sanità e dell’ISS (Istituto superiore della sanità) numeri in continuo aumento: 10149 gli infetti da noi in Italia - 1797 solo nelle ultime 48 ore…  900 i pazienti in terapia intensiva, ma zero (!) i casi dell’ultimo giorno a Codogno, dove pare ci sia stato il primo focolaio, 1004 sono i guariti e 631 le vittime; l’epidemia ha contagiato in maggioranza gli over 70, ma il 5-7% ha meno di 30 anni.  Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, sono le zone più colpite dall’epidemia, ma ormai in tutte le regioni si registrano casi.  Gli anziani sono i più colpiti, perché spesso soggetti ad altre patologie e perché hanno un’immunità ridotta rispetto ai più giovani, ma sono anche i più assistiti e molti sono quelli già guariti dal Covit-19! 
Mentre procedono intense le ricerche in laboratorio per i vaccini, al momento pare che un farmaco per l’artrite reumatoide, si sia rivelato efficace a contrastare il virus….
Ad oggi (martedì 10 marzo) i casi accertati negli Stati Uniti sono 1037 con 23 decessi, 1784 in Francia  (33); 1695 in Spagna (35); 1565 in Germania (e lì solo 2 i decessi…);  491 in Svizzera, 400 in Norvegia, 382 sia in Olanda che in Gran Bretagna, 355 in Svezia, 267 in Belgio e 262 in Danimarca. Frontiere chiuse con Slovenia, Svizzera, Francia e Austria, dove il valico del Brennero – per ora – resta aperto per merci e frontalieri con certificato medico; sospesi i collegamenti anche via mare con Albania e Malta, pure i voli internazionali bloccati sine die. Aeroporti e stazioni sono stati presi d’assalto lunedì sera, appena annunciata la bozza dei provvedimenti del Governo: in migliaia sono partiti dal nord alla volta del sud… Alla notizia delle restrizioni di tutta Italia in “zona rossa”, con conseguente sospensione delle visite dei parenti, si sono registrate numerose rivolte nelle carceri sovraffollate di tutta Italia (evasioni di massa a Foggia, casi gravi a Bologna e, a Modena, anche diversi detenuti morti e guardie carcerarie ferite…  Il virus è presente in tutte le regioni, quindi le restrizioni indicate dalle disposizioni ministeriali riguardano tutti gli italiani a cui è richiesto di adottare rigorosi comportamenti: sono vietati fino a nuovo ordine convegni, incontri, riunioni e comunque assembramenti che precludano la distanza di sicurezza tra le persone; chiuse fino al 3 aprile, su tutto il territorio nazionale,  scuole di ogni ordine e grado - università comprese - così come palestre, piscine, centri sociali e ricreativi e sospese le attività di bar e ristoranti dalle ore 18,00 in poi; l’ingresso ai clienti nei locali pubblici è scaglionato ed è obbligatorio rispettare il “metro di distanza”; centri commerciali chiusi nel fine settimana, ma le merci continuano a circolare, specie quelle  alimentari che non mancheranno, per evitare gli accaparramenti già verificatisi; restano operativi i supermercati, i take away e le consegne a domicilio. Sospesi i mercati più grandi ad eccezione di quelli rionali; anche i concorsi pubblici sono bloccati, ad eccezione di quelli pro sanità. Le Diocesi hanno vietato la celebrazione di ogni tipo di funzione pastorale, anche se le chiese restano aperte per chi - mantenendo la distanza di sicurezza - voglia recarsi a pregare.  Si ferma anche il campionato di calcio di serie A…
Anche l’economia è in tilt: gravi le ripercussioni in Borsa (così come a Londra e Francoforte) anche per la “guerra del petrolio” fra Arabia Saudita e Russia. A Bruxelles il Parlamento europeo avvia misure concrete: 25 miliardi di euro per la sanità, altri per il settore aereo fermato dappertutto e sono in via di approvazione altre richieste per interventi urgenti… 
Il Governo italiano valuta opportune misure per sostenere le categorie più penalizzate e per i più deboli: in via di temporanea sospensione per famiglie e imprese, lavoratori autonomi compresi, i pagamenti di tasse, mutui, rate di prestiti, leasing, affitti ecc. per IVA e altri tributi (sistema già utilizzato nel caso degli ultimi terremoti).
Intanto sono vietati gli spostamenti non giustificati da un modulo di autocertificazione, deroghe concesse per motivi di lavoro, di salute e cause di forza maggiore dimostrabili. Grande disponibilità e comprensione dimostrano gli addetti delle Forze dell’ordine preposti ai controlli. Si può uscire per fare la spesa, possibilmente nei locali più prossimi al proprio domicilio o residenza, per andare in farmacia, in posta o in banca e per le attività di primaria necessità.
Di fondamentale importanza restano le raccomandazioni di lavarsi le mani frequentemente (con acqua calda e sapone o soluzioni idroalcoliche) di non toccarsi bocca, naso e occhi, di evitare abbracci e strette di mano, di starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le “droplets” (le goccioline espirate). Non prendere farmaci antivirali e antibiotici che non siano prescritti dal medico, pulire con scrupolo le superfici che si toccano con disinfettanti a base di cloro o alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere contagiosi o se si presta assistenza a persone malate. Nel caso di gravi sintomi, non rivolgersi al pronto soccorso, ma al proprio medico di famiglia o contattare il numero telefonico 1500 oppure il 112. 
Artisti del mondo dello spettacolo raccomandano ai “fan” di restare a casa e di seguire le disposizioni emanate, c’è anche chi propone concerti in streaming (via internet)… Grazie a loro!
Dopo avere riferito del “serio”, anche il “faceto”: i partecipanti della trasmissione televisiva “Il grande fratello” sono stati informati della situazione dagli autori e rassicurati dai rispettivi cari… Ma come si dice in questi casi, per loro - già “isolati” per contratto - pare che “the show must go on”… 
L’auspicio è di vedere già nei prossimi giorni segnali di miglioramento, ma restano sempre obbligatori prudenza e ottimismo!
#iorestoacasa

(GfL) 

Toccare il cielo con un dito e cenare al chiaro di luna, osservando le stelle...

