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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Bettelmatt: gioiello di montagna

Una vera e propria “chicca” casearia del nord Piemonte, una produzione limitata, meno di 6 mila forme all’anno, realizzata solo ed esclusivamente in alpeggio tra i 1800 e i 2400 metri di altezza. I produttori sono 8 raggruppati in una Associazione e operativi su 7 alpeggi. Siamo in Val d’Ossola ultimo lembo di montagna italiano prima di sconfinare in Svizzera, qui tra il 1200 e il 1300 avvenne la colonizzazione alpina della popolazione Walser e fu in quel periodo storico che il formaggio prodotto veniva utilizzato come moneta di scambio per il pagamento degli affitti per le concessioni degli alpeggi. Il nome “Bettelmatt” risale a quell’epoca e deriva da “battel” che significa questua e “matt” che in lingua germanica sta a significare pascolo. Ancora oggi lo si produce con il latte delle mucche, in maggioranza di razza Bruna Italiana, che si nutrono di erbe e essenze dei rigogliosi e generosi pascoli, elementi che conferiscono al latte profumi e sapori straordinari. Qui la montagna è un vero paradiso naturale dove si possono vivere passeggiate ed escursioni in compagnia delle nuvole, respirando aria pura, abbracciando la natura e la pace e dove il suono dei campanacci delle mucche al pascolo sono l’unica colonna sonora. E’ formaggio delizioso e pregiato, dal colore giallo chiaro con occhiatura ridotta. Appena lo si assaggia ne si percepisce subito la morbidezza miscelata alla dolcezza, poi si gustano le note più intense quelle che esaltano le erbe e i sapori del pascolo. 
I 7 alpeggi sono posizionati tra la Valle Antigorio e la Val Formazza sui territori dei Comuni di Baceno, Premia e Formazza. Gli animali vengono munti due volte al giorno e la produzione del formaggio a latte crudo intero avviene dopo ogni mungitura. Le forme, per le quali si utilizzano circa 50 litri di latte per ognuna, pesano dai 4 ai 5 chilogrammi. La lavorazione richiede dalle 3 alle 4 ore di lavoro. Il latte appena munto viene posizionato in caldaie di rame, scaldato a fuoco vivo e addizionato del caglio. La coagulazione può durare anche 50 minuti, dopo di che, la massa viene rotta a mano in piccoli granuli. Dopo la rottura si porta la temperatura della massa a circa 45 gradi, poi la si estrae e la si ripone nelle fascere, che ne daranno la forma e, infine, pressata per 12 ore.  Si passa poi alla salatura e alla stagionatura durante la quale si provvede a girare e spazzolare le forme con costanza e attenzione. La stagionatura minima del formaggio è di 60 giorni, ma soltanto le forme migliori saranno prescelte per essere marchiate come Bettelmatt e vendute: quasi sempre prima delle feste natalizie per via della produzione limitata. Il costo è più oneroso rispetto ad altri formaggi, ma ne vale decisamente la pena per il grande piacere di gustare una specialità.
Il Bettelmatt è indubbiamente motivo di richiamo turistico per queste montagne ma anche espressione di competizione sportiva. Nel 2007 infatti Gianluca Barp, operatore turistico, ha ideato la “BUT”: Bettelmatt Ultra Trail. Si tratta della BUT Formazza - Salomon Challenge - ovvero una corsa in solitaria sui sentieri e sugli alpeggi alla scoperta dei gioielli del territorio. Per il 2020 si può optare per la Bettelmatt Trail da 52 Km o per la Bettelmatt Sky Race di 35 Km, o ancora per la Bettelmatt Race di 22 Km.
Quest’anno per via dell’emergenza Covid l’organizzazione ha dovuto mettere in campo dei cambiamenti ma senza eliminare la competizione che ha avuto inizio il primo luglio e si concluderà domenica 20 settembre. Come fare per partecipare? Ecco le indicazioni giuste: 
La partenza e l’arrivo sono dal borgo di Riale, piccola perla della Val Formazza a 1731 metri d’altitudine. I partecipanti potranno registrare la propria prestazione e poi condividere la traccia GPS e il tempo ottenuto con gli organizzatori, che alla chiusura dell’evento provvederanno a stilare una “classifica virtuale” con tanto di premiazioni. E se da una parte gli atleti professionisti potranno sfidarsi, anche se a distanza, rintuzzando vecchie rivalità sportive o provando ad emergere come nuovi protagonisti della gara, i semplici amanti della montagna avranno, invece, l’occasione di godersi con la giusta calma e all’andatura preferita i tesori naturali del territorio.”
I percorsi della BUT sono accattivanti e molto interessanti, parliamo di 2 passi alpini a 2500 metri, 5 bacini idroelettrici. 6 rifugi di cui uno a 3 mila metri, la suggestiva cascata del Toce alta oltre 150 metri, poi i caratteristici insediamenti Walser e, naturalmente, gli alpeggi dove si produce il formaggio.
Per partecipare non ci sono costi di iscrizione, è sufficiente avere la giusta attrezzatura, una sana passione per la montagna e la voglia di stare all’aria aperta. Inutile dire che la competizione è un’occasione per scattare entusiasmanti foto da utilizzare e condividere sui social.
E’ comunque una sfida “eroica” così come “eroico” viene definito il Bettelmatt delle Alpi Lepontine, un formaggio d’altri tempi e di oggi, un’eccellenza casearia della Regione amata dai gourmet e molto apprezzata da chi non finisce il pasto senza il sapore del latte.

