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Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

Gianluigi Veronesi

ARRIVANO LE PATATE “RESIDUO ZERO èVITA”

Il gruppo agroalimentare F.lli Romagnoli SpA - azienda famosa per la produzione e commercializzazione di patate - ha ufficialmente lanciato sul mercato una nuova patata più salutare o, per dirlo alla Carlin Petrini, una patata buona, pulita e giusta: è 100% italiana, priva di residui chimici e adatta a tutti gli usi in cucina, innovativa anche nel packaging (che è riciclabile). La Romagnoli F.lli Spa dunque porterà sui banchi dell’ortofrutta della grande distribuzione la patata “Residuo Zero èVita”, novità frutto del lavoro di ricerca portato avanti con Legambiente e Università degli Studi della Tuscia, già reperibile in alcune delle principali catene distributive del Nord e Centro Italia. Ma cosa significa patata Residuo Zero? si tratta di patate 100% italiane, prodotte esclusivamente da aziende agricole certificate GLOBALG.A.P. prive di residuo di prodotti chimici ammessi per legge al di sotto dei limiti di determinazione analitica (0,01 ppm) e residui di sostanze fitosanitarie autorizzate all’impiego in agricoltura biologica (ai sensi dell’allegato II del Reg. CE 889/2008) nei limiti massimi del 50% del Residuo Massimo Ammesso.
Tutto questo, grazie all’impiego di pratiche agricole che seguono uno specifico disciplinare produttivo, nel quale è previsto l’utilizzo di molecole chimiche a bassissima residualità. Un progetto che si inserisce a pieno titolo nelle attività portate avanti da anni dall’Azienda, volte a promuovere un nuovo modello di pataticoltura sostenibile. La patata Residuo Zero èVita è adatta a tutti gli usi in cucina, è disponibile in pratiche confezioni da 1 kg per rispondere al meglio alle esigenze del consumatore moderno ed evitare gli sprechi ed è innovativa anche nel packaging: realizzato in carta e biopolimeri derivanti da fonti vegetali, interamente riciclabile, dai colori – magenta e giallo – che la rendono distintiva e accattivante. La nuova patata ideata dalla Romagnoli F.lli SpA è inoltre certificata dall’ente Check Fruit , uno degli Organismi leader in Italia nel settore della certificazione e ispezione nel comparto agroalimentare. “L’ottenimento di questo importante risultato è stato possibile grazie ad un lavoro di ricerca e sperimentazione durato tre anni – sottolinea Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli F.lli Spa –  e di un processo continuo di ascolto del consumatore, oggi sempre più attento a scegliere prodotti buoni e gustosi, ma anche salutari, sicuri e sostenibili dal punto di vista ambientale”. In un mondo dove la sicurezza e la salubrità degli alimenti sono sempre più ricercate, questa patata, sana e pulita, è certamente arrivata nel momento giusto, rispondendo alle aspettative di un consumatore sempre più esigente ed attento alla sua salute e a quella del nostro pianeta. 