Dove? All’Alpinhotel Pacheiner in Carinzia, elegante rifugio a 1900 mt d’altezza, nell’esclusivo osservatorio rooftop. Per “fare un giro nello spazio” e godersi la natura in assoluto relax.
“E quindi uscimmo a riveder le stelle...” scriveva Dante nella sua Divina Commedia. Anche in Carinzia, la suggestiva regione austriaca di laghi e montagne a un passo dall’Italia, c’è un luogo magico dove le stelle sono davvero a portata di mano.
È l’Alpinhotel Pacheiner, elegante rifugio alpino che si erge solitario a 1900 metri di altitudine e che sul tetto, a un passo dal cielo, possiede un vero e proprio osservatorio astronomico dotato di uno dei più grandi telescopi accessibili al pubblico di tutta l’Austria. 
Qui, complice l’aria pulita e il cielo terso, è possibile vivere un’esperienza unica ed emozionante e osservare nel silenzio più totale la Luna, i pianeti, le nebulose e persino intere galassie. Marte, Giove, Venere & co. senza più segreti grazie anche ad interessanti lectures tenute da esperti e ai tour guidati, mattina e sera, aperti anche a chi non soggiorna in hotel. Una full immersion nello spazio alla scoperta dei segreti dell’universo quasi come un vero astronauta (il riferimento al nostro Luca Parmitano da poco rientrato dalla sua seconda missione sulla ISS “Beyond” è doveroso!). Non solo. L’hotel offre anche un’esclusiva “dinner experience”: è possibile infatti cenare sotto le stelle scegliendo tra un menù di 5 portate o una fondue con tanto di osservazione notturna del manto stellato. 
L’osservatorio non è comunque l’unico plus esclusivo del bellissimo Alpinhotel Pacheiner: l’infinity pool esterna (riscaldata a 32° e aperta tutto l’anno) che sembra fondersi col paesaggio circostante annullando il confine tra cielo e terra, è un elemento di design molto suggestivo che appaga la vista e i sensi regalando momenti di relax e benessere unici. All’interno dell’hotel non manca poi un centro benessere per rilassanti massaggi, una grande sauna e un’attrezzatissima fitness room.
Del resto la location dell’hotel è davvero molto suggestiva: circondato da imponenti montagne e prati infiniti il 4 stelle alpino si trova, magnificamente isolato, proprio in cima alla Gerlitzen Alpe, il centro sciistico più cool della Carinzia, accanto alla stazione a monte della funivia, direttamente sulle piste (d’inverno) e sui sentieri escursionisti (d’estate) e offre un contatto con la natura totale nonché viste uniche e spettacolari che spaziano dalle vette circostanti alle limpide acque dell’Ossiacher See (il terzo lago più grande della regione) fino alle cime delle Caravanche, al Friuli e alla Slovenia.

L’elemento naturale è il fil rouge che lega, non solo esteticamente, esterno e interno. Il legno di larice e altri materiali come l’ardesia, la lana di pecora, i bellissimi tessuti in loden e gli arredi easy chic conferiscono alle 31 camere, suite e appartamenti, nonché agli spazi comuni, un senso di benessere, comfort e calda accoglienza che solo una “locanda di montagna” sa dare. Quello che in effetti era l’Alpinhotel Pacheiner 90 anni fa: una semplice e rustica “guesthouse” in cima alla montagna dove potersi fermare per una boccata d’aria pura o un buon pranzo fatto in casa. Nel 2012 Petra e Franz Pacheiner hanno trasformato la locanda in un elegante hotel dove la tradizione ben si sposa con la modernità, in ogni dettaglio: “qui anche il futuro ha un passato e solo le tradizioni ben radicate resistono allo scorrere del tempo”. Così, anche la cucina dell’hotel combina classici della tradizione culinaria della Carinzia con moderne prelibatezze dell’Alpe-Adria (zona che riunisce Carinzia, Italia e Slovenia) in un mix creativo di sapori e colori che deliziano vista e palato, usando esclusivamente prodotti freschi provenienti dalle fattorie locali. 
Al Pacheiner si può gustare la miglior pizza d’alta quota, cotta nel forno a legna secondo la migliore tradizione!
Prezzi del soggiorno a partire da Euro 110,00 per notte (per un minimo di 3 notti) a persona, in camera doppia, con pensione ¾ 

info: www.pacheiner.at/en/zimmer-preise/preisliste.html

(GfL)

La “droplet” che fa traboccare il vaso… è francese!

E’ viva più che mai la diatriba per i nostri prodotti del settore agroalimentare che da lungo tempo sono sotto attacco per l’“italian sounding” (l’imitazione dei prodotti italiani) con valori che raggiungono i 26 miliardi di euro… (per ogni nostro prodotto autentico ce ne sono 2 e mezzo falsi!). Nel 2019 con un milione e trecento mila aziende (più di due milioni e mezzo di addetti) abbiamo esportato 50 miliardi di euro tra cibi e vini (accoppiata che vale 460 miliardi di euro)… Approfittando dello stato delle cose riferito al “Coronavirus” ultimamente molti Stati prendono inopportuni provvedimenti per cautelarsi da accidentali rischi di contaminazioni, come ha fatto la Cina (da che pulpito…) che per limitare eventuali casi dovuti al nuovo virus, ha chiuso le nostre importazioni di ortaggi, frutta e vino, portando i valori economici in questi giorni a un evidente (quanto congruo) calo del 12%!  E gli USA non sono stati a guardare, incrementando la loro politica - volta a favorire i numerosi prodotti “farlocchi” (a imitazione dei nostri) - e, da metà dello scorso gennaio hanno attivato dazi per 3 miliardi su pasta, vino e olio italiani… e adesso stanno studiando altri provvedimenti prendendo a pretesto l’alibi del batterio del momento…  In Grecia, per consentire le regolari importazioni di Grana Padano, è stato espressamente richiesto un bollino “virus free”… 
C’è anche da evidenziare che l’argomento non si esaurisce con gli alimenti, ma considera pure attrezzature, abiti, libri, equipaggiamenti vari che, quando provenienti da casa nostra, sono bloccati per pretestuose “quarantene” alle frontiere, alle dogane, in porti e aeroporti internazionali, sempre per il “timore di contagio”… timore assolutamente infondato, poiché è dimostrato scientificamente che il Coronavirus, si tramette esclusivamente per contagio umano: ciò avviene solo da persona a persona, con le ormai famigerate goccioline… le “droplets”! 
Ciliegina sulla torta: in questi giorni, il programma satirico “Groland Le Zapoi” (una specie di “Striscia la notizia”) trasmesso da una delle principali pay tv francesi (Canal+) ha ripetutamente messo in onda un video della durata di 20 secondi, che mostrava un pizzaiolo – con i tipici tratti dell’italiano “sfigato” come è spesso visto dai cugini d’oltre Alpe: brutto, triste, baffi e barba incolta – che, mentre sfornava una “pizza corona” (ambiguamente intitolata al “covid-19”) per un colpo di tosse, ci sputava sopra del muco (verdastro e schiumoso…) “contaminando schifosamente” il piatto forse più tipico della tradizione gastronomica italiana! Di certo quel video avrebbe voluto suscitare ilarità, ma, invece di risultare ironico, è parso disgustoso e ha lasciato sbigottiti telespettatori, addetti ai lavori e politici, pubblicitari e creativi internazionali compresi. Ovvie le proteste per quella che la nostra Coldiretti definisce “una pugnalata alle spalle per colpire il made in Italy agroalimentare” anche in considerazione dei 5 miliardi di euro (valore record delle nostre esportazioni in Francia nel 2019). Canal+ ha già ritirato la clip shock e si è scusata per la trasmissione di quella sequenza di pessimo gusto (che comunque, ha fatto il giro del mondo)… (per la cronaca la risposta ironica italiana non si è fatta attendere "sfornando" una "pizza notre dame".... irrimediabilmente bruciata...).  
Con l’acume che gli è proprio, Luigi Di Maio interpreta questa situazione come “tentativo di concorrenza sleale che non siamo disposti ad accettare…” e ha attivato la nostra ambasciata a Parigi. Per Giorgia Meloni si è trattato di “immondizia anti-italiana”, per Mara Carfagna “Il video è una schifezza… Nessuno può denigrare l’Italia e i prodotti italiani”. Per fortuna è intervenuta anche la ministra agricola Teresa Bellanova: per lei detto video è “vergognoso e raccapricciante” e ha precisato che l’Italia manda in giro per il mondo, solo cibi sempre di altissima qualità… (il problema così dovrebbe essere liquidato - o quasi - del tutto). Meno male che una volta tanto, popolo e politici, sono tutti d’accordo!  
(GfL)