Fabrizio Salce

https://bettelmattultratrail.it/
http://www.casarecasari.it/associazione-produttori-formaggio-bettelmatt

La nona edizione di MADE IN MALGA rinviata al 2021 

Made in Malga, l’evento nazionale dedicato ai formaggi e ai prodotti di montagna tradizionalmente in programma nella prima e nella seconda settimana di settembre ad Asiago e nell’Altopiano dei 7 Comuni viene rinviata al 2021. Una decisione necessaria, sebbene sofferta, una scelta di responsabilità, presa d’intensa tra il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, il Comune di Asiago e la segreteria organizzativa di Guru Comunicazione. 
Per Fiorenzo Rigoni, presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago: “Fino all’ultimo abbiamo creduto di poter realizzare questo appuntamento così amato e atteso. Purtroppo, il senso di responsabilità che la situazione di pandemia impone verso visitatori ed espositori, ci induce alla cautela, visto che proprio la produzione di Asiago DOP è un volano capace di richiamare su questo territorio numerosi visitatori italiani ed esteri. Malghe e caseifici produttori di Asiago DOP Prodotto della Montagna danno con fiducia appuntamento all’edizione del 2021 che celebrerà la ricchezza della nostra migliore produzione casearia e la lunga tradizione che distingue il nostro territorio.
“Con senso di responsabilità e adempiendo al protocollo Asiago Sette Comuni destinazione sicura redatto dal manager Josep Ejarque, di comune accordo con gli organizzatori abbiamo deciso di mettere al primo posto la tutela della salute dei nostri cittadini e dei nostri ospiti - aggiunge Nicola Lobbia, Assessore al Turismo e Agricoltura del Comune di Asiago -  Abbiamo aspettato fino all' ultimo per comprendere l'evolversi della situazione che, seppur migliorata, non fornisce ancora quella serenità per proporre un evento di tale portata che, come sappiamo, richiama ad Asiago migliaia di persone Lavoreremo fin da subito per progettare un’edizione indimenticabile nel 2021; questo tempo sarà utile per innovare questa manifestazione che dà lustro alle malghe, la nostra più importante identità.”
Conclude Luca Olivan, della società Guru Comunicazione: “Le aspettative per l’edizione 2020 sono alte. Sia da parte dei visitatori che dimostrano grande interesse e vivacità nei social, sia degli espositori, visto che sono sempre più numerose le richieste di partecipazione. Da qui la consapevolezza che sarebbe stato rischioso contenere l’evento e far rispettare le disposizioni in materia di sicurezza. Ridurre le attività del programma per noi è impensabile. Made in Malga, o si fa come dev’essere fatta o è meglio non farla. Diamo a tutti appuntamento a settembre 2021 per un’edizione completa ed anzi, ancora più ricca! Nel frattempo nel sito, nel magazine e nei social continueremo a comunicare i valori e le bontà delle produzioni di montagna.”

MADE IN MALGA® 2021
Info e contatti  Novella Gioga  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Direzione evento Luca Olivan  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Con il Patrocinio del Comune di Asiago   
Partner  Consorzio Tutela Formaggio Asiago