Gianluigi Veronesi

Tirreno C.T.: quarant’anni di eccellenza nell’ospitalità e nella ristorazione

Dall’1 al 4 marzo a Carrara Fiere arriva la 40esima edizione di uno degli appuntamenti di riferimento per l’ospitalità italiana. Tirreno C.T. insieme a Balnearia, negli ultimi anni ha rivoluzionato anche il modo di vivere la spiaggia italiana. In programma ci sono decine di appuntamenti. E’ il salone nel salone. Tirreno C.T. (Carrara Fiere 1 - 4 marzo 2020) con l’edizione 2020 tocca un traguardo che fa di questa una delle fiere più longeve di un settore che coinvolge ristoranti, bar, alberghi, pizzerie, gelaterie, pasticcerie. «Abbiamo raggiunto un traguardo importante grazie al successo conquistato anno dopo anno dalla manifestazione diventata garanzia dell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore che è sempre più in divenire. Un successo che conferma l’ormai abituale presenza di grandi marchi che di anno in anno rinnovano la loro fiducia all’evento prenotando gli spazi con largo anticipo e scegliendo Tirreno C.T. per lanciare le loro principali novità di mercato», commenta, Paolo Caldana, fondatore di Tirreno Trade promotrice dell’evento.  
Punto di riferimento degli incontri B2B per il Centro Italia. La manifestazione, come ha sottolineato Caldana, in questi anni è diventata un vero e proprio punto di riferimento grazie alla continua crescita di consensi. Sia in termini di offerta commerciale con oltre 430 espositori in rappresentanza di quasi 900 marchi, sia in termini di pubblico con 62mila presenze che caratterizzano il successo della quattro giorni apuana. Tra i 40mila metri quadrati dei padiglioni di Carrarafiere, Tirreno CT ha il suo vero cuore nell’incontro qualificato fra domanda e offerta di questo settore per dare vita ad un importante uno scambio business-to-business tra gli operatori del Centro e Nord Italia.
Confronto, dimostrazioni e competizioni. Nella quattro giorni della passata edizione, si sono tenuti oltre 100 appuntamenti di approfondimento, tra seminari, cooking show, convegni, tavole rotonde che hanno fatto, e fanno, della fiera un grande momento di formazione e aggiornamento professionale per pasticceri, pizzaioli, ristoratori, barman. La fiera è un momento di confronto con i tanti eventi collaterali che ogni anno arricchiscono un programma denso di convegni, seminari e workshop, master gratuiti per professionisti, incontri con esperti di settore, campionati nazionali e internazionali di pasticceria, cucina, gelateria, pizzeria e barman promossi dalle relative associazioni di categoria oltre a degustazioni e dimostrazioni per tutti gli operatori. Tra questi le proposte dello spazio della Fucina dei Saperi Sapori e Conoscenze con la presenza di personaggi e ricette della tradizione italiana per dare visibilità alla manualità e ai racconti di questa professione. Le eccellenze del food&beverage in una unica fiera. A caratterizzare ogni edizione dell'evento grandi marchi del food&beverage italiano ed propongono non soltanto la semplice esposizione delle novità e dei prodotti di punta, ma anche presentazioni e momenti di approfondimento. Dal pane alla pizza, dai prodotti lavorati e semilavorati per la cucina alle forniture alberghiere, passando per la gelateria e la pasticceria. Un’intera area dedicata al caffè e alle innovazioni del settore grandi impianti. Inoltre tutto ciò che riguarda le attrezzature per la tavola, bar, gelateria e pasticceria fino all’arredo contract per interni ed esterni, compresi tappezzerie e arredo bagno. Ormai da qualche anno hanno preso sempre più piede operatori del settore wine and beverage. A partire dai migliori prodotti per il lavoro dei mixology e dei barman, rappresentati dalle principali associazioni di categoria, passando per tutto il settore emergente delle birre artigianali. Presente un’ampia selezione poi di aziende vitivinicole, ma anche distillerie, rappresentate direttamente dai produttori. Le associazioni dei sommelier promuoveranno come sempre numerose degustazioni tematiche condotte da esperti del settore per fare dei focus sui vitigni e sui territori di provenienza.
Balnearia, il meglio per l’ospitalità in spiaggia. Prosegue il legame con Balnearia, il salone professionale dell’outdoor design, benessere ed attrezzature balneari che fanno di Tirreno CT un unico grande evento di riferimento per il segmento dell'accoglienza, dalla ristorazione al wellness, dallo street food all'hotellerie per arrivare all’ospitalità in spiaggia. Giunta alla 21esima edizione, Balnearia, vede nei propri spazi rappresentato il meglio del settore merceologici oltre ad essere da sempre anche un importante momento di incontro per tutti gli operatori. Grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle organizzazioni sindacali di categoria, ci saranno anche in questa edizione numerose opportunità di informazione e confronto sulle più sentite tematiche del settore.
Tirreno C.T. e Balnearia sono organizzate da TirrenoTrade Srl con la collaborazione di enti regionali, provinciali e associazioni di categoria. Importante la stretta collaborazione con la Camera di Commercio di Massa Carrara. Per informazioni sulla fiera e per poter partecipare come espositori o visitatori www.tirrenoct.it