Coronavirus: la situazione

A due settimane dall’avvento del Covid-19 (Corona Virus Disease 2019) in Italia le restrizioni governative – annunciate dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli (commissario governativo per l'emergenza coronavirus) – dovute alla situazione “infetti”, le suddivisioni in “zone rossa e gialle”, i quotidiani aggiornamenti (al 29 febbraio scorso) con “ricoverati positivi (1049) – deceduti (29) – guariti (50) 4 sono della Liguria – se da una parte hanno ridimensionato le paure del primo momento (con razzia di mascherine, di flaconi di amuchina e assalti ai supermercati) dall’altra, hanno “bloccato” le normali attività sociali, dalla riduzione di orario di fabbriche e aziende commerciali, alla chiusura (ancora fino al prossimo 8 marzo) di scuole e università in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna, alle frequentazioni ai bar, ristoranti, cinema e teatri, senza contare i trasporti, nella fattispecie aeroporti, stazioni ferroviarie e trasporti su gomma, con voli cancellati o posdatati e itinerari interrotti alle frontiere per controlli sanitari e di conseguenza crisi acuta in tutto il settore turismo; per finire con la situazione sport vari... e in particolare il "calcio"! Davvero un gran caos con partite giocate a porte chiuse o rimandate a data da destinarsi (...). Concludendo la breve disamina, a causa di ciò, il Ref Ricerche (società indipendente che affianca aziende, istituzioni, organismi governativi nei processi conoscitivi e decisionali) stima una diminuzione del Pil italiano compresa tra l’1% e il 3% nel primo e secondo trimestre 2020.
In Italia: i governatori di Campania e Marche rendono noti 6 tamponi faringei positivi (rispettivamente 4+2) mentre a Gorizia (Friuli Venezia Giulia) una persona risulta positiva. A Pavia, un giovane asintomatico, di origine pakistana, che doveva restare in quarantena nella sua abitazione in un comune della Lomellina, non ha rispettato la direttiva e si è recato al lavoro in un ristorante cinese del paese; i Carabinieri - subito intervenuti - gli hanno spiegato che non poteva allontanarsi da casa per evitare di contagiare altre persone. L'Ats di Pavia ha avviato controlli nel ristorante dove lavora. In Vaticano le forze di sicurezza anche  domenica hanno controllato i pellegrini uno alla volta col metal detector e garantito una distanza tra loro di diversi metri per evitare eventuali "droplets" (le goccioline da colpi di tosse e starnuti); gli addetti al momento non sono dotati di termo-scanner. Comunque è calata l’affluenza dei pellegrini in piazza san Pietro. Importante notare che ad oggi il numero dei "guariti" ha superato quello degli "infetti"! 
In Europa: in Germania i contagiati sono passati da 66 a 117, più della metà dei casi sono nella Renania settentrionale-Vestfalia, il “land” più popoloso, dove diverse scuole sono state chiuse. Quattro bambini che frequentano l’asilo dove insegna una maestra tedesca contagiata nei giorni scorsi, sono risultati positivi ai test e il turista tedesco che al ritorno da una vacanza a Selva di Val Gardena (in Alto Adige) con sette amici tedeschi che era stato trovato positivo al coronavirus, si era già infettato prima di partire e era tornato a casa proprio perché influenzato. Secondo caso ad Anversa (Belgio) sarebbe un paziente che avrebbe soggiornato in Francia; in Gran Bretagna, con gli ultimi 12 nuovi casi, sono 35 in totale i ricoverati, sei hanno viaggiato di recente dall’Italia e due dall’Iran, ma per uno che non ha effettuato viaggi in zone a rischio, le autorità stanno indagando per capire come possa avere  contratto il virus. In Francia 130 i casi confermati, 9 gravi (lì vietati gli eventi al chiuso con più di 5.000 partecipanti); settimo caso in Croazia, secondo in Belgio, mentre in Spagna sono confermati 73 casi e, nel Principato delle Asturie, contagiati lo scrittore Luis Sepulveda e la moglie Carmen Yanez. Con il cittadino italiano, che alloggiava in un hotel a Tenerife, messo in stato di isolamento, il totale dei casi attivi nelle Isole Canarie sale a 6 (cinque a Tenerife e uno a La Gomera); in Svizzera, due classi di un liceo in quarantena; primi casi positivi in Irlanda e Lussemburgo (persone che sono state in Italia). C'è un altro caso nel Principato di Monaco: oltre alla studentessa di 23 anni di Cannes, trovata positiva dopo un viaggio a Milano, anche un cinquantenne è risultato positivo al tampone ed è stato ricoverato all’ospedale di Archet a Nizza, il suo stato di salute non preoccupa. Il Santuario mariano di Lourdes (Pirenei francesi) per precauzione chiude le piscine (la stagione dei pellegrinaggi di gruppo ricomincerà il 5 aprile, domenica delle Palme). Il Museo del Louvre resta chiuso per richiesta dei dipendenti fino a lunedì 2 marzo. In Armenia primo caso: un cittadino recentemente rientrato da un viaggio in Iran (circa una trentina le persone che sono state in contatto con questo, sono state messe in isolamento). L’Azerbaigian ha chiuso il confine con l’Iran per due settimane. A Mosca, Anna Popova (capo del servizio di controllo per la salute dei consumatori) ha detto alle agenzie di stampa locali che i russi dovrebbero rimanere in patria per evitare di contrarre il virus. Intanto la Turchia – per voce del ministro della Salute di Ankara, Fahrettin Koca – ha tagliato tutti i collegamenti aerei a tempo indeterminato con l’Italia (così come per Corea del Sud e Iraq) rendendo impossibile alla squadra di basket Virtus Bologna (impegnata in Eurocup) di giocare contro il Darussafaka che, se così restassero le cose, vincerebbe a tavolino per la rinuncia (involontaria) dei bolognesi. 
Nel mondo a oggi sono ormai quasi 3 mila i morti per il coronavirus: in Cina 573 nuove infezioni e 35 vittime (i nuovi casi concentrati ancora nella città centrale di Wuhan) intanto 41625 pazienti sono stati dimessi (il 52% delle infezioni); in Corea del Sud i contagiati sono 3526 (quasi il 90% dei nuovi casi sono stati segnalati a Daegu) i decessi 17 e oltre 70 nazioni hanno annullato i viaggi verso il Paese; in Iran, secondo i dati ufficiali, 54 vittime e 978 infetti; prima vittima in Thailandia e primo caso in Repubblica Domenicana (è un italiano arrivato il 22 febbraio scorso); sesto morto in Giappone (potrebbe aver contratto il virus in ospedale).  In Pakistan sono arrivati a 4 i casi positivi, ma due di questi, già segnalati, stanno bene e uno sta per essere dimesso dall’ospedale. In Canada sono 16 i casi riscontrati: oltre che in Ontario, altri sono in British Columbia e nel Quebec. Negli USA, per ora effettuati solo 500 test (anche per l'alto costo dei tamponi) registrati 22 contagi e la prima vittima: una donna cinquantenne dello stato di Washington, inoltre, scuole pubbliche chiuse sulla costa del Pacifico per due presunti casi, uno a nord di Seattle (stato di Washington) e l’altro fuori Portland (in Oregon) dove sembrano essere stati contagiati uno studente e un dipendente. La Casa Bianca valuta possibili blocchi al confine con il Messico, mentre l’American Airlines ha sospeso fino al 24 aprile tutti i voli da e per Milano. Anche la Delta sospende tutti i voli per Milano fino all’1 maggio, come pure la compagnia low cost ungherese Wizz air che ha annunciato la sospensione del collegamento aereo Podgorica-Milano fino al 2 aprile.  Borse dei Paesi del Golfo Persico in caduta libera. Cancellato il gran premio di MotoGp del Qatar previsto a Losail dal 6 all’8 marzo. Primo caso in Ecuador: una cittadina di 70 anni che vive in Spagna, rientrata il 14 febbraio, è in prognosi riservata. Nell'isola di Réunion (oceano Indiano) nella mattina di domenica si sono verificati scontri tra polizia e manifestanti che non volevano fare sbarcare, per paura del coronavirus, i turisti della nave da crociera Sun Princess (battente bandiera britannica, proveniente dal Sudafrica). La nave, che era già stata respinta dal Madagascar, dopo la sosta, domenica sera salperà per Mauritius. In Arabia Saudita ingresso vietato per chi arriva dall’Italia. Il Kuwait ha invitato i suoi cittadini a evitare di viaggiare. In questo bailamme, almeno una nota positiva: la Nasa ha compiuto dei rilevamenti satellitari e le immagini hanno mostrato in Cina un enorme calo dei livelli di inquinamento dovuti, almeno in parte, al rallentamento economico provocato dal coronavirus… 