www.madeinmalga.it

Vini De Stefano: sapore d'Irpinia

Francesco & Francesco, due imprenditori, due giovani imprenditori, due cugini uniti dall’amore per la propria terra, dalla passione per il mondo enologico, dalla voglia di fare: di fare bene! E allora eccoli protagonisti di un progetto operativo, dinamico e innovativo, che li colloca in prima linea nella produzione di vini tipici del territorio su cui lavorano.
Siamo in Irpinia, la zona è quella legata ai Comuni di Partenopoli, Taurasi, Tufo, terre note per l’alta vocazione vitivinicola nel vero cuore della DOCG Greco di Tufo. Qui i due cugini De Stefano, dopo un’accurata e attenta selezione dei vigneti, portano avanti la loro filosofia aziendale: produrre grandi vini partendo da un buon lavoro in vigna. Solo da grandi terroir si ottengono vini pregiati, autentici e decisamente gradevoli. Quel rapporto fondamentale che unisce un vitigno alle condizioni del microclima e alle peculiarità della terra su cui cresce e matura offrono determinate caratteristiche ai vini che troviamo in bottiglia.
Ed è proprio con un Greco di Tufo DOCG che i due giovani hanno dato vita alla loro avventura, un vitigno storico dalle origini che si perdono nel tempo, che dai piedi del Vesuvio ha trovato nei secoli la sua giusta collocazione in Irpinia. Una scelta più che coraggiosa e impegnativa che da subito è stata ottimale per identificare gli obiettivi e il posizionamento del marchio della Cantina Vini De Stefano.
Parliamo di un vino fresco, delicato e armonioso, elegante e di buona struttura, dai piacevoli profumi, ideale per accompagnare il pesce, specialmente se grigliato, ma anche i formaggi a pasta filata come la celebre mozzarella di bufala.
Dopo il Greco di Tufo per i due Francesco è stato il momento di un rosso ovvero l’Irpinia Campi Taurasi DOC. Un Aglianico prodotto con uve della sottozona Campi Taurasi. Un vino dal buon corpo e ben strutturato, la sua eleganza la si percepisce subito ed è decisamente atto ad invecchiare nel tempo.
E’ stata poi la volta di un altro bianco di cui spesso ho scritto anche nelle declinazioni di altri territori e di altre regioni d’Italia: la Campania Falanghina IGT, fresca e morbida, un bianco che amo in modo particolare; e di un altro rosso: l’Aglianico Campania IGT, che si presenta al palato vellutato e delicatamente avvolgente.
Vendemmia dopo vendemmia il lavoro e gli intenti procedono. Due anni dopo infatti i De Stefano hanno dato forma alla realizzazione di un Irpinia Aglianico DOC denominato Corticì, nome che prende spunto da una precisa zona della collina Irpina: Corticimolo. E’ un vino importante per la Cantina, ha richiesto molto lavoro e impegno ma che oggi regala quelle soddisfazioni che i giovani produttori speravano di ottenere. Corticì si presenta vero, presente, energico e vigoroso, armonico al contempo vivace.
Anche l’Aglianico è un vitigno storico che riserva grandi emozioni, né si ottengono vini importanti da gustare per il semplice piacere di bere un buon bicchiere o da abbinare a piatti importanti di carni rosse, alle pregiate ricette a base di selvaggina, ai formaggi stagionati e saporiti.
Greco di Tufo, Falanghina, Aglianico, uve e vini di una terra molto interessante dal punto di vista enologico e agricolo. Due ragazzi che hanno le idee chiare, che vogliono offrire al mercato prodotti identificativi della loro porzione di Campania, vini che possano soddisfare i palati più esigenti, quelli degli intenditori per capirci, ma anche le bocche di chi semplicemente ama bere bene. Un buon bicchiere dunque che altro non è che il frutto del lavoro, della passione, di una filosofia di vita e di produzione di due giovani che nel vino sognano il loro futuro. A me non resta che augurargli di crescere sempre, costantemente, e di non mollare mai anche nei momenti più impegnativi che non sono mancati e non mancheranno. La produzione attuale si aggira sulle 30 mila bottiglie.

https://www.vinidestefano.eu 

Fabrizio Salce

Con "Bongiorno Vinegardrink®" la giornata inizia all’insegna del benessere

Monari Federzoni firma l’innovativa gamma di healthy drink bio con Aceto Balsamico di Modena Igp in 5 deliziose varianti frutto di ricerca, sperimentazione e di una costante analisi delle tendenze di mercato, portata avanti sapientemente dall’azienda modenese attiva nel settore dell'Aceto Balsamico di Modena dal 1912.
“Bongiorno” è una innovativa e originale linea di bevande biologiche, la prima della categoria con Aceto Balsamico di Modena Igp e Aceto di Mele disponibile in cinque varianti dai gusti ricercati: arancia, frutti rossi & melograno, limone & zenzero, mela & cannella e miele. Un prodotto unico, dedicato a chi segue uno stile di vita orientato al benessere per iniziare la giornata con gusto ed energia. Consumare Aceto quotidianamente è tra gli ultimi trend nel mondo healthy, un’abitudine che richiama un’antica tradizione legata al consumo di questo prodotto, rintracciabile in diverse culture. Il suo impiego veniva, infatti, associato al benessere digestivo, a proprietà dissetanti, alla riduzione del senso di appetito e a molte altre virtù.  I drink Bongiorno - disponibili in bottiglia di vetro 100% riciclabile - hanno un basso contenuto calorico, sono non gassati, non filtrati, con “madre”: sostanza naturale ricca di fibre. I vinegardrinks Monari Federzoni sono inoltre gluten e OGM free, con solo zuccheri della frutta per un prodotto 100% made in Italy. Le bevande Bongiorno sono ideali gustate subito prima della colazione e, se assunte ogni mattina, contribuiscono alla regolare funzione digestiva. Un nuovo modo per iniziare la giornata all’insegna del benessere grazie a un’alimentazione sana e bilanciata. La colazione è, infatti, considerata fondamentale da 1 italiano su 2 ed è l’unico pasto quotidiano che ha subìto, da qualche anno a questa parte, un incremento delle quantità (per l’8% della popolazione) mentre sono diminuite le porzioni a pranzo (-5%), a cena (-8%) e nel fuori pasto (-22%) - fonte: Istituto Eumetra per Unionfood, 2020 -. Sul versante della qualità, cresce l’attitudine a consumare cibi e bevande che contribuiscono a uno stile di vita salutare, tendenza che nel recente periodo di quarantena ha riguardato il 49% degli italiani, che hanno anche mostrato di preferire prodotti sostenibili (20%) e con packaging rispettosi dell’ambiente (12%) - fonte: Osservatorio Lockdown, Nomisma 2020 -. 
“Quello dell’Aceto Balsamico è un settore dalla lunga e sapiente tradizione, un’arte che si tramanda di generazione in generazione, ma che ancora oggi mostra dinamicità e capacità di innovare - sottolinea Sabrina Federzoni, presidente e amministratore delegato Monari Federzoni Spa. I Bongiorno Vinegardrink® nascono per rispondere a un’abitudine di consumo sempre più diffusa tra i consumatori italiani e quelli all’estero, che pone al centro l’attenzione al benessere e la scelta di prodotti che favoriscono un’alimentazione più sana e consapevole. Una linea di prodotti da ingredienti di alta qualità che ha già riscosso grande successo sui mercati internazionali nei quali operiamo, e che oggi siamo orgogliosi di presentare sul mercato italiano”.
È possibile acquistare Bongiorno Vinegardrink® sul sito www.vinegardrink.it e, nelle città di Milano e Roma, su Amazon Prime Now.

