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A un’ora di aereo da Roma, un’ora in treno da Milano e due da Bologna, vi attendono grandi festeggiamenti carnevaleschi: dal Rabadan di Bellinzona alla Stranociada di Locarno, musica, cortei balli e piatti tipici, le attività carnevalesche ticinese vi stupiranno. Carnevale in Canton Ticino significa la festa più colorata e divertente dell’inverno: il Carnevale! Balli in maschera, musica di bande, coriandoli, cortei colorati e fracassoni con i carri che sbeffeggiano politici e VIP. L'allegria si sposa alla trasgressione e per qualche ora si dimenticano tutti i problemi. Il re dei Carnevali ticinesi è senza dubbio il Rabadan di Bellinzona, seguono a ruota la Stranociada di Locarno, Nebiopoli a Chiasso e la coda ambrosiana che vede i suoi momenti d'oro a Biasca e Tesserete. Ma non sono solo i centri a tingersi dei colori del carnevale: ogni paese, ogni località festeggia a modo suo!

 Il Carnevale Rabadan, Bellinzona - dal 20 al 25 febbraio 2020

Il grande appuntamento del Rabadan si ripete per il 157° anno e regala l’occasione per trascorrere nella capitale i giorni più divertenti dell'anno. Il carnevale comincia il giovedì con la consegna delle chiavi a Re Rabadan, il regnante ticinese più famoso, dopo di che la festa può iniziare. Venerdì si tiene la sfilata mascherata dei bambini delle scuole elementari e materne del bellinzonese. Sabato l'esibizione musicale delle allegre Guggen ticinesi e di oltre San Gottardo. La domenica, giorno di Carnevale, Bellinzona ospita l’atteso "Grande Corteo Mascherato", al quale partecipano duemila comparse, che animano una sfilata umoristica di musiche, carri e gruppi, nella più sana tradizione del Carnevale di Re Rabadan. Il tutto è accompagnato da molti eventi collaterali come il concorso per la migliore maschera, il tiro alla fune e decine di bancarelle dove mangiare, bere e ballare fino alle prime ore del mattino. www.rabadan.ch

Stranociada, Locarno – il 21 e 22 febbraio 2020

Il nome del carnevale la dice lunga... Stranociada si potrebbe, infatti, tradurre come la notte dove non si chiude occhio. 24 ore di carnevale nella Città Vecchia. Mediamente 7000 persone giungono a Locarno per divertirsi e godersi una notte libera piena di divertimento. Animazioni e musica nelle varie tendine creano un’atmosfera di allegria e baldoria. Il sabato la festa continua in piazza Sant’Antonio con la tradizionale “risottata” e con l’intrattenimento per i bambini. Novità di quest'anno è il concorso dei bambini del sabato pomeriggio: le tre mascherine più belle verranno premiate da un'apposita giuria. Sin dal lontano Ottocento, nella Città Vecchia, ogni anno si ripete la magia del Carnevale tra musica, tradizioni e tanta allegria.

La tradizione vuole che il tutto abbia inizio di venerdì, con i concerti delle “Guggen”. All’una di notte avviene la premiazione con ricchi premi e la sfilata di tutti i partecipanti in piazza San Antonio. Le molteplici tendine, sparse qua e là, invitano ad una sosta gustosa tra specialità locali e altre leccornie. Il sabato si torna tutti in piazza San Antonio per gustare il risotto con luganighe. E per più piccini non mancano giochi ed animazioni. di quest'anno è il concorso dei bambini del sabato pomeriggio: le tre mascherine più belle verranno premiate da un'apposita giuria. www.stracionada.ch

Il Carnevale ambrosiano

In Ticino il carnevale ambrosiano si festeggia nelle Tre Valli (Leventina, Blenio e Riviera), a Tesserete e a Brissago, dove cioè è rimasto in vigore il rito ambrosiano della Chiesa milanese; le origini di questa suddivisione territoriale di carattere religioso risalgono al VI-VII secolo. Ciò significa, oggi, avere un ampio periodo del calendario dedicato al carnevale, che in ogni località assume comunque caratteristiche diverse. Numerose tradizioni sono scomparse, particolarmente nelle città: l'annuncio della festa a suon di campanacci, ad esempio, non esiste quasi più, salvo che in casi sporadici. Altre usanze sopravvivono, ma trasformate: il ballo, un tempo rara occasione di incontro, oggi ha assunto il carattere di festa campestre, dove predominano la musica e la gastronomia. Anche in tale ambito, il risotto e la luganiga di un tempo avevano una preziosità oggi dimenticata; tuttavia si sono moltiplicate ovunque le occasioni per mangiare di tutto, con menù variati, in compagnia. Continua invece il grande successo dei cortei mascherati che riscuotono sempre successo ovunque.

Carnevale – Ticino: Risotto per tutti!