(GfL)

         

Per il COVID-19 (o Coronavirus) è crisi anche nel “travel”

Ormai è acclarato che il “Coronavirus” - confidenzialmente Covid-19 - ha avuto origine in Cina, precisamente a Wuhan, capoluogo della provincia dell'Hubei, quando, a fine dicembre 2019, è stato segnalato il primo focolaio di polmonite.  Si tratta di un ceppo virale mai identificato in precedenza nell’uomo e la malattia respiratoria è stata chiamata SARS-CoV-2 e Covid-19, “coronavirus disease” (malattia in inglese) 2019.  Oggi - 24 febbraio 2020 - a due mesi di distanza, si è verificato un contagio globale con più di trenta Paesi coinvolti, 79407 casi totali (di cui 77262 in Cina) con 2622 morti (di cui 2595 sempre in Cina) e con 25044 guarigioni! Contagiati (in Cina) 1716 operatori sanitari, di cui 6 deceduti. Inoltre, casi in Sud Corea e Iran (qui i dati non sono comunicati). Un numero limitato di casi è stato riscontrato anche in Thailandia (cinque) Stati Uniti, Canada, Regno Unito e Taiwan (solo casi sospetti) Corea del Sud e Giappone (2 casi) Vietnam e Singapore (3 casi). In Europa, sempre ad oggi, 169 casi, con 3 morti e in Italia - terzo Paese al mondo per contagi - 229 casi, di cui 99 ricoveri in ospedale con sintomi, 23 persone in terapia intensiva e 91 senza sintomi a casa in isolamento, 7 sono quelle decedute (6 in Lombardia) e 2 le guarite. Come sia avvenuto il contagio italiano non è ancora chiaro: i "pazienti zero" non si trovano. Dei tre focolai, in Lombardia e in Veneto, non si riesce a ricostruire l’origine, l'unico sospetto, il manager lombardo di Castiglione d'Adda, è stato “scagionato” dagli esami sierologici.  Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha commentato le misure straordinarie varate dal Governo (il decreto è già stato firmato dal presidente Mattarella) sottolineandole anche in tv intervistato da Fabio Fazio e pure da Barbara D’Urso ieri, domenica 23 sera…  
Provvedimenti sono stati presi in tutti i Paesi: in particolare in Cina sono state applicate restrizioni come sospendere tour domestici e internazionali, pur considerando che i turisti con gli “occhi a mandorla” nel 2018 hanno speso all’estero 130 miliardi di dollari... La situazione varia da città a città: tutti i servizi di autobus, metropolitana e traghetti sono stati sospesi e tutti gli aerei e i treni in uscita sono stati cancellati. Agli abitanti è stato consigliato di non partire (e lì i consigli vanno seguiti…). Le autorità hanno anche chiuso i principali siti turistici tra cui la Città Proibita di Pechino e una sezione della Grande Muraglia e cancellato i principali eventi pubblici in altre parti del Paese. Da noi in Italia, annunciate misure di screening per i passeggeri provenienti dai principali hub aeroportuali dell’Oriente, ovviamente voli aerei cancellati da e per la Cina (ma molti orientali arrivano in Europa dall’Asia fino a Francoforte o a Londra e da lì… vengono in Italia…).  Resta attiva la convenzione di Schengen (circolazione garantita all'interno dell'Unione europea per persone e merci). Le Forze Armate italiane hanno circoscritto le zone “focolaio” (in Lombardia, Veneto e Emilia Romagna) mentre restano chiuse scuole e università almeno fino a lunedì 2 marzo, così come cinema, teatri e musei; partite di calcio non giocate o disputate “a porte chiuse” o rinviate (la Lega Calcio sposta i match di coppa Italia al 13 maggio).  Mentre l’Austria blocca i treni italiani al confine, la Francia mette in quarantena i turisti che arrivano dall’Italia a bordo dei Flixbus, le disposizioni dai Ministeri degli interni e della sanità – la quarta migliore del mondo – impongono ai bar la chiusura alle ore 18, annullano le sfilate di carnevale, le funzioni religiose della Quaresima sono a rischio celebrazione. Sono inspiegabili gli assalti ai supermercati per inutili accaparramenti di vettovaglie (pur non essendoci problemi di rifornimenti!) sono introvabili le “mascherine” e anche i gel disinfettanti per le mani (Amazon li propone in vendita in internet a prezzi spropositati!). Nell’industria, rallentamenti forzati di produzioni e dipendenti invitati a lavorare da casa (smart working); difficoltà anche in borsa, con il Mib sotto di 6 punti (!) in calo anche il prezzo del petrolio e (come sempre nei casi di crisi) invece schizza il valore dell’oro...  Le disposizioni del Ministero della cultura e del turismo prevedono che le agenzie turistiche sospendano in questo periodo le attività nazionali e internazionali, comprese le gite scolastiche.  Anche al mare – per gli alberghi delle tante Riviere dello Stivale – la situazione può dirsi compromessa per via delle disdette collegate a eventi turistici e sportivi, che fioccano (oltre alle migliaia di cancellazioni, si aggiungono le mancate prenotazioni per il secondo semestre 2020, normalmente a buon punto in questo periodo  dell’anno).  Federturismo Confindustria ha chiesto lo stato di crisi per il settore e di attivare tutte le misure di supporto a tutela dei posti di lavoro (oltre 4 milioni) e della vita stessa delle imprese interessate, rilevando una perdita - finora - di 5 miliardi di euro, senza contare che al momento è impossibile stimare il vero danno a causa della evoluzione (drammatica e ancora in corso) per il comparto che rappresenta il 10% del Pil nazionale.  Dunque si raccomanda grande attenzione: seguiamo le basilari norme igieniche, evitiamo le paure ingiustificate e gli atteggiamenti che possano creare panico, diamo credito solo ai canali ufficiali dell’informazione per evitare le tante “fake news” che circolano e, nel caso di segnali allarmanti, contattiamo il numero di telefono nazionale 15000 - o i numeri verdi unici regionali: per la Lombardia 800 89 45 45, per il Piemonte: 800 333 444, per il Veneto: 800 46 23 40, per l'Emilia Romagna 800 033 033, per la Campania: 800 90 96 99 e per Piacenza: 0523 317979 -.   
(GfL)

Storia delle maschere veneziane

Andare a Venezia in questi giorni: con o senza maschera? A pochi giorni dal giovedì o martedì grasso, meglio non farsi trovare sprovvisti e invece munirsi di una “bautta” o di una delle tante maschere in vendita o a noleggio, così si rispetta la tradizione e in qualche modo si mantiene l’anonimato. Le belle maschere veneziane sono conosciute in tutto il mondo. Nella cultura della Serenissima con il termine “maschera” si indicava l’attività di “mettersi barba e baffi finti” e “maschera” era anche il soprannome dato alle donne che si travestivano da uomini e agli uomini che si travestivano da donne. Eredità di antichi culti ma anche simbolo della libertà e della trasgressione a tutte le regole sociali imposte dalla Repubblica di Venezia… Gli antichi romani chiamavano la maschera del teatro “persona” che la dice lunga su chi siamo davvero. La bautta è forse la maschera più famosa ed ha una storia interessante: è comparsa a Venezia tra il XV ed il XVI secolo ed è tutt’oggi nota come il travestimento veneziano per antonomasia. Del resto a chi indossava questa maschera era consentito vagare per calli e campi anche nei giorni particolari quali quelli di San Marco e dell’Ascensione deputati all’elezione di dogi e procuratori. In quegli stessi giorni invece tutte le altre maschere erano bandite per evitare pericolose infiltrazioni di nemici o attentatori del Doge e dei membri del Maggior Consiglio. La bautta è una maschera bianca denominata “larva” da portare assieme ad un mantello lungo fino in vita (tabarro) e ad un cappello a tricorno. A dare un aspetto ancora più misterioso il labbro superiore deformato e allungato in modo che anche la voce di chi la indossa risulti irriconoscibile. In tal modo l’anonimato era ed è assicurato. La conformazione della maschera permette persino di bere e mangiare, senza toglierla. La bautta era utilizzata anche a teatro o durante le feste, in incontri galanti ed ogni volta che si desiderava la libertà di corteggiare od essere corteggiati, garantendosi reciprocamente il totale anonimato. Ancora oggi la bautta conserva un’aura di complicità e mistero. Oltre alla bautta, c’era e c’è la cosiddetta “gnaga” indossata un tempo dagli uomini: una maschera col muso da gatta e il resto dell’abito femminile, la cesta in braccio, con piccoli mici dentro. Una sorta di maschera balia che col suo fare “felino” solletica l’immaginario maschile e femminile. Le donne poi un tempo  indossavano la cosiddetta “moretta”, una piccola maschera di velluto scuro, portata con un delicato cappellino e con degli indumenti dalle velature raffinate. La moretta era un travestimento muto, poiché la maschera doveva reggersi sul volto tenendo un bottone o una estremità dentro la bocca e per questo motivo aveva anche il nome di “servetta muta”. Ma chi le costruiva? C’erano a Venezia dei veri e propri artigiani della maschera, i cosiddetti “maschereri” che costituivano una specializzazione dell’arte dei “Dipinteri”: essi dovevano rispettate delle regole rigide e si erano dati uno statuto ben preciso risalente al 1436. Eppure sin dal Medioevo esistevano norme sulle maschere. Infatti Il primo documento ufficiale che dichiara il Carnevale di Venezia una festa pubblica è un editto del 1296, quando il Senato veneziano sancì come festivo il giorno precedente la Quaresima. In quell’epoca e ancora per molti secoli, il Carnevale durava sei settimane, dal 26 dicembre al mercoledì delle Ceneri, anche se i festeggiamenti cominciavano già dai primi giorni di ottobre.