Monari Federzoni SpA
Via Carrate, 24 
41030  Solara di Bomporto (MO) – Italy
T. +39 059 801711
F. +39 059 801713
www.monarifederzoni.it

L’intera gamma di frutta secca Almaverde Bio entra in IKEA Italia

La frutta secca Almaverde Bio rappresenta un vero fiore all’occhiello del marchio più noto del biologico italiano.

Si tratta di una gamma di altissima qualità di prodotti certificati biologici, realizzati dal “Socio Besana spa” e commercializzati da Almaverde Bio Ambiente, la Società dedicata alla vendita dei prodotti ambient a marchio.

La gamma, caratterizzata dal nuovo design del packaging, comprende 18 referenze declinate per caratteristiche nutrizionali e salutistiche.

Si va dal Detox mix, ricco di vitamina E, con mandorle, cranberry e anacardi, all’Omega Mix con anacardi, mandorle e noci, ricco di Omega 3, al Tropical Mix, ricco di fibre, con mango, cocco e anacardio pelato, alle confezioni monoprodotto di mandorle, uva sultanina, mango, pistacchi, alla proposta di semi per arricchire di benessere tutti i piatti con semi di zucca, semi di girasole e mix di semi.

L’offerta degli snack (da 30g) salutari di frutta secca Almaverde Bio sono disponibili dal 18 maggio nei 21 punti vendita IKEA in Italia, nelle aree bar e nei ristoranti della grande catena svedese.

Una proposta di benessere per i clienti IKEA Italia e Almaverde Bio da sempre attenti ad ambiente e sostenibilità ma anche al benessere alimentare che sta alla base della scelta del biologico.

Almaverde Bio è oggi riconosciuto come il primo marchio di biologico in Italia, grazie ad una costante attenzione alla qualità dei propri prodotti e ad un’accurata selezione dei produttori.
Il principale obiettivo di Almaverde Bio è quello di portare sulla tavola dei consumatori prodotti certificati per un’alimentazione sana e consapevole. 
Perché Almaverde Bio è… volersi bene!