Il Carnevale è tradizionalmente legato al divertimento e sinonimo di sregolatezza, trasgressione e di eccessi. In una società contadina quale era quella ticinese fino alla metà circa del XX secolo, questo si traduceva soprattutto in un'alimentazione più abbondante, anche perché il periodo precedeva la Quaresima, tempo di grande rigore e austerità anche a tavola. Il piatto tradizionale del Carnevale era il risotto accompagnato dai prodotti della mazza, specialmente le luganighe. Anche oggi è il risotto a farla da padrone. Solitamente è servito gratuitamente sulle principali piazze cittadine il martedì grasso.

Ravioli di carnevale e tortelli di San Giuseppe

I ravioli dolci di carnevale o di San Provino e i tortelli di San Giuseppe sono dolci cotti nell’olio, burro o strutto abbondanti e si consumano nei mesi di febbraio-marzo, in occasioni festive, in Ticino e nell’Italia settentrionale.

Non mancano cortei in maschera, tombola, palo della cuccagna, scherzi, coriandoli, e, naturalmente, cibo in quantità. In occasione del carnevale, le scorpacciate sono d’obbligo: il termine proviene da carne levare, che allude al periodo di astinenza dettato dalla Quaresima, che comincia il mercoledì delle ceneri, giorno successivo al martedì grasso, che chiude il carnevale romano. Tipici di questa festa invernale sono: luganighe, risotto, polenta, dolci e frittelle di ogni genere.