Fu sotto il dogado dei Foscari – inizio del XV secolo – che la festa di Carnevale fu istituzionalizzata e si affermò come rito ricorrente ogni anno.  Allora il Carnevale durava sei mesi. E dove comperarla? In qualche bel negozio lungo le calli veneziane del centro storico. Ma bisogna fare particolare attenzione alle truffe: infatti la guardia di finanza ha recentemente sequestrato 42mila maschere tipiche del Carnevale, per un valore commerciale di diverse decine di migliaia di euro, non in regola con la disciplina sul made in Italy.

E’ bene guardare con cura le etichette che devono riportare il tricolore della bandiera italiana e una sorta di certificato di garanzia che attesti la loro realizzazione “a mano” nella città lagunare. E se le scritte sono a caratteri minuscoli, dobbiamo prestare la massima attenzione.

Con questi accorgimenti, una volta acquistati maschera e costume, saremo pronti per ogni occasione di divertimento.

ULISSE. L’arte e il mito

E’ stata aperta il 15 febbraio 2020 presso la prestigiosa sede dei Musei San Domenico di Forlì la quindicesima mostra consecutiva, dal titolo “ULISSE. L’arte e il mito” che si concluderà il 21 giugno 2020. La Mostra, anziché prendere in esame, come per il passato, singoli pittori, scultori, periodi storici, ecc., ripercorre, attraverso i secoli, le vicende e le tribolazioni del più antico e moderno personaggio della letteratura occidentale: Ulisse (“l’uomo dal multiforme ingegno”).
Il tema sviluppato dalla mostra è quello del mito di Ulisse, che da oltre tremila anni avvince e affascina: da Omero a Dante, dal Tasso della Gerusalemme Liberata fino ad arrivare all’Ulisse di James Joyce e alla filmografia del Novecento.
La straordinaria ed emozionante mostra si snoda attraverso le sale del vasto ed antico convento di San Domenico, iniziando dalla magnifica ex chiesa di San Giacomo in un percorso culturale, dall’antichità classica al Novecento, suddiviso in 16 sezioni, che comprendono pittura, scultura, miniature, mosaici, ceramiche, arazzi, opere grafiche e libri.
A partire dall’Ulisse di Sperlonga (immagine simbolo della grande mostra) opera in marmo risalente al 1° secolo d.C. ai tanti capolavori dell’arte greca, etrusca, romana, fino al rinascimento e ai grandi artisti dell’arte contemporanea.
A tal proposito, nella suggestiva cornice della chiesa di San Giacomo si può ammirare il “Concilio degli dei” di Rubens, la “Penelope” del Beccafumi, la “Circe invidiosa” di Waterouse (proveniente dall’Australia) le “Muse inquietanti” di De Chirico, “l’Ulisse” di Arturo Martini e l’alto cavallo in alluminio di Mimmo Paladino.   
Nello stesso ambiente è esposto un ritrovamento eccezionale: la nave arcaica di Gela, tra le più antiche del mondo (VI e V sec. a. C.) il cui recupero è terminato nel 2008.
Della nave si possono ammirare i rostri, l’ossatura portante e parte del carico: un tripode di bronzo, un cestino di vimini (!) e lingotti di oricalco (lega di rame e zinco utilizzata per monetazione).
Nelle sale che seguono, percorrendo l’ampio convento, ben 250 opere d’arte provenienti dai più importanti musei nazionali e internazionali (Musée d’Orsay di Parigi, Royal Academy di Londra, Ermitage di S. Pietroburgo, Musei Vaticani, Galleria degli Uffizi, solo per citarne alcuni) avvincono ed entusiasmano i visitatori.
Come nella sezione 5 “Le sirene”, dove si scopre che per i Greci le sirene erano donne seducenti con zampe e code d’uccello; è solo dal secolo VII e VIII d.C. che le sirene sono raffigurate come donne-pesce bellissime che seducono i marinai.
Questa eccezionale mostra, che non può non arricchire la cultura dei visitatori, è stata resa possibile dall’attività della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, grazie anche a primari partner quali: Intesa SanPaolo, Hera, Mapei, Elfi e IMA.
Grande interesse riveste infine il catalogo della mostra (Silvana Editoriale).

Cesare Spagna

www.mostraulisse.it       
@mostraUlisseForli (Facebook)      

 

 

Tipicità sanremasche: tanta musica e piatti gustosi!