Vini, sorrisi e voglia di ripresa: una serata in Oltrepò

Sono passate da pochi minuti le ore sedici quando con la mia auto entro nel piazzale della Tenuta Borgolano. Ritorno dunque a distanza di qualche mese in quel territorio lombardo denominato Oltrepò Pavese. La cantina ha la sua sede nel comune di Montescano e a ricevere me e mia moglie Marina che collabora con il sottoscritto c’è Donatella Quaroni. Donatella oltre ad essere la titolare della Tenuta è una signora gentile e decisamente molto ospitale. Ci attende una serata di degustazioni e, finalmente, ritorniamo anche noi ad apprezzare i vini in compagnia dei loro produttori, dal vivo, dopo i mesi di fermo di cui tutti siete e conoscenza. Ad invitarci è stata la poliedrica Carol Agostini alla quale saranno affidate le presentazioni delle degustazioni che ci attendono per la serata. Bisogna rispettare le normative per il Covid 19 e allora distanze, mascherine, saluti con i gomiti. Col passare delle ore veniamo raggiunti da altri produttori del territorio, ognuno carico di una fresca voglia di raccontare il proprio lavoro e ben propenso ad affiancare Carol nella conduzione del momento di assaggi. Arrivano così: Giorgio Perego che con il fratello Marco hanno rifondato l’azienda agricola del bisnonno Ernesto sulle colline del comune di Rovescala. E’ l’ultimo crinale della Lombardia dove il microclima e la composizione del terreno, prevalentemente calcare e argilla, consentono di avere condizioni ideali per la coltivazione della vite.  Ci raggiunge Mattia Grazioli dell’azienda agricola Grazioli una realtà storica che dagli anni 50 si è sempre dedicata alla vigna. E’ situata nella Frazione Poggiolo di Montù Beccaria e conta 4 ettari. Mattia è un produttore attento al rispetto della natura e alla sua passione affianca una continua ricerca. Poi arrivano Camillo e Giacomo Dal Verme dell’azienda Torre degli Alberi di Colli Verdi. Loro oltre ad essere specializzati in avicoltura e zootecnia bovina, razza Limousine, sono produttori di spumanti biologici da pinot nero in purezza: tre metodi classici e uno Charmat. Al gruppo si uniscono anche Luigi Cagnoni dell’azienda vitivinicola Cagnoni di Montescano con i suoi vini e la sua filosofia produttiva, e Rocco Pepe che arriva da oltre confine con il Piemonte. La sua cantina è infatti situata a San Marzano Oliveto località nei pressi di Nizza Monferrato in provincia di Asti. All’interno della Tenuta Borgolano gli spazi messi a disposizione da Donatella sono ampi e possiamo mantenere con serenità le distanze di sicurezza sanitaria al punto che non ci sono problemi nel momento in cui si aggiungono alla degustazione Maria Lusia Padova e Stefano Strada produttori di zafferano a Dorno nella vicina Lomellina e Andrea Bianchi che invece produce riso di qualità a Spessa Po nel Pavese meridionale nell’azienda Campo dell’Oste. Quando hanno inizio le degustazioni è tutto un piacevole confrontarsi tra produttori, Carol e noi giornalisti tra cui Cinzia Montagna. Si parla dei prodotti, delle scelte lavorative, dei vari interpreti, di presente, passato e futuro dei vini e dell’Oltrepò. E’ una piacevole serata tra pinot nero, barbera, croatina, una trentina di vini con quelli di Donatella Quaroni. C’è voglia di riprendere la vita di sempre, di continuare a lavorare, sperimentare, migliorare. Tra i vini alcuni naturali, dei mono vitigno, degli assemblaggi e anche un macerato. Ognuno parla delle proprie esperienze e al contempo ascolta quelle degli altri. Tra i vini di un’azienda e l’altra assaporiamo dei finger food, alcuni salumi locali, dei rigatoni conditi proprio con lo zafferano e un carosello di formaggi tra i quali spicca la delicatezza della Robiola di Roccaverano DOP. I vini vengono presentati con maestria, andando a scalfire ogni minimo dettaglio, alcuni mi piacciono di più altri meno, come sempre accade in queste occasioni. Ma è l’intento della serata che apprezzo in modo particolare, persone gentili, disponibili al confronto, anche alla critica se ben fatta e costruttiva. La padrona di casa, Donatella Quaroni, è di prim’ordine così come la sua gamma dei vini può tranquillamente soddisfare le esigenze di svariate tipologie di appassionati bevitori; la sua Tenuta di famiglia affonda le radici al lontano 1903. Certo, come in ogni situazione di lavoro non mancano i margini di crescita e miglioramento, per tutti, ma il mio ritorno in Oltrepò è stato più che soddisfacente e spero vivamente, virus permettendo, di tornarci presto facendo visita a tutti i produttori che ci hanno raggiunto a Borgolano.

Fabrizio Salce

GRETA, La Mozzarella di Bufala Campana Dop che ama l’ambiente

GRETA, La Mozzarella di Bufala Campana Dop che ama l’ambiente

Fabrizio Salce

Una vera e propria chicca di sapore all’interno di una nuova confezione. E’ la Mozzarella di Bufala Campana DOP dello storico Caseificio ABC di Vitulazio in
provincia di Caserta. Un packaging e un marchio “Greta” che abbina un nuovo prodotto con la più profonda intenzione di tutelare il pianeta iniziando dalle
piccole cose di tutti i giorni. Per essere più chiari: ridurre la plastica! Ovvero un tema al quale i giovani si stanno sempre più avvicinando a sostegno
dell’ambiente. E’ la “generazione Z” ed è l’esercito di ragazze e ragazzi che chiedono più attenzione verso il nostro mondo, che non nascondono le loro preoccupazioni
sull’attuale impatto ambientale che la vita di oggi con i suoi stili comportamentali imprime. Chiedono ad alta voce rispetto per la terra, prodotti
sempre più naturali che abbiano nel loro processo produttivo un bassissimo impatto sull’ambiente in cui viviamo.
Il progetto “Greta" ha dunque come obiettivo l’attuazione di una politica aziendale del tutto ambientale, sostenibile, che si finalizzi al “No Plastic More”.
La Mozzarella “Greta” è confezionata nei barattoli di vetro e carta ed è a zero ossigeno al fine di evitare contaminazioni esterne. Non solo, il contenitore di
carta all’interno è dotato di una pellicola sottile che rende impermeabile l’interno del barattolo riciclabile secondo la disposizione normativa Europea
CPAP/81. “Greta” è pertanto una Mozzarella che può vantare, oltre alla bontà e alla qualità, un packaging decisamente innovativo vocato ad allungare la vita
del prodotto escludendo contaminazioni esterne e salvaguardando la tutela del consumatore.
Ma perché “Greta”? L’idea del progetto è nata da uno studio relativo ai consumi delle nuove generazioni. Chi sono i nuovi consumatori? Cosa si aspettano per il
futuro? E come influenzeranno le strategie di marketing delle aziende nei prossimi anni? Chi sono e come lavoreranno i rivenditori? Sono interrogativi
molto seri che si pongono le aziende, quelle realtà produttive che non possono non tenere conto del fenomeno GRETA THUMBERG e del suo movimento
legato ai cambiamenti climatici.
Sono le nuove generazioni, ragazze e ragazzi di 15/20 anni nati con il digitale, che cercano informazioni su tutto, chiaramente anche sui prodotti alimentari.
Utilizzano tecnologia e dispositivi, e il loro linguaggio va compreso, interpretato, si orientano su social più consoni alle loro generazioni, utilizzano sistemi di
comunicazione stando attenti alla privacy. Bisogna pertanto parlare la loro lingua. Le aziende devono avere questa consapevolezza che la “generazione Z”
e costantemente connessa motivo per cui Brand & Retailer dovranno mettere a punto strategie innovative idonee alle loro esigenze e che, al contempo,
riescano a creare una determinata fidelizzazione. Questi ragazzi/e che usano e useranno mezzi sempre più veloci, che in poche
righe digitali vogliono info chiare e dettagliate, esigono rispetto per il pianeta, richiedono trasparenza, vogliono prodotti sostenibili; e allora bisogna essere                                                                                                                                                                          in grado di produrre e comunicare pensando che ognuno è figlio del suo tempo.