SPUMANTITALIA – PESCARA 2020, LECTIO MAGISTRALIS DI GIAMPIETRO COMOLLI

Seconda edizione di “SpumantItalia” che prosegue nella logica di promozione, valorizzazione, conoscenza e informazione dell’opera immane e straordinaria, iniziata con  il Forum Spumanti Italia a Valdobbiadene, dalla prima edizione del 2004 fino a quella del 2012 che ha aperto un mondo nazionale e una visione internazionale alla spumantistica regionale, industriale italiana. Ma i tempi sono cambiati, così variano i contenuti e le formule: 8 anni dopo si propone un evento diverso dove la componente promozione e informazione fa un passo indietro a vantaggio della valorizzazione culturale e degli approfondimenti tematici. Va bene assaggiare, benissimo le guide da quella specifica edita da Veronelli editore negli anni 2007-2009 utilissima per predisporre un primo elenco separato di etichette di “vini con presa di spuma”. Ma con quale metodo il vino “crea e trattiene la spuma” per poi esplodere? Oggi la spumantistica tricolore è ai vertici mondiali, nel 2004  si era ancora molto in salita, con qualche bella realtà territoriale, ma tutto da fare: c’era ancora una vasta gamma di “pinottini” e “spumantini” che oggi sono finiti. O quasi e perché? E’ vero che l’Universo Prosecco ha dato un contributo di elevazione della scala dei valori? E’ vero che ha contribuito a eliminare molti spumantini industriali fatti “ su comanda” dai distributori esteri e nazionali?  Oggi tutte le regioni italiane producono vini spumeggianti sia VSQ che DOC ma con una precisa origine o di vitigno autoctono o di tradizione rispolverata. Un esempio estremo è il Lambrusco ottenuto con il metodo tradizionale ancestrale classico oppure il vitigno sconosciuto come il Susumaniello o l’Ortugo e un vitigno notissimo come il Nebbiolo che si fa bollicina.  Tutti motivi in più per guardare alle biodiversità, alle realtà locali, alle etichette di uve autoctone, ai territori e non a vecchie classificazioni con una attenzione diversa, di pregio e di ricchezza, non come un problema. Il tempo dell’arroccamento in difesa di scelte autonome, forti, assolute è finito. Certe realtà sono consolidate e definite come Franciacorta e Trento, compreso le differenze Docg e doc. Il festival degli spumanti di Pescara vuole guardare lontano, parlare con tutte le figure della filiera per accrescere il valore soprattutto sul mercato italiano: il mercato interno chiede vini spumanti. Ci sono? Dove? E’ un dibattito aperto che dura dal 23 al 26 gennaio prossimo all’Hotel Esplanade di Pescara. Si partirà con un incontro “master magistralis” dalle 17 alle 20 di giovedì 23 gennaio, come anteprima di tanti contenuti e temi: un po’ di storia, un po’ di teoria, tanto per ricordarci come si producono le bollicine italiane e poi un assaggio guidato di 6 etichette eccezionali. Incontro solo su prenotazione.
Giampietro Comolli è l’artefice di questa anteprima: “Il master-magistralis Bubble's Italia è una anteprima riservata , solo su prenotazione,  per ricordare "tutte" le diversità storiche, culturali, tecniche, degustative, enologiche, territoriali delle bollicine italiane rispetto a tutte le altre produzioni nel mondo, dalla Francia alla Spagna, dove i vitigni utilizzati sono 6-7 per ogni paese. In Italia oggi si contano 40 vitigni spumantizzati, sia metodo italiano (no Charmat o Martinotti per favore) e metodo tradizionale classico (esatta definizione del metodo) oltre a una interessante linea di “frizzanti” ancestrali che sono una peculiarità separata. E’ nota la mia contrarietà a fare un “mescolone” unico di tutte le tipologie e metodi, ma per comprendere bene le differenze occorre averle tutte davanti contemporaneamente”.
Una biodiversità che è un patrimonio assoluto: difficile da comunicare, difficile da governare, ma totalmente in linea con la soggettività dei gusti dei consumatori. Anche in questo sta il successo dei vini spumeggianti tricolori nel mondo. In degustazione guidata a Pescara si utilizzeranno schede sensoriali differenti per tipologia e metodo. Un passo avanti rispetto alla uniformità di recettori, pesi, voti e giudizi di vini che sono totalmente diversi e non paragonabili.  Un difetto? Un pregio? Una peculiarità dagli altri? Un patrimonio nazionale? Tutti temi che gli appassionati presenti, produttori ed enologi, giornalisti e consumatori… potranno liberamente affrontare. In ogni caso l’enoteca Bubble’s offrirà ottimi assaggi a tutti per tenersi… in forma e aggiornati.