ticino.ch/it/plan/getting-here.html 

Gianluigi Veronesi

Giornalisti e dirigenti dell’“Associazione Borghi d’Europa”, in trasferta in Friuli, hanno colto l’occasione per passare da Marano Lagunare (UD) - Maran, comunità di parlata veneta, 1800 anime - il piccolo borgo dalla storia millenaria dell’alto Adriatico, ubicato tra Lignano Sabbiadoro e Grado, con tanto di torre medievale romanica e pozzo in piazza. Tutto intorno, la laguna di grande bellezza e valore naturalistico che non è frutto del corso naturale degli eventi, ma del lavoro gravoso dei Maranesi che solidificarono le “mote”, scavarono le “cavane”, costruirono i “casoni” (tipici manufatti di canne e legno ad uso dei pescatori) e mantennero praticabili le vie d’acqua per trarre sostentamento dall’attività di pesca costiera, oggi meno in laguna e più in mare aperto, dove quantità e varietà di prodotto, sono maggiori. Insieme a Grado e Trieste, Marano è uno dei più importanti mercati ittici dell’Adriatico e la flotta di pescherecci, al ritorno dalle battute, rifornisce i tanti (più di una decina solo lì!) tra ristoranti e osterie della zona, di spigole (o branzini) orate, passere e anguille, oltre a cefali e, stagionalmente, piccoli ghiozzi (detti “goo”) latterini, “nono”, vongole veraci e fasolari (molluschi bivalve dalla forma quasi ovale e superficie liscia, lucida rossastra, con sottili strie concentriche) e ancora seppie, “schili”, “almolà”, “paselere”, “nase” e qualche volta anche i rari “calamari marroni”… Questi,  li prepara - con Marco - Claudio Moretti, patron della Barcaneda (in piazza Marii a Marano) secondo l’antica tradizione veneta. Il suo locale (ci si arriva solo a piedi, ma si parcheggia lì vicino) è un vero rifugio per chi ama la buona tavola, sana e di stagione: ci sono due salette (35 coperti) in un ambiente accogliente, confortevole (e anche romantico, se ci si appropinqua davanti al grande camino all’entrata…). Si deve  cominciare con un antipasto, vera prelibatezza: il “salame di anguilla” (“brevetto” Barcaneta!) gustato con un’ottima Malvasia in purezza della Cantina Bortolusso, sita in loco (giallo paglierino, frutta esotica, agrumi, note speziate, fresca e vivace) e in alternativa una bionda Arsura Lager del birrificio artigianale, proprio maranese “620 passi” (birra chiara leggera, con sentori di cereali e note erbacee da luppoli tedeschi e cechi) poi una deliziosa tagliata di “ombrina” con cipolla di Tropea croccante e mousse di ricciola; volendo proseguire, la scelta è sempre ricca: capesante su spinacini e salsa all'arancia, canestrelli scottati, calamaretti spillo e radicchio, insalatina “granciporro” (granchio) code di gamberi cotte al vapore su crema di zucca e topinambur e, ancora, granceole, sarde in saor, “canoce” (cicale di mare) gratinate alla maranese col pan grattato – con queste, ottimo il Friulano, Cantina Bortolusso (colore giallo paglierino brillante, profumo delicato e gradevole, con sapore di mandorla amara, asciutto). Adattissima anche la Fipa lpa - sempre del birrificio 620 passi - (luppolatura interamente americana di amarillo, mosaic e simcoe, con parte acre dell'agrume soprattutto in chiusura) – poi cozze, fasolari e altro (a seconda del pescato di giornata)…. Conquistati dall'odore è doveroso assaggiare una zuppetta di pesce con crostini davvero “magistrale” che tenta tutti per il bis… con la quale si beve un Sauvignon della Bortolusso (bianco vivace, giallo paglierino brillante, generoso nei profumi di salvia, foglia di pomodoro e sambuco) e la Cortona Belgian Ale, birra 620 passi (color rubino, dolce e mediamente corposa, con note  di toffee e frutta matura). Secondi: filetto di branzino con cicoria, calamaro (marrone) con radicchio trevigiano e polentina morbida… Stavolta il vino da scegliere è un ottimo Chardonnay (sempre Bortolusso, per non cambiare: giallo paglierino chiaro, sfumature verdognole, struttura armoniosa, delicati profumi di mela e pane) e, sempre del birrificio 620 passi, una “ambrata” di gran qualità: la Indian Pale Ale (luppoli americani, sentori di frutta tropicale e pompelmo). Poi, anguilla allo “speo” (del fiume Stella, davvero a Km. zero!) semplicemente messa sullo spiedo a “fisarmonica”, lasciata sgrassare un paio d’ore e impiattata con puntarelle tirate in padella e polentina… (lascia senza parole!) come il Refosco dal Peduncolo rosso, ideale accompagnamento (ancora fedeli alla Bortolusso… tipico rosso rubino carico con riflessi violacei, leggermente erbaceo con sentori di prugna secca, mora selvatica e sottobosco; sapido, leggermente tannico, di corpo, piacevolmente amarognolo) abbinamento “obbligatorio” e veramente azzeccato per quella buonissima anguilla! E si dimostra all’altezza anche la Imperial Stout Daracò (in maranese “fallo di nuovo”, ovvio, del birrificio 620 passi… di tenore alcolico basso, 6 gradi, aromi intensi di tostato e di torbato, finale secco amaro, persistente, ma non invasivo). Una breve pausa per scambiare i pareri (e prendere fiato…) poi, per concludere in dolcezza, crostata con crema e fragole oppure tiramisù scomposto con biscotto fatto proprio dallo chef e caffè bollente versato sopra al momento, tutto annaffiato da un Verduzzo (ovviamente Bortolusso…) colore giallo-oro, leggermente tannico, di corpo, dolce, con profumo di acacia e sapore di miele, equilibrato e piacevole (ottimo per i dessert!) e con il sorbetto al cucchiaio, mandarino, cedro e menta…  Alla Barcaneta non mancano piccoli, ma importanti dettagli come il pane fatto in casa, caldo con cereali o con prosciutto, l'acqua liscia o frizzante di qualità certificata - scelta eco sostenibile - la carta dei vini, con un centinaio di etichette scelte e il servizio sempre attento, mai invadente. A degustazione – chiamiamola così anche se può essere  sembrato un pranzo luculliano –  piacevolmente terminata, è stata apprezzata specialmente la varietà della proposta, la freschezza dei prodotti e la semplicità delle preparazioni, mai eccessivamente condite o speziate, sempre dal sapore autentico, deciso e - nota di non poco conto – alla fine, proprio il “conto”… davvero onesto! Complimenti Claudio! 
PS: doverosa precisazione: al tavolo degustazione c’erano il dott. Sergio Bortolusso e Roberto Regeni, del “620 passi”… (che i presenti hanno ringraziato).

(GfL)

Trattoria Barcaneta
Piazza Marii, 7 Marano Lagunare 33050 (UD)
Tel. 043167410 - Cell. 3924050851
www.trattoriabarcaneta.com

Azienda Agricola cav. Emiro Bortolusso
Via Oltregorgo, 10  33050 Carlino (UD) 
Tel. 
+39 043167596 - Fax +39 0431640935
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Birrificio 620 passi                
Via Sinodo, 8  33050 Marano Lagunare (UD)
Cell. 3337292430
Chiuso: Lunedì, Martedì, Mercoledì
www.620passi.com