”Greta” è la Mozzarella che guarda avanti,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        nel rispetto del gusto straordinario che solo una grande Mozzarella di Bufala può offrire al mercato:                                                                                                                                                                                                                                                        perché si sarà sempre più digitali, ma il gusto rimane il gusto. Un buon Tablet funziona meglio se c’è una buona Tavola.

A.B.C. Allevatori Bufalini Casertani – Via Appia km. 196,400 – 81041 Vitulazio (CE)
Per informazioni: tel.+39 0823 621560

LA PASTA, QUELLA BUONA AL FEMMINILE

La pasta, quella buona al femminile

Fabrizio Salce

La pasta, vicino alla pasta, lontano dalla pasta, guardando o mangiando…è sempre pasta e la pasta è la pasta. Quella buona, quella unica, inconfondibile. Quella che vai oltre al piacere del palato, ne assapori retaggi e tradizioni, passione ed emozione. La pasta della storia di una terra, di un popolo, di secoli di impasti e trafilature, di essiccare e cuocere. Per la strade, tra i bambini, in mezzo ai sorrisi e agli schiamazzi, tra i capelli bianchi delle nonne e i baffi degli uomini: tra i visi mediterranei di donne bellissime. Una pasta che non ha eguali per eleganza di sapore perché nasce nella città della pasta: Gragnano!

Ed è a Gragnano che la storia ci racconta dei mulini e dei mugnai della costiera amalfitana che fin dal medioevo trasformavano il grano in farina commercializzandola con Napoli allora sprovvista di strutture di molitura. Ma ben presto quelli stessi uomini divennero esperti pastai e la produzione di pasta di semola dura di prima qualità prese forma grazie anche alle condizioni climatiche ottimali per l’asciugatura. Furono gli eventi del tempo che imposero un lento ma radicale abbandono della costa da parte di quelle genti per trovare nella zona tra Gragnano e Stabia una nuova ubicazione geografica dove portare avanti la prelibata attività centenaria.

Dal passato ai giorni nostri per una pasta e un progetto imprenditoriale che parla al femminile: è il “PASTIFICIO ARTIGIANALE DUCATO D’AMALFI GRAGNANO”. Nato ad ottobre 2019, il Pastificio rappresenta un pregiato esempio di impresa in rosa. Alla sua realizzazione ci hanno pensato cinque donne: Chiara, Tullia, Anna, Antonella e Daniela, donne unite dall’amore per le proprie radici, per Gragnano. E’ una sorta di sfida, dicono, affinché il pastificio sia in grado di respirare il nuovo con l’antico, le tradizioni con le moderne tecnologie.

Il Ducato D'Amalfi Gragnano è pertanto un pastificio specializzato nella produzione artigianale di Pasta di Gragnano IGP. Per la sua preparazione viene utilizzato solo grano 100% italiano e l’acqua proveniente dalle sorgenti dei Monti Lattari. L'impasto esige da tradizione trafile in bronzo e rispetta la tecnica dell'essiccazione lenta a bassa temperatura. Il tempo di essiccazione della pasta può variare dalle 24 alle 36 ore ma per alcuni formati speciali si attendono le 50 ore; il confezionamento avviene rigorosamente a mano.

Con una pasta 100% grano italiano, essiccata a bassa temperatura, si ha un prodotto vivo e naturale che conserva tutti i principi nutritivi, possiede una particolare fragranza, valorizza ogni condimento conservando un sapore unico. Un prodotto di altissima qualità. Anche per il confezionamento della pasta si osservano determinate regole, vengono infatti utilizzate scatole biodegradabili impreziosite da un design che pensa al futuro guardando al passato. Una confezione moderna dai colori blu e verde, il mare e la montagna, ma che riporta anche un antico quadro che parla di storia.