Sanremo (IM): mare, tanto verde, palme, un uliveto antico, un giardino giapponese, il parco di Villa Ormond, poi la cattedrale di San Siro (XII secolo) e campanile con dodici campane, la chiesa di San Salvatore con le sue cinque cupole, la “Pigna” - il cuore di “Sanrœmu”- con il suo dedalo di “caruggi” sempre animato dai turisti che fotografano i vari pittoreschi angoli e sciamano verso lo storico Casinò e, per farla breve, fino al teatro Ariston, che a febbraio, vuol dire “festival della canzone”, cioè parlare, vedere, ascoltare e anche, mangiare musica… Quest’anno poi era il settantesimo genetliaco del concorso canoro – con Amadeus conduttore e Fiorello ospite fisso, attorniati da tante bellissime… (non solo per la gioia dell’Auditel!) – per la cronaca ha vinto Diodato, ma... il vincitore vero è stato Morgan, autore di una pantomima di cui si parlerà lungamente... (NDR) – e per l’occasione, in questa settimana campale, con clima quasi estivo, “turismo enogastronomico” obbligatorio per tutti - anche per noi, ospiti di generosi ristoratori… (tanto per smentire il luogo comune che vuole i liguri “parsimoniosi”) -.  In questo periodo ci si può rifocillare “on the road”  mettendosi in coda ai tanti “food truck” o nei negozietti che propongono la tipica focaccia o il panino con tartare di tonno rosso e ancora pane e olive, tutti prodotti della tradizione sanremasca che si basa su ingredienti semplici, anche poveri, ma sempre protagonisti di piatti davvero gustosi. Andando nello specifico, non bisogna dimenticare di assaggiare la fragrante “Sardenaira”, salsa di pomodoro, capperi e acciughe, in pratica la pizza di Sanremo di una volta e pure la “torta verde”, con riso e verdure di stagione avvolte in una sottile sfoglia e la “Buridda” con totani, polipi e calamari e persino lo stoccafisso “Brandacujun” (non è una parolaccia!) mantecato con patate e aglio, condito con olio d’oliva extra vergine, sempre rigorosamente di produzione locale! E, se potete, non mancate di godervi la pasta fatta in casa: i ravioli di borragine e le tradizionali trofie al pesto. Inoltre le altre tipicità come le verdure dell’orto ripiene di magro, le carni bianche alle erbe aromatiche, il coniglio con le olive preparato in umido e innaffiato con il Vermentino Doc, prodotto con uve della Riviera di ponente, dei Colli di Luni, del Golfo del Tigullio e della Valpolcevera: si presenta giallo paglierino con riflessi verdognoli, profumo delicato e sapore secco tendente all'amarognolo. Ma protagonista assoluto dei piatti della cucina ligure, è il pescato del Mar Ligure, grazie al probo lavoro della piccola flotta di Sanremo che ogni giorno rifornisce il mercato ittico e da lì i ristoranti della marina con gallinella, nasello, pesce spada e tonno, branzini o orate e specialmente il ricercato pregiatissimo gambero di Sanremo. Il pesce alla ligure si prepara in umido con pinoli, olio (Evo locale) olive taggiasche, rosmarino e con le patate o, in stagione, con i carciofi freschi. Ultimamente è sempre più richiesto anche il pesce al crudo. Per gustare come si deve i piatti della tradizione ligure, ci sono i ristoranti di Sanremo: nella città vecchia (alla Pigna) c’è La Porta Verde (gestito dallo chef Francesco, beato tra le collaboratrici) dove si gustano deliziose alici marinate, pasta fatta in casa, anche gnocchi con broccoli e vongole o orecchiette ai frutti di mare, poi - una contaminazione con la cucina siciliana - carciofi in padella, caponata e per finire, tiramisù o mousse di mango. Su corso Mombello a 200 metri dal teatro Ariston, c’è il Flipper, al porto, piccolo, ma carino, offre bollicine di benvenuto ed è noto per gli antipasti misti, in particolare per i gamberetti avvolti nel lardo, per il suo spaghetto al pesto (con basilico di Prà) i tagliolini al granchio e per fare concludere con i formaggi (incredibile assortimento!) e la torta cremosa con nocciole; da notare la bella carta dei vini (degustate quelli della Cantina Durin, vini affinati nelle grotte preistoriche di Toirano nell’entroterra di Borghetto Santo Spirito, Savona); e ancora, il Quintessenza Restaurant, nel centro di Sanremo, alla fine del corso pedonale, verso il casinò: lì, da assaggiare, la tartare di tonno su letto di fragole, brandacujun (stoccafisso ammollato, patate, spicchio d’aglio e prezzemolo fresco, pinoli, limone, sale e pepe) anche polpo e capesante, poi tagliolini neri con polpa di riccio, rombo chiodato con carciofi e se ce la fate, la grigliata reale, tutto innaffiato da un Pigato Docg tipico da uve dei vitigni albenganesi: bianco secco, giallo paglierino scarico, con riflessi tendenti al dorato, fruttato, fragrante, persistente, con sentori di pesca matura e miele, fiori freschi; ha sapore secco, ma resta morbido, buon corpo con piacevole fondo amarognolo). Dopo una settimana di degustazioni sanremasche (leggasi abbuffate…) per noi l’appuntamento è (almeno) al prossimo festival!

(GfL)

La Trattoria Barcaneta di Marano