Vi capita di rivedere di tanto in tanto l’iconico film con Audrey Hepburn? Non perdetevi il nuovo “The Tiffany Blue Box Café” all’interno dei grandi magazzini Harrods.
Cosa amate prendere per colazione la mattina? Cappuccino e brioche incrostata di diamanti? Allora il nuovo caffè di Tiffany & Co. a Londra fa per voi. Ispirato al personaggio di Holly Golightly, che faceva colazione con caffé e croissant contemplando le vetrine del famoso gioielliere di New York, The Tiffany Blue Box Café, il primo in Europa dopo quello sulla Quinta Strada, viene inaugurato all’interno dei grandi magazzini Harrods il 14 febbraio (ovviamente) per un periodo di limitato di tempo, perciò affrettatevi! L’idea è quella di farvi sentire all’interno di una scatola da gioielli di Tiffany, perciò il décor è nella particolare tonalità di turchese detta “Tiffany Blue”. Anche il servizio di piatti e tazzine è in tinta e può essere acquistato direttamente nel negozio. Oltre ad un sontuoso breakfast con burrosi croissant riempiti di marmellata di lampone, cioccolata o crema alla vaniglia oppure una scelta di piatti salati come le uova in camicia à la fiorentine accompagnati da un calice di champagne, si può prendere il classico tè delle cinque con pasticcini, piccoli sandwich e tipici scones. La sera si gusta una cena di tre portate abbinate ad una selezione di vini. L’albergo più in sintonia con lo stile di Tiffany è l’11 Cadogan Gardens, ad un passo da Harrods. Sono proprio l’indirizzo prestigioso e l’atmosfera di privacy e lussuosa esclusività che hanno reso l’Hotel 11 Cadogan Gardens così speciale ed apprezzato da membri dell’aristocrazia, politici e personalità famose. La facciata ha mantenuto la tradizionale architettura Vittoriana in mattoni rossi, ma la cifra stilistica degli interni di questo incantevole rifugio urbano gioca su particolari sontuosi ed accosta arditamente il classico al contemporaneo ottenendo un forte senso di individualità. L’hotel affaccia sul grande giardino privato di una deliziosa piazzetta. Se volete rilassarvi nel verde seduti su una panchina, la Reception vi può dare la chiave della cancellata che lo protegge dagli estranei. Garantito che vi sentirete come un vero lord o una vera lady.

 I riferimenti dell’ “11 Cadogan Gardens Hotel”11 Cadogan Gardens, Chelsea, London, SW3 2RJ, UK
tel: +44 (0)20 7730 7000 – e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - www.11cadogangardens.com

Prenota subito un volo a 10 Euro per Londra: 
https://www.voli-diretti.it/voli/londra/LON?aw_campaign_id=617331490&gclid=EAIaIQobChMI8tWuqK2e5wIVF-J3Ch3m-QW9EAAYASAAEgLULvD_BwE

Guai a farne a meno, perché non è solo la mela al giorno a togliere il medico di torno! Ci sono tanti frutti che rappresentano un’autentica riserva di vitamine e nutrienti utilissimi al nostro organismo. Arance, kiwi, clementine, mandarini, pere, mele, melagrane, c’è un tesoro di vitamine in questi frutti, acquistabili al supermercato, dal fruttivendolo o dall’ambulante di fiducia  e quasi tutti hanno origine italiana. Gli areali produttivi da dove proviene la maggior parte dei volumi al momento si trovano in Calabria e Puglia.  Ricche di proprietà per la salute e il benessere dell’organismo, come tutti gli agrumi, sono una buona fonte di vitamine, soprattutto A e C oltre a sali minerali come potassio, calcio, magnesio e fosforo. Grazie alla loro composizione, sono utili per diminuire il rischio cardiovascolare e per rafforzare le difese del sistema immunitario. Per questo, sono ritenute alleate contro l’influenza e gli attacchi virali. In cucina, possono essere consumate fresche oppure adoperate per originali primi come risotto e pastasciutta oppure per accompagnare secondi sia di carne sia di pesce. Sono molto usate anche nella preparazione di creme, granite, sorbetti e torte. Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, le arance sono principalmente italiane, siciliane, anche se c’è una minor percentuale anche di prodotto spagnolo. La varietà maggiormente presente è la Navelina, nel vivo della campagna commerciale, reperibile a condizioni convenienti. Inoltre, si notano i primi arrivi del Tarocco, ma siamo agli inizi e il rapporto qualità prezzo non è ancora ai livelli consueti, ma progressivamente migliorerà. Poi ci sono mandarini e clementine, i due frutti si somigliano, ma esistono delle differenze significative: consistenza della polpa, sapore, aspetto. La nascita del mandarino, secondo gli storici, risale a ben 3mila anni fa in Giappone; invece le clementine nascono dall’innesto del mandarino su una pianta di arancio amaro e sono di origine molto recente. La scorza delle clementine vira verso il colore rosso, il frutto è molto turgido, succoso e dolce. Il mandarino ha una scorza più gialla, più spessa, un gusto aspro. Sia i mandarini che le clementine hanno ottime caratteristiche nutrizionali. Entrambi contengono molta vitamina C. Le clementine però hanno un minore contenuto calorico: 47 calorie per 100 grammi, contro le 53 calorie dei mandarini. Per contro i mandarini sono più ricchi di fibra. Al mercato si trovano anche kiwi gold, con polpa gialla e rossi, una nuova varietà che sta riscuotendo sempre più interesse da parte dei consumatori. Sono apprezzati perché hanno un alto grado zuccherino e bassa acidità. I prezzi sono maggiori rispetto alla Hayward perché i quantitativi sono limitati e la richiesta nella massa è cauta. È sempre piuttosto sostenuto il valore di mercato delle pere (causa i danni dovuti alla cimice asiatica) ma la qualità è molto buona per effetto di un’accurata selezione. 
A fronte di prezzi superiori rispetto al solito si può mangiare un prodotto soddisfacente. È ampia, invece, l’offerta delle mele e i rapporti qualità-prezzo sono convenienti. Per l’uva da tavola aumenta la disponibilità di Aledo spagnola, specie tardiva che caratterizza il periodo. Rimane più che valida la varietà Italia: stiamo parlando di quotazioni superiori alla media perchè in questo periodo dell’anno è necessario effettuare molta selezione a fronte di volumi ridotti. Poi ci sono le melagrane, italiane, spagnole, turche... i prezzi del prodotto italiano sono alti, anche se la qualità e salubrità italiana…. Beh.. non c’è paragone!
Contro i rigorosi freddi e le basse temperature invernali, una buona dose di vitamine può aiutarci a stare meglio e a prevenire i malanni di stagione. Buona frutta a tutti. 