Le donne si sa, hanno un’altra sensibilità, e allora ecco che il pastificio diventa una meta da visitare, perché vedere la lavorazione della pasta dal vivo significa osservare un’arte unica in ogni suo passaggio. Dai reparti di lavorazione si passa all’interno di un’ampia sala degustazione dove gli ospiti possono usufruire di un ristorante da 100 posti in sala e di altri 40 su di un terrazzo dal quale si gode una splendida vista sul Vesuvio. Il piacere non è chiaramente solo per gli occhi, il palato può deliziarsi con tre tipologie di pasta condite in modi differenti e preparate da chef di prim’ordine.

Ma non solo, un’altra sfida delle cinque protagoniste consiste proprio nell’aver creato un pastificio diverso anche dal punto di vista dell’atmosfera, per questo hanno pensato al progetto “Pasta Experience” una vera e propria esplorazione multimediale e multisensoriale nella Pasta di Gragnano IGP, un’immersione nella realtà virtuale della Gragnano del Novecento, attraverso i visori VR in 4D. Esperienza unica.

Degustazioni e visite non sarebbero nulla senza una produzione qualitativamente parlando al top, motivo per cui per lo sviluppo del pastificio è stato coinvolto il maestro pastaio Don Vincenzo di Massa. Più che un maestro si dice sia un mago del settore che dall’età di 14 anni ha le mani nella semola oltre ad essere una memoria storica della città di Gragnano.

Un altro elemento fondamentale per la produzione di una grande pasta di Gragnano IGP è l’acqua. Da sempre le civiltà si sono sviluppate sulle rive dei fiumi e anche per la città di Gragnano e la sua Valle dei Mulini bagnata dal torrente Vernotico, alimentato dalle sorgenti dei Monti Lattari, il destino non è stato differente. Inserita in un paesaggio e in una atmosfera affascinante la falda acquifera è pura, povera di calcare e di cloro: elementi molto importanti per il processo produttivo.

Un pastificio eccellente che produce pasta eccellente, 35 formati tra i quali spaghettoni, pasta mista, ziti, spaghetti alla chitarra, paccheri, candele corte, vesuvio, rigatoni e tanti altri. Presso il punto shop aziendale e direttamente on line sul sito la possibilità di acquistarli e volendo una confezione speciale da ben tre kg con all’interno le tipologie di pasta preferite dal cliente.

“PASTIFICIO ARTIGIANALE DUCATO D’AMALFI GRAGNANO” una storia di un tempo e dei giorni nostri, da Amalfi al mondo via Gragnano, grazie alla caparbietà e alla grande volontà delle donne: perché la pasta, sappiatelo, è donna!

                                                                                                                                              

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A proposito di ambiente, veniamo al SUCCO: il futuro é "SENZA CANNUCCIA"

ARRIVA LA NUOVA LINEA DI BEVANDE ALLA FRUTTA DEDICATE AI BAMBINI:

CON PIU’ FRUTTA, SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI E IN CONFEZIONE SOSTENIBILE SENZA CANNUCCIA


ALMAVERDE BIO LANCIA LA NUOVA LINEA DI BEVANDE ALLA FRUTTA DEDICATE AI BAMBINI: CON PIU’ FRUTTA, SENZA ZUCCHERI AGGIUNTI E IN CONFEZIONE SOSTENIBILE SENZA CANNUCCIA

Almaverde Bio, il marchio leader del biologico italiano punta sempre di più sull’innovazione, sia di prodotto che di packaging nel rispetto di ambiente e salute.

La nuova linea di bevande del Consorzio Almaverde Bio Italia,  si compone di tre gusti molto apprezzati: pesca, mela e ace. Queste nuove proposte  sono state sviluppate mantenendo il più possibile le caratteristiche organolettiche degli ingredienti a cui non sono stati aggiunti zuccheri (contengono naturalmente gli zuccheri della frutta). La linea è dedicata soprattutto ai bambini  ed è l’ideale a colazione o a merenda: ogni bevanda infatti è caratterizzata da un’altissima quantità di frutta utilizzata che va dall’80% per i gusti mela e ace fino all'85% per il gusto pesca. Alla frutta vengono aggiunti solo acqua e aromi naturali che assicurano tutta la freschezza della natura e avvicinano i bambini al consumo garantendo un basso apporto calorico (35 Kcal).  

Le confezioni saranno distribuite in pack da tre brik da 200ml ciascuno, realizzati con materie prime rinnovabili e vegetali. L’attenzione all’ambiente è un valore primario per il brand: con questi nuovi prodotti si vuole progressivamente rinunciare alle cannucce di plastica a favore del sistema di apertura Pull Tab.

La nuova linea di bevande senza zuccheri aggiunti Almaverde Bio, disponbile in distribuzione a partire dal mese di maggio 2020,  si propone come scelta salutare ed etica per un’alimentazione sana e alla portata di tutti.