Giampietro Comolli

Autin, la giovane cantina dalle idee chiare

Mancano pochi giorni a Natale e al Grand Hôtel Sitea datato 1925 (storico e prestigioso simbolo di Torino) l’atmosfera  è calda e accogliente: mi attendono degli amici, dei colleghi, la cucina dello chef stellato Fabrizio Tesse e i vini di una giovane cantina, l’Autin, che ha i suoi vigneti a cavallo tra le Provincie di Torino e di Cuneo. Giovane, perché la sua avventura è iniziata solo nel 2010, ma con le basi già impostate per un interessante futuro. A dare vita al progetto enologico i cugini Mauro Camusso e Pier Giorgio Gasca, che purtroppo oggi non è più con noi. Una scommessa, anzi, una sfida da affrontare su terreni dalle condizioni pedoclimatiche non così scontate per la coltura della vite, soprattutto se oltre alle uve a bacca rossa ci si cimenta anche con le bianche di carattere internazionale e autoctone. Ma se è vero che le componenti fondamentali per produrre un buon vino sono il vitigno, il terreno, il clima e il lavoro dell’uomo, non possiamo tralasciare un altro elemento: il piacere del fare anche dove è più difficile. Sette ettari di vigneto dislocati sulle due provincie con una varietà di terroir che spazia dall’origine morenica alluvionale al sabbioso e ghiaioso per poi arrivare all’argilla. Anche il clima non è uniforme, più mite e temperato nella zona del Comune di Barge più freddo e con elevate escursioni termiche a pochi chilometri di distanza nei Comuni di Campiglione e Bibiana. E grazie a queste differenze che si possono bene alternare le colture tra le uve rosse e quelle bianche. La serata ha inizio. CI accomodiamo ai quattro grandi tavoli che sono stati a noi riservati. La “mise en place”, chiaramente natalizia, riscalda ulteriormente il gradevole momento. La prima uscita dalla cucina, appetizer di benvenuto, e un Eli Brut Rosé Metodo Classico aprono le danze. I vigneti della cantina vengono coltivati secondo la certificazione “bio” proprio dall’ultima vendemmia 2019, intervenendo solo in casi estremi ma con tecniche esclusivamente meccaniche e biologiche. La vendemmia si effettua rigorosamente a mano e le pratiche di intervento, pur essendo all’altezza dei tempi di oggi, richiamano il forte legame con il passato e le tradizioni tramandate dalle vecchie generazioni.  Arrivano ai commensali gli altri piatti firmati da Tesse ai quali vengono abbinati i vari vini prodotti dalla cantina. Assaggio due bianchi fermi: il Cupa d’Or (Sauvignon 100%) e il Verbian (Bian ver 100%). Il Bian ver è un antico vitigno un tempo diffuso in Francia in Savoia e Vallese oggi quasi del tutto scomparso in territorio transalpino ma che ha trovato invece un buona dimora nella area italiana della Val Chisone in provincia di Torino. Ai due vini vengono abbinati un carpaccio di baccalà all’albese e un risotto Carnaroli al topinambur con gocce di leggera “bagna caoda”. Il Verbian in tutta sincerità mi piace molto, lo trovo aromatico e delicato e sono contento che gli amici dell’Autin abbiano deciso di lavoralo e valorizzarlo. Non assaggerò tutte le etichette della cantina ma nel degustare i vini che mi vengono serviti e nel chiacchierare con i collaboratori di Mauro Camusso non è difficile comprendere che la loro attività, attenta e accorta, rispetta le regole ferree della natura; il sapere attendere i cicli, i ritmi, le differenze pur similari tra le varie annate. C’è quel rispetto misto all’amore per la vigna, per il lavoro, per una terra dove da secoli si coltiva amando quegli acini generosi. Il piatto che segue richiama la cucina tradizionale piemontese con la dovuta rivisitazione adeguata alla serata: il cappello del prete cotto a lungo nel ReNero (un vino dell’Autin di cui vi parlerò a breve) arricchito da chips di radici amare e una composta di patate e nocciole. Attenzione a non confondere il cappello del prete piemontese, per il quale si utilizza carne bovina (il muscolo della spalla), con quello emiliano per il quale si adoperano carni di maiale. Alla ricetta viene abbinato l’ultimo nato in cantina: il ReNero, ovvero un Pinot nero (Piemonte Doc) affinato per almeno sei mesi in barrique di secondo passaggio. A completare il nostro incontro una bavarese al mascarpone con zuppetta di panettone alla quale si accosta una Malvasia moscata, un bianco passito denominato Passi di Gio in memoria di Pier Giorgio Gasca. L’Autin, la giovane cantina, produce anche Il Pellengo (Riesling 100% - Bianco) il Rubellus (assemblaggio uve autoctone - Rosato) il Pinerolese Rosso Finisidum (assemblaggio uve autoctone - Rosso), il Pinerolese Bonarda Gemma Vitis (Bonarda 100% - Rosso), il Pinerolese Barbera El Merlu (Barbera 100% - Rosso) e il Eli Brut Metodo Classico (Pinot nero, Chardonnay, Bian ver – Spumante bianco). Una sfida per una nuova cantina… per una nuova realtà dell’area di produzione del Pinerolese Doc. 

Fabrizio Salce

Ecco il “ragù (vegetale) di carne non carne”: è di BEYOND MEAT™

Dopo il grandioso successo del MIRACLE BURGER e del WONDER BURGER, le polpette di carne "non carne" servite in deliziosi “burger bun” artigianali con semi di sesamo, Beyond Meat sceglie “The Meatball Family” per presentare per la prima volta in Italia - in esclusiva -  il suo ragù realizzato con verdure e totalmente animal-free.
«Ormai da sei mesi proponiamo questi prodotti innovativi nei menù dei nostri punti vendita di Milano, e sosteniamo con forza un deciso cambiamento verso la scelta di prodotti realizzati senza uccidere animali ma senza rinunciare ai sapori della classica cucina italiana», spiega Roberto Galli, fondatore con Diego Abatantuono della catena The Meatball Family, «confortati dalla straordinaria risposta positiva dei nostri clienti, abbiamo deciso di lanciare per primi il ragù fatto con la miglior carne etica che esista sul mercato proponendolo con pasta fresca e anche con pasta “gluten free”».
Pasta al Ragù | Beyond Meat
«Già con i nostri MIRACLE E WONDER BURGER», prosegue Roberto Galli, «i clienti di The Meatball Family hanno potuto constatare che non esiste praticamente alcuna differenza di sapore, consistenza e aspetto tra una tradizionale polpetta di carne e questo miracolo realizzato dall’uomo con proteine vegetali simili nel sapore a quelle degli animali, riproducendo in tutto e per tutto la sensazione che la carne dà in bocca quando la si mangia. Lo stesso risultato l'abbiamo ottenuto con il ragù, un condimento che fa parte della tradizione gastronomica del nostro paese, e abbiamo ottenuto una pietanza da leccarsi i baffi...»
Utilizzare proteine vegetali in alternativa alle classiche polpette, hamburger e ragù di carne animale è uno dei fattori più importanti che si possano considerare per avere un rilevante impatto positivo sui cambiamenti climatici. L’utilizzo di materia prima vegetale, infatti, porta a una riduzione del consumo di acqua (-99%) suolo (93%) energia (-50%) e all’abbattimento delle emissioni di gas serra (-90%) rispetto a quelle prodotte dall’allevamento animale.
I prodotti Beyond Meat non contengono colesterolo, soia, OGM o antibiotici, sono gluten-free e possiedono meno grassi rispetto alle carni rosse di origine animale.
Gli ingredienti principali del ragù vegetale sono, oltre alla Beyond Meat, polpa di pomodoro, olio di semi di girasole, cipolla, carote, sedano, vino rosso e sale.
The Meatball Family propone un'OCCASIONE UNICA per venire ad assaporare questo e tanti altri suoi prodotti a prezzi vantaggiosissimi:
LA CENA SOLIDALE CON LE POLPETTE IN SALDO che si terrà lunedì 23 dicembre 2019 dalle ore 20:00, nell'occasione sconti al pubblico e gli esuberi di produzione verranno donati alla ONLUS Pane Quotidiano.