Giornalisti e dirigenti dell’“Associazione Borghi d’Europa”, in trasferta in Friuli, hanno colto l’occasione per passare da Marano Lagunare (UD) - Maran, comunità di parlata veneta, 1800 anime - il piccolo borgo dalla storia millenaria dell’alto Adriatico, ubicato tra Lignano Sabbiadoro e Grado, con tanto di torre medievale romanica e pozzo in piazza. Tutto intorno, la laguna di grande bellezza e valore naturalistico che non è frutto del corso naturale degli eventi, ma del lavoro gravoso dei Maranesi che solidificarono le “mote”, scavarono le “cavane”, costruirono i “casoni” (tipici manufatti di canne e legno ad uso dei pescatori) e mantennero praticabili le vie d’acqua per trarre sostentamento dall’attività di pesca costiera, oggi meno in laguna e più in mare aperto, dove quantità e varietà di prodotto, sono maggiori. Insieme a Grado e Trieste, Marano è uno dei più importanti mercati ittici dell’Adriatico e la flotta di pescherecci, al ritorno dalle battute, rifornisce i tanti (più di una decina solo lì!) tra ristoranti e osterie della zona, di spigole (o branzini) orate, passere e anguille, oltre a cefali e, stagionalmente, piccoli ghiozzi (detti “goo”) latterini, “nono”, vongole veraci e fasolari (molluschi bivalve dalla forma quasi ovale e superficie liscia, lucida rossastra, con sottili strie concentriche) e ancora seppie, “schili”, “almolà”, “paselere”, “nase” e qualche volta anche i rari “calamari marroni”… Questi,  li prepara - con Marco - Claudio Moretti, patron della Barcaneda (in piazza Marii a Marano) secondo l’antica tradizione veneta. Il suo locale (ci si arriva solo a piedi, ma si parcheggia lì vicino) è un vero rifugio per chi ama la buona tavola, sana e di stagione: ci sono due salette (35 coperti) in un ambiente accogliente, confortevole (e anche romantico, se ci si appropinqua davanti al grande camino all’entrata…). Si deve  cominciare con un antipasto, vera prelibatezza: il “salame di anguilla” (“brevetto” Barcaneta!) gustato con un’ottima Malvasia in purezza della Cantina Bortolusso, sita in loco (giallo paglierino, frutta esotica, agrumi, note speziate, fresca e vivace) e in alternativa una bionda Arsura Lager del birrificio artigianale, proprio maranese “620 passi” (birra chiara leggera, con sentori di cereali e note erbacee da luppoli tedeschi e cechi) poi una deliziosa tagliata di “ombrina” con cipolla di Tropea croccante e mousse di ricciola; volendo proseguire, la scelta è sempre ricca: capesante su spinacini e salsa all'arancia, canestrelli scottati, calamaretti spillo e radicchio, insalatina “granciporro” (granchio) code di gamberi cotte al vapore su crema di zucca e topinambur e, ancora, granceole, sarde in saor, “canoce” (cicale di mare) gratinate alla maranese col pan grattato – con queste, ottimo il Friulano, Cantina Bortolusso (colore giallo paglierino brillante, profumo delicato e gradevole, con sapore di mandorla amara, asciutto). Adattissima anche la Fipa lpa - sempre del birrificio 620 passi - (luppolatura interamente americana di amarillo, mosaic e simcoe, con parte acre dell'agrume soprattutto in chiusura) – poi cozze, fasolari e altro (a seconda del pescato di giornata)…. Conquistati dall'odore è doveroso assaggiare una zuppetta di pesce con crostini davvero “magistrale” che tenta tutti per il bis… con la quale si beve un Sauvignon della Bortolusso (bianco vivace, giallo paglierino brillante, generoso nei profumi di salvia, foglia di pomodoro e sambuco) e la Cortona Belgian Ale, birra 620 passi (color rubino, dolce e mediamente corposa, con note  di toffee e frutta matura). Secondi: filetto di branzino con cicoria, calamaro (marrone) con radicchio trevigiano e polentina morbida… Stavolta il vino da scegliere è un ottimo Chardonnay (sempre Bortolusso, per non cambiare: giallo paglierino chiaro, sfumature verdognole, struttura armoniosa, delicati profumi di mela e pane) e, sempre del birrificio 620 passi, una “ambrata” di gran qualità: la Indian Pale Ale (luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo). Poi, anguilla allo “speo” (del fiume Stella, davvero a Km. zero!) semplicemente messa sullo spiedo a “fisarmonica”, lasciata sgrassare un paio d’ore e impiattata con puntarelle tirate in padella e polentina… (lascia senza parole!) come il Refosco dal Peduncolo rosso, ideale accompagnamento (ancora fedeli alla Bortolusso… tipico rosso rubino carico con riflessi violacei, leggermente erbaceo con sentori di prugna secca, mora selvatica e sottobosco; sapido, leggermente tannico, di corpo, piacevolmente amarognolo) abbinamento “obbligatorio” e veramente azzeccato per quella buonissima anguilla! E si dimostra all’altezza anche la Imperial Stout Daracò (in maranese “fallo di nuovo”, ovvio, del birrificio 620 passi… di tenore alcolico basso, 6 gradi, aromi intensi di tostato e di torbato, finale secco amaro, persistente, ma non invasivo). Una breve pausa per scambiare i pareri (e prendere fiato…) poi, per concludere in dolcezza, crostata con crema e fragole oppure tiramisù scomposto con biscotto fatto proprio dallo chef e caffè bollente versato sopra al momento, tutto annaffiato da un Verduzzo (ovviamente Bortolusso…) colore giallo-oro, leggermente tannico, di corpo, dolce, con profumo di acacia e sapore di miele, equilibrato e piacevole (ottimo per i dessert!) e con il sorbetto al cucchiaio, mandarino, cedro e menta…  Alla Barcaneta non mancano piccoli, ma importanti dettagli come il pane fatto in casa, caldo con cereali o con prosciutto, l'acqua liscia o frizzante di qualità certificata - scelta eco sostenibile - la carta dei vini, con un centinaio di etichette scelte e il servizio sempre attento, mai invadente. A degustazione – chiamiamola così anche se può essere  sembrato un pranzo luculliano –  piacevolmente terminata, è stata apprezzata specialmente la varietà della proposta, la freschezza dei prodotti e la semplicità delle preparazioni, mai eccessivamente condite o speziate, sempre dal sapore autentico, deciso e - nota di non poco conto – alla fine, proprio il “conto”… davvero onesto! Complimenti Claudio! 
PS: doverosa precisazione: al tavolo degustazione c’erano il dott. Sergio Bortolusso e Roberto Regeni, del “620 passi”… (che i presenti hanno ringraziato).