A partire da MAGGIO 2020 puoi acquistarlo anche direttamente, accedendo a questo link, https://shop.almaverdebio.it/   

ODE al DEMESSE VECCHIE LUGANA DOC

Ode al Demesse Vecchie Lugana Doc

Prodotto con le uve di un vigneto di oltre cinquant’anni, questo vino di Famiglia Olivini si sposa, in tavola, con primi e secondi piatti a base di pesce. Lo chef Fabrizio Albini del “Bianca sul Lago” ha ideato una ricetta, facile da replicare anche a casa, da abbinare a questa etichetta.

Tra le referenze della cantina Famiglia Olivini, che da cinquant’anni esatti produce vino in un territorio, quello posto a sud del Lago di Garda, vocato alla vinificazione del Lugana, merita sicuramente una particolare attenzione il Demesse Vecchie.

Si tratta di un Lugana DOC in purezza prodotto esclusivamente dalle uve raccolte, dopo una surmaturazione in pianta e una successiva selezione dei grappoli, in un vigneto di oltre cinquant’anni, di proprietà dell’azienda. Il lungo affinamento sulle fecce nobili ed il successivo riposo in bottiglia regalano al vino profumi eleganti e maturi. Di questa cru solo un 10% riposa in barriques. Dal colore giallo paglierino, il Demesse Vecchie si presenta con un gusto pieno e rotondo, supportato da una solida struttura e da una notevole persistenza. Eccellente con primi e secondi piatti a base di pesce, con carni bianche, formaggi a pasta dura o molle di media stagionatura.

Ma come degustare al meglio il Demesse Vecchie in questo periodo di permanenza forzata a casa? Per rispondere alla domanda con consigli pratici abbiamo chiesto aiuto a Fabrizio Albini, chef del “Bianca sul Lago” di Oggiono (LC) che ha ideato una gustosa ricetta, facile da replicare: uno spaghetto con merluzzo, peperoncino e yogurt.

Per sostenere l’emergenza Coronavirus Famiglia Olivini ha scelto di supportare l’iniziativa, ideata dal Comune di Brescia e promossa da Ambra Angiolini, Francesco Renga e Fabio Volo, “SOStieni Brescia, dona per la tua città”: per ciascuna bottiglia acquistata, partendo da un minimo di 6, viene donato un euro per aiutare le fasce più fragili della popolazione di uno dei territori più colpiti dalla pandemia.

A proposito di Famiglia Olivini.... la storia della cantina Famiglia Olivini prende vita dalla passione di un imprenditore bresciano per la campagna. Era il 1970 quando tutto ebbe inizio e quello che un tempo era forse solo un hobby oggi, grazie al passaggio di consegne ai nipoti nel 1999, è un progetto in continua crescita ed evoluzione. Giorgio, Giordana e Giovanni, i nipoti, scelgono quotidianamente di condividere un legame che i genitori Graziella e Giulio da anni sentono per questa terra. Una passione sincera, la stessa che la famiglia ripone per l’attività siderurgica, per un patrimonio trasmesso dai nonni. Il percorso dell’azienda si lega a quello professionale dell’enologo Antonio Crescini che da oltre vent’anni segue l’attività in vigna e la produzione in cantina. Produzione che è diversificata nei Lugana Doc (che comprende il metodo classico), Chiaretto, rosé e vini rossi. La gamma si completa con tre grappe e un olio.

In abbinamento al Demesse Vecchie di Famiglia Olivini:

Spaghetto di grano Matt, merluzzo, peperoncino e yogurt

FamigliaOlivini Demesse Vecchie proposta di abbinamento 01 

 

Ricetta di Fabrizio Albini, chef del Bianca sul Lago di Oggiono (LC)

Ricetta per 4 persone

PER IL MERLUZZO

100 g di baccalà bagnato (meglio parti grasse)

50 g pelle di baccalà

40 g scalogno

1 cucchiaio da caffè di peperoncino fresco delicato

150 g olio evo del Garda

Scaldare in una pentola piccola l’olio extravergine di oliva con lo scalogno tritato e il peperoncino, cercando di mantenere la temperatura a circa 80° C. Preparare in una ciotola di acciaio il merluzzo e la pelle fatti a pezzetti e aggiungere pian piano, a filo come per una maionese, l’olio a 80 °C continuando a mescolare fino al raffreddamento.

PER GLI SPAGHETTI

320 g spaghetti Matt Monograno Felicetti

20 g di miele

30 g olio evo del Garda

Cuocere gli spaghetti, scolarli e mantecarli a freddo con il miele e l’olio evo.

IMPIATTAMENTO

20 steli di erba cipollina

10 g di polvere di yogurt magro oppure 50 g di yogurt magro

Buccia di limone verde

Con l’aiuto di una pinza ed un mestolo posizionare gli spaghetti al centro dei piatti,

coprire il più possibile con la crema di merluzzo, spolverare con la polvere di yogurt o aggiungere alcune gocce di yogurt.

Completare con erba cipollina tagliata fine ed una grattata di buccia di limone verde.

 

Photo: >Stefano Cavada

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