Wine&Siena celebra le eccellenze premiate da The WineHunter Award

La prima tappa dei WineHunter Events 2020 dall’1 al 3 febbraio pv, porta tra i palazzi storici senesi una selezionata produzione italiana wine&food. La cornice unica della città medievale, simbolo della viticoltura italiana, inaugura l’anno di appuntamenti enogastronomici dedicati a operatori del settore e appassionati, firmato dal “cacciatore di vini” Helmuth Köcher.

Il nuovo anno di The WineHunter riparte dal contesto storico-artistico dei palazzi senesi con la 5^ edizione di Wine&Siena – Capolavori del gusto. Voluto dal Patron di Merano WineFestival Helmuth Köcher e da Confcommercio di Siena, Camera di Commercio di Arezzo Siena e Comune di Siena, l’evento immerge produttori e visitatori nella celebre città toscana ad alta vocazione vinicola, dove il patrimonio culturale sposa le migliori produzioni enologiche premiate da The WineHunter Award. Un percorso tra location uniche come la Rocca Salimbeni, sede di Banca Monte dei Paschi, il Palazzo Comunale, il Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, il Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena, Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi di Siena e, per la prima volta, Palazzo Squarcialupi Santa Maria della Scala, che diventa la location principale delle degustazioni enogastronomiche. 

Wine&Siena 2020

La manifestazione si apre venerdì 31 gennaio con lo Small Plates Dinner a Palazzo Squarcialupi  in cui sono protagonisti i ristoratori senesi e i loro piatti tipici in abbinamento ai vini presenti a Wine&Siena. Dall’1 al 3 febbraio, Palazzo Squarcialupi – Santa Maria della Scala ospita i percorsi enogastronomici, una rassegna di case vinicole provenienti da tutta Italia, ma non solo. Tra i produttori italiani grande spazio alla Toscana. Oltre ai vini, anche selezionatissimi produttori tra Food, Spirits e Beer di cui è possibile avere un’anteprima sul sito ufficiale.

Wine&Siena 2020

Durante l’evento, operatori del settore e appassionati del mondo del vino potranno conoscere e degustare vini e prodotti gourmet d’eccellenza, oltre a partecipare a seminari e degustazioni guidate che approfondiscono alcune tematiche su distillati, birra e olio d’oliva. Torna, come ogni anno, l’asta di beneficenza al Grand Hotel Continental Siena – Starhotels Collezione, grazie alla collaborazione con Rotary Siena, Siena Est e Rotaract Siena. Le Wine Masterclasses coinvolgono invece il Palazzo Sansedoni – Fondazione Monte dei Paschi di Siena.

Wine&Siena 2020

Spazio anche all’approfondimento con due convegni al Palazzo del Rettorato dell’Università degli Studi di Siena con esperti professori e ricercatori dell’Università degli Studi di Siena per un focus su opportunità e sfide per il mondo del vino.

Tra le novità 2020, la giornata di lunedì 3 febbraio dedicata agli operatori del settore e alla stampa per degustare e scoprire nuovi prodotti e conoscere le aziende produttrici.

per accredito:
https://wineandsiena.com/accredito-operatori/

per acquisto biglietti:
https://meranowinefestival.midaticket.it

 