Gianluigi Veronesi

La decisione di ampliare la gamma con le nuove referenze è stata frutto di un percorso naturale che rispecchia perfettamente la tradizione agricola emiliano-romagnola di areali vocati e di sapienza produttiva. Molti pataticoltori sono anche produttori di cipolle e vista l’eccellenza che il Consorzio rappresenta per la produzione pataticola, si è voluto esaltare lo stesso metodo di produzione virtuoso, già applicato alle nostre patate, anche alle nuove referenze. Le Cipolle condividono, infatti, gli stessi canoni delle Patate Selenella: “qualità, sicurezza, italianità, salubrità e sostenibilità ambientale”. Le cipolle sono un alimento base in moltissime ricette. Nonostante ciò ancora oggi sono sottovalutate e in alcuni casi anche trascurate in cucina, ma non fate questo errore! La scelta di una buona cipolla è alla base per la buona riuscita del vostro piatto e può fare la differenza tra un piatto banale e uno che vi riempirà di complimenti. Attenzione però, non occorre solo optare per una buona cipolla, ma si deve utilizzare la giusta cipolla e per questo Selenella offre una gamma intera e completa tra cui scegliere: la rossa, la gialla e la bianca. La rossa si caratterizza per il suo gusto dolce, delicato ed è ottima per essere mangiata cruda, quindi perfetta nelle insalate e perchè no, anche nei sandwich e per le composte. La gialla grazie alla sua versatilità si presta molto bene alla cottura che la rende via via più dolce e morbida. É la protagonista perfetta per ottenere i migliori soffritti e il meglio di sé lo sprigiona quando è utilizzata come base per i ragù di carne, o nelle torte di verdure, senza dimenticare il suo impiego in salse, stufati, o minestre. La bianca, pungente e saporita, è la regina incontrastata del forno. Ora che sapete tutto, scegliete cosa preparare e correre a insaporire le vostre ricette con le cipolle Selenella! 
Guardate le ricette sul ricettario “www.selenella.it/ricette”.

Gianluigi Veronesi

L’edizione 2020 del SIGEP di Rimini ha collezionato l’ennesimo successo, con padiglioni stracolmi di visitatori e il tutto esaurito registrato sin dal primo giorno, quando poco dopo l’inaugurazione mattutina e l’apertura dei tornelli, tutti i parcheggi erano già esauriti. Proprio come esauriti erano i posti a sedere sui vari treni regionali che in tanti anni di manifestazione non si erano mai visti così pieni.  La kermesse riminese è stata utile per i tanti operatori del settore Ho.re.ca, hotellerie, ristorazione, bar, gelato, caffè, creme, frutta secca, pasticceria e non solo . Fra stand enormi e piccoli desk espositivi, aree di esibizione pratica e ring di discussioni, gare e concorsi, l’evento ha saputo intrattenere anche il visitatore più esigente, senza contare che le degustazioni, assaggi e assaggini abbondavano in ogni dove. E proprio fra una degustazione e l’altra mi è capitato qualcosa di inatteso, stupendomi piacevolmente nel bere un caffè. Nel 2020 è ancora possibile stupirsi bevendo un caffè? Con una industria trasformatrice della materia prima estremamente evoluta, che ha raggiunto livelli altissimi, e macchine da caffè tecnologicamente all’avanguardia, non dovremmo aspettarci più nulla oltre il buono o il buonissimo che ci è già capitato di bere in tante altre occasioni? Eppure, nello stand Pellini, caratterizzato da un angolo bar attrezzato da una macchina da caffè Sanremo, ho potuto assaggiare un caffè straordinario. Degustato rigorosamente senza zucchero e senza essere mescolato, ho gustato un caffè buono, pieno, cremoso, intenso, insomma, quali altri aggettivi potrei usare per descrivere questo capolavoro firmato Pellini? Come può un caffè sorprenderti così tanto, quando meno te lo saresti aspettato ? Eppure è successo. Onestamente, di fronte ad un caffè offerto,  quante volte avete pensato “non sto ad assaggiare tanto uno vale l’altro” . Lo confesso, è successo anche a me, ma questa volta ho imparato a ricredermi. E ora non riesco a dimenticare quella sensazione aromatica , quell’assaggio mi è rimasto impresso, così senza rendermene conto mi sono accorto che da quando ho vissuto questa esperienza,  mi capita di pensare più spesso a un buon caffè. Prima non mi succedeva così di frequente... mi vengono in mente anche le tante frasi e gli slogan pubblicitari, legati al caffè, che ho sentito e risentito in tanti anni di radio e televisione, ve li ricordate? Non posso farci niente, ma ora, fra i tanti, quello più ricorrente, inutile dirlo, è “particolare inconfondibile”, uno slogan che non scorderò più. 