(GfL)

Trattoria Barcaneta
Piazza Marii, 7 Marano Lagunare 33050 (UD)
Tel. 043167410 - Cell. 3924050851
www.trattoriabarcaneta.com

Azienda Agricola cav. Emiro Bortolusso
Via Oltregorgo, 10  33050 Carlino (UD) 
Tel. 
+39 043167596 - Fax +39 0431640935
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Birrificio 620 passi                
Via Sinodo, 8  33050 Marano Lagunare (UD)
Cell. 3337292430
Chiuso: Lunedì, Martedì, Mercoledì
www.620passi.com

Vacanze 2020: l’Emilia Romagna al FITUR Madrid

Anche l’Emilia Romagna, con la sua offerta turistica, dal 22 al 26 gennaio sarà presente a Madrid, alla quarantesima edizione di FITUR (Feria Internacional de Turismo) con undici operatori turistici regionali: sono del Piacentino (1), Parmense (3), Bolognese (4), Forlivese (1), Ravennate (1), Riminese (1). 
La rassegna fieristica internazionale madrilena è uno dei principali appuntamenti turistici d’inizio anno e leader per i mercati dell’America Latina. L’evento, che nel 2019 ha registrato 253.490 visitatori, ospiterà quest’anno circa 930 espositori.
Lo stand dell’Emilia Romagna, in area Enit e coordinato da Apt Servizi Emilia Romagna, ospiterà 11 operatori turistici regionali che provengono uno dal Piacentino (Only4u Travel Experiences-Gazzola), 3 dal Parmense (Argante Viaggi-Colorno, Parma Incoming, Parma Point), 4 dal Bolognese (Bologna Welcome DMC, Monrif Hotels, Petroniana Viaggi e Turismo, Vivara Viaggi), uno dal Forlivese (Borgo Condé Wine Resort), uno dal Ravennate (Ias Tourist-Cervia) e uno dal Riminese (Malatesta Viaggi-Rimini). A Madrid sarà presente anche una rappresentanza della Destinazione Turistica “Emilia”.
L’Emilia Romagna è ben collegata alla Spagna con una serie di voli sull’Aeroporto di Bologna. Sono dieci le città spagnole che hanno voli di linea annuali con il “Marconi”: Alicante, Barcellona, Fuerteventura, Lanzarote, Madrid, Malaga, Santander, Siviglia, Tenerife, Valencia. Questi collegamenti aerei hanno diverse frequenze settimanali (con 4 voli giornalieri per Barcellona e 4 per Madrid) e, durante l’estate, lo scalo di Bologna è collegato, più volte alla settimana, anche con altre quattro città spagnole: Gran Canaria, Ibiza, Palma, Mahon.
Nel 2019, questo importante numero di voli nello scalo di Bologna, ha fatto registrare 1.302.254 passeggeri, da e per la Spagna, con un aumento del +7,7 per cento rispetto al 2018.Lo stand regionale a FITUR Madrid sarà personalizzato con alcune immagini dedicate alle città d’arte, all’offerta balneare e alla Food Valley dell’Emilia Romagna. E un grande pannello presenterà i grandi eventi 2020-21 in Emilia Romagna: “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”; il “Motor Valley Fest” di Modena (14-17 maggio); i cento anni dalla nascita del regista Federico Fellini; i duecento anni dalla nascita del padre della cucina regionale italiana Pellegrino Artusi, nonché le iniziative Ravennati legate all’avvicinarsi ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, celebrati nel 2021.

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