Pescara: Festival Nazionale SPUMANTITALIA, seconda edizione

La città di Aterno, ovvero Pescara, diventerà per 4 giorni, dal 23 al 26 gennaio 2020, la capitale dei vini spumeggianti italiani. Infatti sta per prendere vita la seconda edizione dell’evento SPUMANTITALIA, che si ripropone un anno dopo sempre nella accogliente terra di Abruzzo, territorio con una enogastronomia di primo piano: grandi vini per tradizione e una cucina antica sempre di attualità con sapori chiari.
Erede – come dice qualcuno – del Forum Spumanti d’Italia di Valdobbiadene che per 10 anni, dal 2004 al 2013, ha “spinto” una tipologia di vino poco nota verso l’olimpo del vino mondiale, oggi  leader con l’Universo Prosecco e porta bandiera dell’enologia made in Italy nel mondo.  Un evento-momento che ruota attorno ai principali contenuti e temi del settore e alla degustazione guidata da grandi esperti delle più importante etichette nazionali, divise fra vini ottenuti con il metodo tradizionale classico e il metodo italiano, denominati  così da anni da un grande esperto e deus ex-machina delle bollicine italiane come Giampietro Comolli, uno dei partner di Bubble’s Italia, contrario ad usare i minimali martinotti o charmat. Finalmente l’Italia spumantistica alza la testa e si pone come guida mondiale di un metodo di produzione. Comolli, per chi ancora non lo sapesse, è stato prima artefice del successo dei vini oltrepadani piacentini e pavesi, poi dei consorzi di tutela di Gavi e di Bolgheri, direttore generale strategico di tutto il gruppo Ferrari-Lunelli di Trento, consulente di altre imprese spumantistiche italiane e francesi, ha diretto i primi 9 anni di vita del Franciacorta creando il brand e le strategie ancora oggi in vigore, ha diretto per 9 anni Altamarca-Colline del Prosecco e le prime 8 edizioni del forum spumanti d’Italia a Valdobbiadene. Dal 1991 è anche fondatore e presidente dell’osservatorio economico OVSE dei vini spumeggianti italiani e del centro studi CEVES ricerche cibo-vini speciali italiani: due istituzioni che sono punto di riferimento per 34 enti mondiali,  decine di giornalisti del settore e decine di aziende italiane.  SPUMANTITALIA accoglie i vini ottenuti con i due metodi, separando riflessioni, confronti, deduzioni, prospettive, bilanci, indirizzi, ponendo l’attenzione sulle peculiarità di ognuno in un parterre ristretto e mirato, sull’evoluzione e sull’interesse dei mercati, come ci ha confidato proprio Comolli che condurrà alcuni talk show.  La kermesse prevede giornate di lavoro aperte a tutti gli attori della filiera durante le quali i partecipanti potranno condividere le proprie esperienze e visioni riguardo un modo produttivo e di consumo nazionale diverso da tutti gli altri paesi del mondo, dice Comolli. L’Italia fonda le radici nella biodiversità colturale e produttiva, dal metodo ancestrale alle varianti tecnologiche piemontesi rispetto a quelle trevigiane, ancora più diverse dalla millenaria tradizione effervescente etrusco-emiliana e dalle antiche formule latine-romane. Una storia spumantistica italiana che dura oramai da 2200 anni. Un programma fitto e variegato che si racchiude nel bellissimo concetto di festa effervescente italiana ricca di incontri, dibattiti e degustazioni, coordinate da un comitato tecnico di prestigio e che coinvolgerà l’intera città di Pescara con eventi e serate tematiche. Il tutto si svolge all’ Hotel Esplanade (piazza-giardini I° Maggio sul lungomare, https://www.esplanade.net/it-it). Il via giovedì 23 gennaio con “Master Bubble’s Sparkling Wines”, dalle ore 15.30 alle ore 18: un corso speciale innovativo di alta formazione con degustazione guidata finale da super-docenti e l’uso – in primis come ci confida comolli – delle schede sensoriali separate per ogni metodo produttivo.  Da venerdì a domenica, dalle 9,30 del mattino alle 16,30 nel pomeriggio, partono tavole rotonde, degustazioni, masterclass sull’Abruzzo effervescente e su tanti vini e temi, da nord a sud dell’Italia “assolutamente #spumeggiante”. Inoltre alla libreria Feltrinelli (in via Trento-via Milano) presentazione dei romanzi gialli di Paolo Mastri e Alessandro Reali, naturalmente con assaggio di bollicine.  Alla prevista cena di gala saranno consegnati i diversi premi. Occasione per presentare le 10 super-etichette selezionate da Bubble’s Italia Magazine per l’anno 2019 pubblicate sulla rivista “Bubble’s #8”.  Sabato arricchito dal banco d’assaggio riservato all’Ho.Re.Ca., aperto dalle 17 alle 19.30, a seguire il “Rosè Bubble’s by Night” con musica e bollicine fino all’una di notte. Domenica 26 gennaio banco d’assaggio dedicato al pubblico, dalle ore 10 alle ore 20, e in contemporanea su prenotazione l’eccezionale masterclass “Quota 100 mesi e oltre” con inizio alle 11.30. Aperta anche l’Enoteca Bubble’s che proporrà vini particolari ai wine lovers. Tutta la città di Pescara – dichiarano gli organizzatori – sarà coinvolta a iniziare dai negozi, con degustazioni, inviti, gadget e premi, in collaborazione con il Comune di Pescara Assessorato alle attività produttive, le associazioni Confcommercio e Confesercenti. I ristoranti proporranno particolari menù studiati per esaltare gli spumanti italiani e, alle ore 18 di ogni giorno dello svolgimento del Festival, verranno organizzati aperitivi e degustazioni nelle enoteche. Organizzazione di Bubble’s Italia in collaborazione con consorzio di tutela dei vini d’Abruzzo, il comune di Pescara, Andrea Zanfi Editore, Aliante Business Solution, ABS Wine&Spirits e Assoenologi. 