Gianluigi Veronesi

Anche l’Emilia Romagna, con la sua offerta turistica, dal 22 al 26 gennaio sarà presente a Madrid, alla quarantesima edizione di FITUR (Feria Internacional de Turismo) con undici operatori turistici regionali: sono del Piacentino (1), Parmense (3), Bolognese (4), Forlivese (1), Ravennate (1), Riminese (1). 
La rassegna fieristica internazionale madrilena è uno dei principali appuntamenti turistici d’inizio anno e leader per i mercati dell’America Latina. L’evento, che nel 2019 ha registrato 253.490 visitatori, ospiterà quest’anno circa 930 espositori.
Lo stand dell’Emilia Romagna, in area Enit e coordinato da Apt Servizi Emilia Romagna, ospiterà 11 operatori turistici regionali che provengono uno dal Piacentino (Only4u Travel Experiences-Gazzola), 3 dal Parmense (Argante Viaggi-Colorno, Parma Incoming, Parma Point), 4 dal Bolognese (Bologna Welcome DMC, Monrif Hotels, Petroniana Viaggi e Turismo, Vivara Viaggi), uno dal Forlivese (Borgo Condé Wine Resort), uno dal Ravennate (Ias Tourist-Cervia) e uno dal Riminese (Malatesta Viaggi-Rimini). A Madrid sarà presente anche una rappresentanza della Destinazione Turistica “Emilia”.
L’Emilia Romagna è ben collegata alla Spagna con una serie di voli sull’Aeroporto di Bologna. Sono dieci le città spagnole che hanno voli di linea annuali con il “Marconi”: Alicante, Barcellona, Fuerteventura, Lanzarote, Madrid, Malaga, Santander, Siviglia, Tenerife, Valencia. Questi collegamenti aerei hanno diverse frequenze settimanali (con 4 voli giornalieri per Barcellona e 4 per Madrid) e, durante l’estate, lo scalo di Bologna è collegato, più volte alla settimana, anche con altre quattro città spagnole: Gran Canaria, Ibiza, Palma, Mahon.
Nel 2019, questo importante numero di voli nello scalo di Bologna, ha fatto registrare 1.302.254 passeggeri, da e per la Spagna, con un aumento del +7,7 per cento rispetto al 2018.Lo stand regionale a FITUR Madrid sarà personalizzato con alcune immagini dedicate alle città d’arte, all’offerta balneare e alla Food Valley dell’Emilia Romagna. E un grande pannello presenterà i grandi eventi 2020-21 in Emilia Romagna: “Parma Capitale Italiana della Cultura 2020”; il “Motor Valley Fest” di Modena (14-17 maggio); i cento anni dalla nascita del regista Federico Fellini; i duecento anni dalla nascita del padre della cucina regionale italiana Pellegrino Artusi, nonché le iniziative Ravennati legate all’avvicinarsi ai 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, celebrati nel 2021.