Per ulteriori informazioni 
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www.spumantitalia.it

(Gianluigi Veronesi)

Ravenna: riapre il Mercato coperto

Lo storico “Mercato coperto” é rinato: più di quattro mila metri quadrati coperti nel centro storico di Ravenna. La vecchia struttura storica viene così riconsegnata alla città, grazie ad un concreto impegno delle istituzioni e agli ingenti investimenti di Coop Alleanza 3.0 che con il Gruppo Spadoni si erano aggiudicate il bando. La vecchia struttura mercatale edificata negli anni ‘20, in disuso da qualche tempo, è stata presentata in anteprima alla stampa questa mattina 3 dicembre 2019, dopo essere stata sottoposta a un lungo ed accurato lavoro di restauro. Il risultato finale di tanto impegno sarà poi sotto gli occhi di ravennati e non, a partire dal 5 dicembre, quando a partire dalle ore 10,30, tutti potranno accedere e sperimentare la rinnovata struttura (che ricalca un po’ i format di ristrutturazione e rilancio dei mercati cittadini, in voga in diverse capitali europee). Girando per il mercato si respira un po’ l’aria dei piccoli mercati centrali, una volta presenti nel centro storico di ogni città, quei mercati “delle erbe” o “del pesce” di cui in tanti hanno dimenticato le sembianze, mentre altri, purtroppo, non hanno mai avuto il privilegio di vedere o viverli in prima persona. Area supermercato affidata a Coop che l’ha allestita, tenendo in particolare considerazione i prodotti “bio” e quelli locali, senza dimenticare la linea premium “Fior Fiore”.  Ai privati la conduzione di salumeria, macelleria, gastronomia, griglieria, pescheria, piadineria, panetteria, bar, banco succhi ed estratti, pralineria e gelateria. E non è finita: ci sono anche due ristoranti ed un cocktail bar. Insomma, tutto è stato studiato nel dettaglio per consegnare ai futuri avventori un luogo da vivere, da frequentare sempre e dove stare bene. Al piano superiore una interessante area libri e prodotti editoriali che poi è la stessa area che all’occorrenza diventa forum (spettacolo, convegni ed eventi) completando il mercato e trasformandolo in una agorà ideale, da vivere e frequentare. Alla presentazione di questa mattina hanno preso la parola il sindaco Michele de Pascale, il vicepresidente di Coop Alleanza 3.0 Andrea Volta e Leonardo Spadoni, amministratore delegato di Molino Spadoni; a illustrare il restauro e la trasformazione funzionale dell’edificio l’architetto Tiziana Maffei, docente dell’Università di Bologna che è stata direttore dei lavori ed è oggi alla guida della Reggia di Caserta e Beatrice Bassi, amministratore delegato di MC, società del Gruppo Spadoni dedicata alla gestione del Mercato. Apprendiamo così, dalle loro spiegazioni, che i lavori di restauro hanno portato alla luce importanti reperti archeologici: infatti il Mercato sorge in un’area vocata ai commerci fin dal V secolo dove operava una delle più antiche corporazioni del mondo, la Casa  Matha. Il suo simbolo, raffigurato anche nel logo del nuovo Mercato, è appunto la coppia di delfini, o “pistrici”, della Casa Matha: il grande gruppo scultoreo di pietra, simbolo di fortuna e ricchezza, è tornato, restaurato, all’ingresso. Insomma, questo restauro si doveva proprio fare e… s’ha da vedere! Se volete essere tra i primi a varcare la soglia del rinato mercato, o comunque pensate di pianificare una visita anche in un momento successivo, potreste sfruttare l’occasione anche per visitare una meravigliosa città - Ravenna - ricca di storia, arte e cultura. 

Gianluigi Veronesi

Congresso nazionale AIS: la Sommellerie investe nell’enoturismo

A Verona si è concluso il fine settimana dedicato al 53° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, evento organizzato da “AIS Veneto” che ha radunato nella città scaligera appassionati ed esperti del mondo del vino. Grande successo per il convegno di apertura del sabato, che ha evidenziato come l’Associazione stia investendo sempre di più nella figura del Sommelier come operatore e professionista della comunicazione enoturistica, tanto da riflettere sulla creazione di un corso didattico ad hoc.
“Quando AIS è nata era al passo con i tempi, – ha sottolineato Antonello Maietta, presidente AIS – oggi invece i tempi li precorre, anticipando le tendenze. La nostra Associazione conta oltre 40.000 associati ed è fondamentale per noi offrire loro una preparazione mirata alle richieste del mercato. Proprio per questo vorremmo creare un corso specifico, con una formazione dedicata alla psicologia del cliente, ai beni culturali e all'accoglienza, fino a delle nozioni in lingua inglese che oggi sono indispensabili per adeguarsi ad un contesto internazionale”.
A sostenere la figura del Sommelier come operatore enoturistico sono stati i 7 tour guidati organizzati da “AIS Veneto” in occasione del Congresso Nazionale che hanno portato il pubblico alla scoperta di alcune delle aree vitivinicole più vocate della regione, promuovendo il rapporto tra il vino e l’eredità culturale del territorio.
“L’ottimo successo ottenuto dai tour – commenta Marco Aldegheri, presidente “AIS Veneto” – ci ha dato grande soddisfazione: è la conferma di come il pubblico sempre più desideri avvicinarsi al vino attraverso un'esperienza immersiva dove il racconto del territorio diventa determinante. In questo le competenze del Sommelier sono fondamentali. Abbiamo ancora un grande lavoro da fare per ammodernare la nostra modalità di comunicazione, ce lo dicono i tanti esperti intervenuti, ma siamo convinti che condurre il turista nel mondo del vino sia un ruolo che ci appartiene per naturale vocazione”.
Durante la tre giorni la città di Verona ha visto impegnati più di 170 Sommelier di “AIS Veneto” per coordinare e gestire le degustazioni aperte al pubblico, i tour guidati e i banchi d’assaggio saloni del gusto del Congresso Nazionale AIS. Sono più di 3500 gli accessi registrati nei tanti appuntamenti della ricca kermesse veneta.

MIND Milano Innovation District sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre

Il Festival della Gastronomia a Milano è per noi di Witaly l’ultimo evento dell’anno, ed è anche il primo valevole per il 2020 della nuova edizione del Premio Emergente. Ripartono le competizioni che negli scorsi anni hanno visto lanciare tanti giovani talenti che oggi hanno raggiunto importanti traguardi professionali. I migliori chef e pizzaioli under 30 del Nord d’Italia si sfideranno e tra di loro ci sarà con ogni probabilità uno dei protagonisti della cucina italiana dei prossimi anni. Andiamo a presentare i giovani chef che si sfideranno a Milano: Guglielmo Curcio di Materia a Cernobbio (CO), Greta Saviane di Gellius ad Oderzo (TV), Riccardo Merli di D'O a Cornaredo (MI), Christian Conidi di Antica Corona Reale di Cervere (CN), Marco Canelli di Massimiliano Poggi Cucina a Trebbo (BO), Roberto Tomei di Impronta d'acqua a Lavagna (GE), Riccardo Luvisi di Villa Della Pergola di Alassio (SV), Luca Zuterni di La Pedrera Restaurant a Soncino (CR), Mario Martino di Il Re della Busa e Tremani Bistrot dell’Hotel Lido Palace a Riva del Garda (TN), Pietro Montanari di La Secchia Rapita dell’Hotel Canalgrande a Modena, Angelica Lodi di La Chiocciola a Quartiere (FE), Davide Tangari di Valbruna a Limena (PD), Alessandro Salvadori di SanBrite a Belluno, Michele Minchillo di Vitium Restaurant a Crema, Manuel Pirastru di Natura Torbiato di Adro (BS) ed infine Michele Dimita di Locanda Liuzzi a Cattolica (RN).
Per il mondo pizza vedremo sfidarsi invece: Alessandro Granieri di Cafè Qubo Restaurant a Motta (VI), Gabriele Baruzzi di Rock 1978 a San Faustino (BS), Marco Baldassari di O’ Fiore Mio a Faenza (RA), Luigi Borracino di 081 Pizzeria a Melegnano (MI), Lucia Granatiero di Pizzeria Castelfidardo a Padova, Marco Bagossi di La Cascina dei Sapori a Rezzato (BS), Andrea Romagnolo della pizzeria Da Frenck a Sondrio, Isac Barrera di Dry Milano SolferinoCarlo Antonio Le Rose di Napizz a Rimini ed infine Umberto Calemme di Pizzeria L'oro di Napoli a Gorgonzola (MI). E come sempre al nostro fianco avremo i Main Sponsor: Agugiaro&Figna, Consorzio del Parmigiano Reggiano, Acqua Filette, Kimbo, Pastificio dei Campi, Olitalia, Tartuflanghe, Wine Net, Unicredit, Mesa e tanti piccoli e grandi artigiani del gusto che ci racconteranno il meglio della produzione italiana.
Anche quest’anno negli spazi adiacenti al nostro evento si svolgerà la manifestazione dedicata al dolce italiano per eccellenza “Re Panettone”.

ORARI: sabato 30 novembre 10.00-18.00 e domenica 1° dicembre 10.00-17.00                                                                                       SEDE: MIND Milano Innovation District – Cargo 11 MIND - Via Cristina Belgioioso 28, 20157 Milano (sede Expo Milano 2015 – Metro RHO FIERA MILANO)                

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