Il gruppo agroalimentare F.lli Romagnoli SpA - azienda famosa per la produzione e commercializzazione di patate - ha ufficialmente lanciato sul mercato una nuova patata più salutare o, per dirlo alla Carlin Petrini, una patata buona, pulita e giusta: è 100% italiana, priva di residui chimici e adatta a tutti gli usi in cucina, innovativa anche nel packaging (che è riciclabile). La Romagnoli F.lli Spa dunque porterà sui banchi dell’ortofrutta della grande distribuzione la patata “Residuo Zero èVita”, novità frutto del lavoro di ricerca portato avanti con Legambiente e Università degli Studi della Tuscia, già reperibile in alcune delle principali catene distributive del Nord e Centro Italia. Ma cosa significa patata Residuo Zero? si tratta di patate 100% italiane, prodotte esclusivamente da aziende agricole certificate GLOBALG.A.P. prive di residuo di prodotti chimici ammessi per legge al di sotto dei limiti di determinazione analitica (0,01 ppm) e residui di sostanze fitosanitarie autorizzate all’impiego in agricoltura biologica (ai sensi dell’allegato II del Reg. CE 889/2008) nei limiti massimi del 50% del Residuo Massimo Ammesso.
Tutto questo, grazie all’impiego di pratiche agricole che seguono uno specifico disciplinare produttivo, nel quale è previsto l’utilizzo di molecole chimiche a bassissima residualità. Un progetto che si inserisce a pieno titolo nelle attività portate avanti da anni dall’Azienda, volte a promuovere un nuovo modello di pataticoltura sostenibile. La patata Residuo Zero èVita è adatta a tutti gli usi in cucina, è disponibile in pratiche confezioni da 1 kg per rispondere al meglio alle esigenze del consumatore moderno ed evitare gli sprechi ed è innovativa anche nel packaging: realizzato in carta e biopolimeri derivanti da fonti vegetali, interamente riciclabile, dai colori – magenta e giallo – che la rendono distintiva e accattivante. La nuova patata ideata dalla Romagnoli F.lli SpA è inoltre certificata dall’ente Check Fruit , uno degli Organismi leader in Italia nel settore della certificazione e ispezione nel comparto agroalimentare. “L’ottenimento di questo importante risultato è stato possibile grazie ad un lavoro di ricerca e sperimentazione durato tre anni – sottolinea Giulio Romagnoli, amministratore delegato Romagnoli F.lli Spa –  e di un processo continuo di ascolto del consumatore, oggi sempre più attento a scegliere prodotti buoni e gustosi, ma anche salutari, sicuri e sostenibili dal punto di vista ambientale”. In un mondo dove la sicurezza e la salubrità degli alimenti sono sempre più ricercate, questa patata, sana e pulita, è certamente arrivata nel momento giusto, rispondendo alle aspettative di un consumatore sempre più esigente ed attento alla sua salute e a quella del nostro pianeta. 

Gianluigi Veronesi

E’ il titolo di una straordinaria mostra inaugurata il 7 dicembre 2019 presso il Museo Civico Archeologico di Bologna, che rimarrà aperta fino al 24 maggio 2020. 
La mostra si propone di condurre i visitatori in un itinerario attraverso le terre degli Etruschi, popolo dell'Italia antica vissuto tra il IX e il I secolo a.C. non in una sola “Etruria”, ma in molteplici territori compresi tra le pianure del Po fino alla Campania e al Vesuvio, che ci hanno lasciato numerose testimonianze di insediamenti, di urbanizzazione, di arredi funerari e domestici, frutto della cultura di una grande società. Nella loro lingua chiamavano se stessi Rasenna o Rasna (nome in origine di questo popolo, probabilmente derivato da un eponimo, un personaggio).
Da Marzabotto a Spina, a Bologna (fondata dagli Etruschi col nome di Felsina) scendendo a Volterra, Vetulonia, Orvieto, Tarquinia, Cerveteri, fino a raggiungere Monte Vetrano (Salerno) la mostra è una eccezionale esposizione di materiali votivi, urne, statue, accessori di uso domestico, monili splendidi, in particolare le suppellettili, gli utensili, i monili, per rendere piacevole la vita quotidiana di allora.
Ben 1400 gli oggetti e i reperti provenienti da 60 musei ed enti italiani ed internazionali presentati in mostra, alcuni dei quali esposti per la prima volta.
La mostra si collega poi naturalmente alla ricchissima sezione etrusca del Museo Archeologico di Bologna, che costituisce quindi l’ideale appendice della esposizione in corso.
Di grande interesse anche l’ampio e ricco catalogo della stessa mostra, pubblicato da Electa.

Cesare Spagna

Info:
etruschibologna.it
www.museibologna.it/archeologico

     

È tutto pronto per il Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2020, che formerà il Team Italia della prossima Coupe du Monde de la Pâtisserie di Lione: appuntamento lunedì 20 gennaio 2020 al Sigep di Rimini con veri e propri fuoriclasse della pasticceria italiana, in un'occasione di confronto unica che metterà in luce abilità e competenze di ciascun candidato. I vincitori comporranno la squadra che rappresenterà l'Italia a livello mondiale alla competizione lionese del 2021, sotto l'egida del Club Italia Coupe du Monde de la Pâtisserie, realtà nata nel 2000 proprio per selezionare, preparare ed accompagnare la delegazione del Belpaese alla grande sfida. A contendersi la prestigiosa partecipazione, sette talenti italiani che si sfideranno in tre categorie: zucchero, cioccolato e ghiaccio. Conosciamoli uno ad uno.

Virginio Casantini - Categoria: zucchero
Viterbese, nato nel 1976 e figlio d'arte, è primo premio per il gusto alla Coppa Italia della pasticceria nel 2015; docente a diversi livelli, dal 2011 insieme alla sorella Katia – con cui gestisce la pasticceria di famiglia e altri due punti vendita – realizza la mostra "Chocolart", con opere di cioccolato ogni anno a diverso tema. La sua formazione, iniziata da giovanissimo, è proseguita negli anni con diversi Maestri di fama internazionale (Capuano, Giovannini, Klein, Malizia...).

Fatima Lucchese - Categoria: cioccolato
A Brentonico (TN) gestisce la sua pasticceria "La Perla Nera": Fatima Lucchese, classe 1976, si appassiona all'arte del dolce già all’età di 12 anni. Studia e si specializza seguendo corsi con grandi Maestri (Iginio Massari, Stefano Laghi...) e vince, nel corso della sua carriera, diversi premi; tra i più recenti, il primo posto della StrudelCup 2019 di Folgaria e il primo posto al Festival del Gelato Artigianale di Reggio Calabria nel 2018.

Daniele Mascia - Categoria: cioccolato
Daniele Mascia ha 35 anni, ma già notevole esperienza in tutti i settori della cucina, in particolare nella pasticceria. Piemontese d'origine, veneziano d'adozione (attualmente responsabile di pasticceria presso la "Rosa Salva") è dinamico e attivo, con occhio attento alle tendenze e all'assidua ricerca di crescita professionale.

Alessandro Petito - Categoria: zucchero
Alessandro Petito intraprende la strada della panificazione a 16 anni nell'attività di famiglia. Si dedica poi alla pasticceria, in un percorso di crescita e ricerca costanti. Oggi, a 28 anni, annovera tra i riconoscimenti due primi posti a Sigep 2017 (Miglior torta al cioccolato d'Italia, Miglior pièce in zucchero artistico) e il titolo di vice Campione Italiano di Pasticceria Seniores nello stesso anno.

Massimo Pica - Categoria: cioccolato
A Milano gestisce la pasticceria che porta il suo nome, ma è anche fondatore e docente della Pica Pastry School. Medaglia d’argento alla Coupe du Monde Culinarie (Lussemburgo), categoria pièce in cioccolato, Pica nel corso degli anni si è formato, tra gli altri, con Omar Busi, Antonio Bachour, Loretta Fanella, Stefano Laghi. 

Lorenzo Puca - Categoria: zucchero
Già team italiano a Lione 2019, Lorenzo Puca nasce a Pescara nel 1989. Fin da piccolo ha la passione per la pasticceria. Frequenta le migliori scuole d’Italia con grandi maestri; nel 2015 si aggiudica il premio speciale per miglior dessert al cioccolato al Campionato Italiano di Pasticceria Seniores. Nello stesso anno partecipa al talent show televisivo di RAI 2 “Il Più Grande Pasticciere” classificandosi secondo.

Andrea Restuccia - Categoria: ghiaccio
Classe 1993, Restuccia ha all'attivo numerosi successi: nel 2019 ha rappresentato l'Italia alla Coupe du Monde; nel 2016 vince il concorso di pasticceria organizzato da Icam per festeggiare i 70 anni; nello stesso anno conquista il Primo premio “Campione di Pasticceria Senior 2016”, al quale ha partecipato con il suo dolce “Perla Nera”.

Il Club Italia
Allo scopo di formare adeguatamente il team italiano per l'evento mondiale di Lione, nell'aprile 2000 è stato istituito il Club Coppa del Mondo di Pasticceria - Selezione Nazionale Italia, con la finalità di selezionare, preparare ed accompagnare la squadra e la delegazione italiana a Lione. Tutte le attività di promozione, selezione ed allenamento sono possibili grazie al sostegno e alla collaborazione di un insieme di Aziende che credono nell'iniziativa, alle quali è fornita in cambio ampia visibilità attraverso gli strumenti e le occasioni consentite dalla promozione dell'evento. Di anno in anno si manifesta l’esigenza di attivare, a cura della segreteria e della presidenza, azioni e comunicazioni tese a fidelizzare e consolidare la loro presenza, nonché a reclutare nuove adesioni. I soci fondatori del Club Italiano sono: Agrimontana, CAST Alimenti, CON.PA.IT. (Confederazione Pasticceri Italiani), Pasticceria Internazionale (Chiriotti Editore) e Valrhona.

La palestra: CAST Alimenti
Tutte le squadre che hanno gareggiato per la Coppa del Mondo di Pasticceria si sono allenate presso la scuola CAST Alimenti, che vanta di ben 18 titoli mondiali. Il training center dei professionisti e di tutte le squadre di cucina, pasticceria, gelateria e panificazione che partecipano a concorsi nazionali ed internazionali, dove è inoltre presente la segreteria ufficiale del Club Italia.

Ufficio Stampa CLUB COUPE DU MONDE DE LA PÂTISSERIE - SELEZIONE NAZIONALE ITALIA
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